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Bari: tra incubi passati e speranze future

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Fine anno: come da copione è tempo di bilanci e di progetti. Parliamo, ovviamente, del Bari e del suo anno che sta per terminare che lo ha visto protagonista soprattutto nel male considerato il suo noto travaglio estivo societario.

Ereditato dalla stagione fallimentare di Paparesta, passato il primo anno dell’era Giancaspro senza infamia e senza lode, si è arrivati al 2018 con tante speranze di fare un anno positivo anche se i primi crac si sono percepiti, a pelle, attraverso oscure operazioni perpetuate dall’entourage dell’ex presidente Giancaspro. Tuttavia la squadra, ignara di tutto e soprattutto di ciò che, di lì a poco, sarebbe accaduto, ha provato a tapparsi le orecchie e ad andare avanti nel campionato conducendolo con dignità, anche con qualche sprazzo di positività, tanto che ha centrato il piazzamento ai playoff uscendo, però, a Cittadella dopo i tempi supplementari, probabilmente provati da quei maledetti due punti di penalità sentenziati dalla Lega a causa di un altro maledetto F24, probabilmente, mai versato dalla società del Bari. Operazioni oscure perpetuate dalla società. Risultato: Bari che scompare dal calcio professionistico a causa del mancato reperimento dei soldi necessari per iscriversi al campionato di serie B, soldi che il Presidente Gincaspro si è mostrato sicuro di reperire. A nulla sono valse le composizioni di alcune cordate, sia locali che non, che hanno provato ad acquisirlo il fatidico 16 luglio al termine di una giornata thrilling che ha sancito la fine di quel Bari, società che sarebbe ripartita dalla serie D con la conseguente ira del tifo barese che già aveva provato sulla sua pelle precedenti fallimenti, punti di penalità da scontare ai tempi di Torrente, autoreti maledette, insomma una decina d’anni vissuti con gli incubi. Per fortuna ci ha pensato Aurelio De Laurentiis aggiudicandosi il bando promulgato al Sindaco Decaro, bando a cui hanno partecipato diversi gruppi sia locali che nazionali anche di un certo prestigio, ma alla fine l’ha spuntata la Filmauro dei De Laurentiis. Il resto del 2018 è noto. Serie D, a capo del Bari è stato  designato il figlio di Aurelio, Luigi, che ha accettato di buon grado mostrandosi felice e pronto per l’avventura, una squadra costruita a tempo di record che ha iniziato la preparazione a Roma dal 20 agosto, dunque molto tardi rispetto a tutte le altre squadre che – si sa – iniziano la preparazione sin da metà luglio, incertezza sul campionato che avrebbe disputato, la C o la D, in panchina è stato scelto Giovanni Cornacchini, mentre arrivava la conferma che il Bari sarebbe ripartito dalla D, più precisamente dal girone I, si è detto, per problemi di ordine pubblico. Il 16 settembre il Bari ha espugnato Messina nella sua gara d’esordio, iniziando la sua scalata verso la Serie C inanellando successi su successi con qualche inevitabile pareggio ma che lo fa rimanere imbattuto per tutto il girone di andata distanziato dalla Turris da ben nove punti. L’ultimo col Roccella con cui ha chiuso l’anno solare che ha provocato qualche mugugno di troppo. Il resto è solo programmazione per il futuro, programmazione che i De Laurentiis stanno già attuando. Mentre il popolo biancorosso dopo anni difficili, con una solidità economica di questo calibro, dopo aver fatto il callo leggendo e ascoltando di F24 fasulli, di contributi non pagati, di omesse denunce, di irpef non versata, di punti di penalizzazione diventati gergo consueto nel linguaggio del web, minacce di querele qua e là solo per aver criticato certe scelte societarie, si sentono, giustamente, autorizzati a sognare. In grande.

Massimo Longo

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