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Landini attacca Di Maio e Salvini: “parlano di lavoro senza aver mai lavorato”

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Il neo segretario della Cgil: si e’ rotto il rapporto tra il mondo del lavoro e la rappresentanza politica.

Il nuovo segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lancia “il sindacato di strada: andare tra i lavoratori nei cantieri, nelle campagne, dove ci sono i lavoratori, come rinnovata pratica sindacale per tutta la Cgil”, dice dal palco del congresso nazionale a Bari.

“Questo governo non ci piace per quello che sta facendo, non sta migliorando” la condizione del Paese, a partire dai giovani e dal lavoro. Lo afferma il nuovo segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando dal palco del congresso nazionale e rilanciando la necessita’ di “rimettere davvero al centro la questione del lavoro”. Il lavoro “lo crei se fai ripartire gli investimenti, se hai una idea di politica industriale”, sottolinea.

“Secondo me il problema e’ che abbiamo due vicepremier che si occupano di poverta’ e lavoro senza mai essere stati poveri e aver mai lavorato”. Cosi’ il nuovo segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, risponde dal palco del congresso nazionale del sindacato, alla domanda di Dario Vergassola se tra tutte le divise indossate da Salvini vorrebbe vederlo con una tuta blu.

“Alla manovra di Governo cè una critica di fondo: si sono presentati alle elezioni in modo separato, poi hanno fatto il famoso contratto e oggi in base al contratto cercano di fare quello che vogliono. Siamo di fronte al fatto che il Parlamento è diventato un luogo in cui passano le carte senza che loro abbiano la possibilità di svolgere alcun ruolo, è questa è una cosa pericolosa e grave per le democrazia del nostro Paese che non può essere affrontata in silenzio”. Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, nel suo discorso finale al Congresso Cgil di Bari. “Non cè alcun cambiamento sulla cultura che sta sotto le politiche che stanno mettendo in campo. Il problema – ha aggiunto – non è solo creare lavoro ma è creare lavoro di qualità e garantire un lavoro con diritti”.

Da nuovo segretario generale della Cgil “ho pensato di fare due cose subito, chiare: ieri sera sono andato ad un’assemblea dell’Anpi a Bari per dire che la resistenza contro il fascismo non e’ finita e la dobbiamo continuare tutti insieme. Oggi vado al Cara di Bari-Palese, quelli che il governo vuole chiudere. Noi andiamo li’”, dice Maurizio Landini dal palco del congresso. Perche’ “questa Cgil ha un’altra idea di societa’, noi vogliamo cambiare il Paese, noi siamo il sindacato del cambiamento, non Salvini, la Lega che ci sta portando indietro”.

“Visto che Salvini e’ stato eletto in Calabria, a me e’ capitato di visitare la baraccopoli di San Ferdinando. Vivono in condizioni disumane, a livello dello schiavismo. Come si fa ad alzarsi la mattina e mettere la nutella sulle fetta biscottate, dire due cavolate, fare un tweet e non porsi il problema che c’e’ un sistema fondato sullo sfruttamento?”. Cosi’ Maurizio Landini concludendo il congresso della Cgil. Il neo segretario sottolinea che “in ogni punto della filiera produttiva ci devono essere persone che lavorano con diritti, contratti e regole. Questo e’ il marchio di qualita’ che oggi non abbiamo”. Poi Landini spiega di essere andato ieri sera “ad un’assemblea dell’Anpi per dire che la resistenza contro il fascismo non e’ finita e dobbiamo continuare. È un valore fondamentale al quale non possiamo rinunciare. Cosi’ come ieri Serena Sorrentino mi ha detto che sarebbe utile andare oggi al Cara, quelli che il governo vorrebbe chiudere, e ci andremo perche’ sia chiaro che questa Cgil ha nel suo insieme un’altra idea di societa’. Noi siamo il vero cambiamento”, conclude Landini.

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