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Basta ipocresia:è in gioco l’unità nazionale

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L’arrivo, atteso, della recessione tecnica per l’Italia ha rinnescato un deprimente gioco a scarica barile tra governo e Pd. Si vogliono ignorare i nodi strutturali: l’economia italiana, come sempre da due decenni, si muove in stretta sincronia con l’economia dell’eurozona, con un differenziale negativo di circa un punto percentuale: quando è iniziata la ripresa nell’area euro, dovuta sostanzialmente alla Bce, l’Italia è ripartita a minor velocità; quando come negli ultimi trimestri, la nostra area monetaria rallenta fino alla stagnazione o alla recessione tecnica come in Germania, l’Italia segue con maggiore sofferenza. Il nodo da affrontare sarebbe l’estremismo mercantilista Made in Germany dominante nell’eurozona che, inevitabilmente, genera risposte protezionistiche in USA e calo di domanda.

Sul fronte nazionale finalmente, anche un bravo Sindaco di una grande città del Nord prende posizione sugli effetti devastanti dell’autonomia differenziata imposta, in gran segreto, dalla Lega, Nord, nonostante la riverniciatura nazionale di Salvini. Le valutazioni di Giuseppe Sala sono condivisibili: il principio di sussidiarietà verticale va incardinato sui Comuni. L’autonomia regionale differenziata è secessionismo dei ricchi. È un modo mascherato per attuare una redistribuzione regressiva sul piano sociale e la conseguente negazione di servizi sociali fondamentali, innanzitutto la scuola e la sanità.

Chiediamo al governo di portare in Parlamento i testi per l’autonomia  regionale differenziata prima di sottoscriverli con Veneto, Lombardia e Emilia Romagna.Claudia Desirèe Lentini

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