Piemonte

Prosegue l’odissea maltrattamenti negli asili nido

A Torino arrestate due maestre perché scoperte ad operare maltrattamenti plurimi su bambini di primi anni d’età frequentanti un asilo nido teatro della vicenda drammatica

di Monica Montanaro

L’ennesimo caso osceno di maltrattamenti perpetrati a detrimento dei soggetti più deboli ed inermi della società, ossia i bambini di tenera età.

Partita da alcuni mesi un’indagine della polizia avviata in seguito alle segnalazioni di alcuni dipendenti di un asilo privato sito nella zona centrale di Torino, che ha condotto all’arresto di due insegnanti legate da un vincolo di parentela diretto, sono madre e figlia, di cittadinanza italiana, l’accusa  rivoltagli è quella del reato di maltrattamenti continuati in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime.

Le due maestre sono state colte in flagrante mentre cagionavano azioni violente sui bambini iscritti all’asilo nido da loro gestito. Le due donne irresponsabili permettevano ai bimbi a loro affidati di permanere in aree della struttura non adeguatamente riscaldate e dunque lasciati ore in uno stato di infreddolimento a causa della loro numerosità eccessiva, oppure impedivano loro di nutrirsi sottraendogli il cibo necessario al naturale fabbisogno quotidiano, favorendo volontariamente il loro indebolimento fisico per indurli ad ammalarsi. Per di più questi bambini completamente inermi venivano continuamente strattonati, bistrattati, e senza alcuna pietà abbandonati ed isolati in preda ad un pianto esasperato e sofferente a causa dell’astinenza da fame e sonno.

La squadra mobile della questura di Torino aveva intrapreso dallo scorso novembre un’indagine diretta ad indagare sulla struttura educativa pubblica, ubicata in una casa privata adibita ad asilo nido e gestita dalle due donne, grazie all’ausilio di sistemi di intercettazioni telefoniche si è riscontrata la messa in atto di reati a danno dei piccoli soggetti iscritti a tale pseudo struttura educativa . La Procura di Torino del reparto Gruppo Fasce Deboli ha coadiuvato il lavoro investigativo della polizia ed ha emesso un’ordine di arresto per madre e figlia, T.S. e M.F., contestandogli l’accusa di maltrattamenti continuati in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime.

Difatti i bambini che i genitori con fiducia e perfettamente ignari affidavano all’asilo nelle mani delle due maestre credendo di affidarli a personale competente con un ruolo educativo e in un posto sicuro per l’incolumità dei loro figli, invece nella medesima struttura i piccoli bambini di età oscillante dai tre mesi ai tre anni subivano ogni sorta di ignominia.

L’asilo nido era stato allestito in un abitazione privata in cui vi era al suo interno una mansarda priva di riscaldamento. Le ingorde maestre accoglievano un numero esorbitante di bambini rispetto alla ordinaria capienza della struttura e per tale ragione non riuscendo a gestire tutte le piccoli creature, le trascuravano incuranti lasciando che piangessero per un tempo prolungato a causa della fame e del sonno sottratti loro. Altresì subivano maltrattamenti di natura fisica consistenti in strattonamenti vari, lasciandoli in isolamento in stanze appartate o addirittura trascinandoli con loro mentre compivano le proprie faccende quotidiane impedendo ai bambini di ricevere il giusto apprendimento didattico.

A sua discolpa una delle insegnanti ha confessato come ragione giustificatrice: “Il mio errore è stato quello di pensare ai bimbi del nido come se fossero i miei bambini”.

L’orrore che scaturisce da tali vicende consiste nel fatto che la violenza indirizzata sui soggetti più indifesi ed innocenti del genere umano è generata da persone adulte di sesso femminile che fisiologicamente dovrebbero possedere quell’istinto materno innato immanente ad ogni donna potenziale madre di cui il buon Dio ci ha amabilmente dotate.

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