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Italiani altrove

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Mentre se si continua a ipotizzare come andrà avanti l’alleanza Di Maio/Salvini, di proiezioni sul futuro del Paese è preferibile non farne. Non servirebbero. E’ una premessa che preferiamo esprimere da subito; anche per non essere fraintesi. Il nostro interesse, invece, resta rivolto ai Connazionali residenti all’estero. Gli italiani “altrove” sono più di 5.114.469. Il numero maggiore, come per il passato, è in Europa (2.770.175). Oltre il 50% dei nostri Connazionali vive nel Vecchio Continente. Con un tenore di vita migliore di chi risiede nel Bel Paese.

Resta, però, da evidenziare una riflessione che in Euro Zona è meglio tener sempre presente. Insomma, non è per nulla dato per scontato che, esistendo una moneta unica, il costo della vita sia a uno stesso “livello” in tutti gli Stati UE. Come, del resto, è differentemente gestita la democrazia in Europa. Dopo il voto politico dello scorso marzo, non c’è condizione per ipotizzare un Esecutivo diverso da quello che ci ritroviamo.

In fibrillazione è rimasto il destino della Penisola. A questo punto, cosa possono fare gli italiani “altrove”? Ora poco. Ma la lezione non dovrà più ripetersi a causa di una legge elettorale partorita da un Parlamento distratto dai contrasti politici tra i partiti. Ancora una volta, certi che non sarà l’ultima, si deve andare avanti. La necessità di legiferare è palese e ci sono provvedimenti normativi che attendono una definitiva approvazione. Non neghiamo, però, che ci aspettavamo una differente “resa” politica degli eletti dall’estero. Ora, tra Maggioranza e Opposizione c’è un abisso che il voto dall’estero ha solo evidenziato.

Giorgio Brignola

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