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Si può dire ‘escimi il cane’?

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L’espressione ‘uscire il cane’ va corretta nell’uso dell’italiano comune e in “particolare nell’italiano scritto” perché “una costruzione del genere non si è affermata”. Parola dello storico della lingua Luca Serianni, socio dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia dei Lincei, che parlando con l’AdnKronos interviene sulla legittimità dell’uso transitivo di verbi intransitivi come ‘scendere’ o ‘salire’.

DIBATTITO SOCIAL – La questione è stata discussa nelle ultime settimane dopo che, in una nota pubblicata l’11 gennaio, l’accademico della Crusca Vittorio Coletti ha spiegato che “questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali”. Serianni afferma che “il grande rumore che si è sollevato nei social a proposito della vicenda ‘uscire il cane’ direi che è un buon segno perché rileva l’attenzione con cui i comuni parlanti guardano alle cose di lingua”.

“Entrando nel merito – prosegue il linguista – bisogna distinguere tra la diffusione di un uso nell’oralità, e quindi certamente ‘uscire il cane’, caratteristico del Mezzogiorno, si può sentire anche in alcune aree settentrionali, e la legittimità nell’italiano comune e in particolare nell’italiano scritto di questo uso. Su questo secondo punto, e cioè se è un uso da correggere o no, si può essere netti: la risposta è ‘sì’ – conclude Serianni -, è un uso da correggere perché nell’italiano comune una costruzione del genere non si è affermata”.

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