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Marchio ‘Corleone’ figlia Riina, dietro c’è studio legale francese di artisti

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Marchio ‘Corleone’ figlia Riina, dietro c’è studio legale francese di artisti
Foto dalla pagina Fb del ristorante ‘Corleone by Lucia Riina’

di Antonio Atte

C’è lo studio legale francese ‘Cabinet Pierrat’, esperto in tutela della proprietà intellettuale, dietro il marchio del nuovo ristorante ‘Corleone’, aperto a Parigi da Lucia Riina, figlia dello storico boss di Cosa Nostra Salvatore, morto il 17 novembre 2017. L’Adnkronos ha spulciato il database dell’Inpi, l’Istituto francese della proprietà intellettuale, rilevando che il marchio in questione (‘Corleone by Lucia Riina’) è stato depositato il 13 febbraio del 2018 e registrato l’8 giugno dello stesso anno.

Se la figlia di Totò Riina risulta la titolare del marchio, nelle vesti di rappresentante troviamo l’avvocato Sophie Viaris de Lesegno, socia e co-fondatrice dello studio legale ‘Cabinet Pierrat’ ed esperta di diritto d’autore e proprietà intellettuale.

Non un studio qualsiasi. Tanti i vip francesi del mondo dell’arte tra i clienti dello studio ‘Pierrat’, a cominciare da Miss Tic, una delle regine della street art transalpina, famosa per le sue ‘pinup’, e Sophie Calle, artista che ha esposto anche alla Biennale di Venezia. Ma non solo: gallerie d’arte e fondazioni come Le Corbusier e Cartier Bresson hanno scelto ‘Cabinet Pierrat’ per tutelare i propri interessi.

A questo studio Lucia Riina ha deciso quindi di affidare la tutela del proprio marchio. Anche se, va detto, l’ultimogenita di Salvatore Riina non è stata certo l’unica a servirsi del marchio ‘Corleone’. Dagli Stati Uniti alla Russia al Brasile, passando per la stessa Francia, non sono poche le aziende che hanno utilizzato il nome del paesino siciliano tristemente legato a fatti di mafia per le proprie attività commerciali. Come il ‘Corleone coffee’ made in Turchia o il ‘Corleone barber shop’ peruviano.

Spuntano pizzerie e ristoranti col marchio ‘Corleone’ anche in Cile, nella Federazione Russa, Brasile e Repubblica Ceca. Senza contare che anche la Paramount Pictures, casa cinematografica che ha prodotto la trilogia de ‘Il Padrino’ di Francis Ford Coppola, ha pensato bene di registrare il marchio della città che ha dato i natali a Totò Riina, Leoluca Bagarella e Luciano Liggio.

La scelta di chiamare il locale con il nome del comune siciliano che ha dato i natali al ‘capo dei capi’ della mafia – e che nel film ‘Il Padrino’ diventa proprio il cognome del protagonista Don Vito – non è piaciuta al sindaco della città Nicolò Nicolosi, che ha promesso iniziative volte a bloccare l’uso del marchio. “E’ inaccettabile – ha detto il primo cittadino – che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del Paese per trarne vantaggio economico”.

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