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Migranti: naufraga gommone con 120 a bordo, solo tre sopravvissuti

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Potrebbe essere una nuova strage del Mediterraneo quella avvenuta ieri al largo delle coste libiche. Tre dei naufraghi salvati da un elicottero della Marina Militare italiana, portati a Lampedusa, hanno raccontato all’Oim che a bordo del gommone naufragato c’erano 120 persone. “Dopo 11 ore di navigazione – e’ il loro racconto – hanno imbarcato acqua e hanno cominciato ad affondare e le persone ad affogare. Sono rimasti diverse ore in acqua”. Tra i dispersi, al momento 117 – spiega il portavoce dell’Oim -, ci sono 10 donne, di cui una incinta, e due bambini, di cui uno di 2 mesi”. E proprio oggi l’Oim ha registrato quasi il raddoppio degli arrivi in Europa nei primi 16 giorni dell’anno sullo stesso periodo del 2018. I morti accertati erano gia’ 83.

Secondo le autorita’ libiche sarebbero stati circa 50 i migranti a bordo del gommone che poi e’ affondato ieri: ma si tratta di una stima approssimativa, quando il natante si trovava a circa 40 miglia a nord di Garabulli, citta’ costiera considerata uno dei luoghi di partenza dei barconi carichi di migranti. La sala operativa della guardia costiera libica, secondo quanto e’ stato possibile ricostruire, ha disposto verso le 11.30 locali l’intervento di una propria motovedetta per andare a soccorrere il gommone, ma ha avuto un’avaria ed e’ stata costretta a rientrare. A questo punto la stessa sala operativa della guardia costiera libica ha contattato il mercantile ‘Cordula Jacob’ per intervenire in favore del natante.

Nel frattempo, il gommone in difficolta’ e “in fase di affondamento” e’ stato avvistato da un velivolo P72 dell’Aeronautica militare italiana di base a Sigonella, in Sicilia, in volo nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. Sono circa le 13.30 e a bordo in quel momento, secondo quanto riferito dalla Marina militare e dalla Guardia costiera, ci sono solo una ventina di migranti. L’equipaggio dell’aereo, viste le pessime condizioni di galleggiabilita’, ha subito lanciato in prossimita’ del gommone due zattere di salvataggio di tipo Coastal che si sono regolarmente aperte. Contemporaneamente il cacciatorpediniere della marina Caio Duilio (che si trovava a oltre 110 miglia, 200 chilometri, di distanza) ha disposto il decollo del proprio elicottero SH 90. Giunto sul posto l’elicottero ha recuperato, con due diverse missioni, tre naufraghi in ipotermia, uno dall’acqua e due da una delle zattere di salvataggio precedentemente lanciate. L’altra zattera ispezionata e’ risultata vuota. Durante l’operazione sono stati anche avvistati tre corpi di migranti senza vita. Una volta a bordo di nave Duilio, i tre naufraghi sono stati stabilizzati e trasportati a Lampedusa. Il cargo liberiano ha raggiunto il luogo del naufragio ma non ha trovato nessun altro superstite.

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