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Quota cento, via da aprile. Anticipo 30mila euro tfr  

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Chi e’ nato entro il 1956 e ha lavorato senza interruzioni almeno dal 1980 potra’ andare in pensione a partire da aprile: la cosiddetta “Quota 100” sperimentale per tre anni consente a chi ha maturato a fine 2018 almeno 62 anni di eta’ e 38 di contributi di andare in pensione anticipata. E’ prevista una finestra trimestrale per i lavoratori privati che quindi potranno andare in pensione da aprile e una semestrale per i pubblici che pero’ in sede di prima applicazione dovranno aspettare fino al primo agosto. La platea che potrebbe accedere alle misure e’ di circa 315.000 persone ma e’ probabile che il numero sia piu’ contenuto a causa della norma del divieto di cumulo con l’attivita’ lavorativa fino all’eta’ di vecchiaia. Potrebbe scoraggiare rispetto all’uscita anticipata anche l’importo ridotto di pensione a fronte di quello che si avrebbe avuto maturando i contributi fino all’eta’ di vecchiaia o alla pensione anticipata indipendente dall’eta’.

Ecco in estrema sintesi cosa prevede la nuova normativa:

QUOTA 100: si potra’ andare a riposo con 62 anni di eta’ e 38 di contributi con un vantaggio massimo rispetto alle regole attuali di cinque anni (67 anni per la vecchiaia, 43 e tre mesi per la pensione anticipata indipendentemente dall’eta’). La norma e’ sperimentale per il 2019-21. Ma si prevede che chi raggiunge i requisiti nel triennio possa optare per quota 100 anche dopo il 2021.

NO AUMENTO 5 MESI ANTICIPATA MA CON FINESTRE: Si potra’ andare a riposo prima dei 62 anni se si sono maturati 42 anni e 10 mesi di contributi entro il 2018 (41 e 10 per le donne), ma si dovra’ attendere la finestra trimestrale. Quindi non e’ previsto l’incremento di cinque mesi che doveva scattare nel 2019 ma se ne attendono comunque tre.

PER PUBBLICI SEI MESI FINESTRA, PRIMA USCITA AGOSTO: per i dipendenti pubblici la finestra e’ semestrale ma la prima uscita possibile sara’ ad agosto. Di fatto per loro la Quota sara’ 101,2 con un minimo di 62 anni e sette mesi di eta’ e 38 anni 7 mesi di contributi per ricevere la pensione. TFS: c’e’ una formula per evitare il differimento nel tempo dell’erogazione del Tfs per i dipendenti pubblici, fino a un massimo di 30mila euro. Il meccanismo dovrebbe prevedere un fondo di garanzia per accedere al prestito bancario e la ‘restituzione’ degli interessi sotto forma di sconto fiscale. Il governo assicura che non ci saranno costi per i lavoratori.

FONDI BILATERALI: i fondi di solidarieta’ bilaterali potranno erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per l’accesso Quota 100 nei successivi tre anni. Quindi si potra’ accedere a questo strumento avendo almeno 59 anni di eta’ e andare in pensione a 62 nel 2021. A patto pero’, dice Matteo Salvini, che ci sia una nuova assunzione.

PACE CONTRIBUTIVA: sempre in via sperimentale per tre anni chi e’ interamente nel sistema contributivo (e non ha quindi versamenti prima del 1996) potra’ riscattare fino a cinque anni di contributi purche’ per periodi per i quali non fosse prevista contribuzione obbligatoria (quindi buchi contributivi o periodi di congedo facoltativo, aspettative ecc). Sconto per il riscatto degli anni dell’universita’ per gli under 45.

PROROGATI APE SOCIALE E OPZIONE DONNA: sara’ possibile andare in pensione con queste due misure anche nel 2019. Per opzione donna bisogna essere nate entro il 1960 (1959 le autonome) ed avere almeno 35 anni di contributi. E’ prevista la decorrenza di un anno.

REINTRODUZIONE CDA INPS: il Consiglio di Amministrazione dell’Inps e’ ripristinato e sara’ composto dal presidente e dal altri quattro membri. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto devono essere nominati i nuovi presidenti di Inps e Inail. Nelle more del ripristino del Cda e’ previsto un commissariamento per l’Inps.

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