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Zaia su possibili carenze medici

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“Non possiamo attribuire alla ‘quota 100’ il problema della sanità, – afferma Zaia – che dipende invece da una scarsa o mancata programmazione”.
“La situazione attuale – spiega Zaia – deriva dal numero chiuso delle Università, che ha peggiorato la situazione, o il fatto che vent’anni fa si sia detto agli studenti che la facoltà di medicina non era una buona scelta”.
Zaia quindi propone che i medici neolaureati siano “messi in condizione di lavorare prima della specializzazione, e bisogna pensare alla possibilità di contrattare con le grandi professionalità che si trovano costrette ad andare in pensione. C’è poi un discorso legato al mercato del lavoro. Le Università formano i futuri medici in maniera eccezionale e noi, con tecnologie e corsi, investiamo molto su questi professionisti. Se poi vengono attratti da un’altra parte perché meglio pagati bisogna fare in modo che non solo l’offerta, ma anche la domanda sia interessante – rileva Zaia – di modo da riuscire a fare tutto”.

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