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Tre carabinieri italiani sotto assedio di Hamas a Gaza

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Scambiati per membri delle forze speciali israeliane dai miliziani di Hamas, i carabinieri italiani trovano rifugio presso la sede Onu

di Monica Montanaro

Tre carabinieri italiani appartenenti al nucleo scorte del consolato sito in Gerusalemme stavano effettuando dei controlli sullo stato di sicurezza dell’area in occasione di una visita ufficiale organizzata presso il monastero di Sant’Ilarione, una struttura a forma di eremo sorto in epoca bizantina nella zona attorno a cui sopravvivono ancora oggi sparuti gruppi di minoranze cristiane. Nell’ultimo decennio i cristiani stanziati in codesto terittorio sono calati da una soglia di quattromila unità  ad un numero di circa settecento fedeli, i quali sono costretti dal momento contingente sfavorevole ad un forzoso trasferimento all’estero.

Nella giornata di ieri si è verificato un episodio increscioso la cui dinamica si e dispiegata secondo modalità rocambolesche: i tre carabinieri italiani viaggiavano su un auto quando gli è stato intimato uno stop dalle truppe irregolari fondamentaliste, ma l’auto non si è fermata all’alt e questa decisione ha indispettito i miliziani appartenenti al gruppo di Hamas incalzandoli ad ingaggiare un inseguimento vorticoso durante il quale gli uomini all’inseguimento armati hanno sparato diversi colpi finalizzati a far desistere i componenti all’interno della macchina in fuga.

Bisogna precisare che nella Striscia di Gaza dallo scorso 11 novembre, data in cui un commando israeliano nemico si era infiltrato oltre la barriera di confine invadendo il territorio palestinese causando un attacco massiccio con bombardamenti diretti contro gli uomini dell’organizzazione militare di Hamas, da allora vige uno stato di massima allerta caratterizzato da posti di blocco continui, perquisizioni assidue per scongiurare una nuova incursione a sorpresa da parte israeliana, soprattutto vi è timore diffuso e sospetto che dietro persone con passaporto di nazionalità europea possano celarsi componenti delle forze militari israeliane.

Tale situazione contingente di tensione a Gaza ha condotto all’esplicazione di tutte le azioni militari del caso, di prevenzione e messa in sicurezza del territorio e spinto ad un controllo massiccio esteso capillarmente che ha investito anche gli stessi uomini dell’Arma dei carabinieri italiani.

Dopo l’inseguimento i tre carabinieri hanno ottenuto ospitalità e soccorso in un edificio sede delle Nazione Unite situato nel centro della città di Gaza, dopodiché le forze di Hamas hanno circondato l’area in attesa che il personale diplomatico appurasse l’identità dei sospetti e consegnassero loro i tre uomini affinché potessero intraprendere un’inchiesta appropriata.

Ma i funzionari dell’Onu hanno confermato quale fosse la vera identità dei tre uomini italiani, ovvero che trattasi di “personale della sicurezza italiana entrato a Gaza per una missione ufficiale”.

Dopo ore di trattative intraprese tra i diplomatici italiani e gli uomini di Hamas finalizzate all’ottenimento che i carabinieri potessero abbandonare la Striscia, ma gli islamisti inizialmente non demordevano rimanendo fermi sulle loro posizioni intransigenti, soltanto in nottata i leader di

Hamas hanno ammesso l’identità reale degli uomini italiani sotto assedio e desistito dall’operazione di accerchiamento dell’edificio della sede istituzionale.

L’episodio alquanto pericoloso che ha coinvolto gli uomini dell’Arma italiani è indicativo dell’irrimediabilità ed irrisolutezza della portata del conflitto arabo-israeliano ormai in atto da decenni,  il che fa presagire che si perpetuerà indefinitamente  a discapito della popolazione locale  inerme e vittima delle circostanze belliche.

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