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Negozi aperti la domenica. Meno limiti per le grandi citta’

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Aperture domenicali per i negozi. M5s e Lega forniscono nuove indicazioni: non dovranno esserepiu’ di 26 domeniche all’anno e di 4 giorni festivi. Ma si prevede una deroga per i comuni metropolitani (al momento vengono ‘salvaguardati’ solo i centri storici). Si tratta di 14 citta’ (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) alle quali potrebbe essere concesso di aumentare il numero delle aperture domenicali.

Prima da Milano poi da Roma erano arrivate richieste di deroghe. Così la Lega si è resa disponibile a rivedere le regole. E pure il M5S no esclude modifiche, nonostante sia più propenso a mantenere i principi del testo.

Tra i punti da affrontare anche quello dell’ E-commerce. Si sta lavorando a regole che possano essere rispettate anche dalle grandi catene di distribuzione sul web. Per ora l’unica decisione presa e’ stata quella di vietare le consegne on line nei giorni festivi.

Poi c’e’ la questione dei contratti. Si vogliono verificare quelli che obbligano i lavoratori, come commessi e commesse, soprattutto nei centri commerciali, a lavorare anche la domenica.

“L’annuncio di un intervento di revisione della deregulation del commercio riporta in primo piano la necessità di un confronto sulle aperture: la liberalizzazione Monti non ha infatti portato la crescita dei consumi che era stata promessa ma ha accelerato le chiusure dei negozi: tra il 2012 ed il 2018 sono sparite quasi 56mila attività di piccole dimensioni”. È quanto emerge da un’analisi condotta da Confesercenti a partire dai dati Istat e Mise, in seguito all’annuncio da parte del governo della proposta di legge per la revisione delle liberalizzazioni del commercio. Il testo prevede la possibilità di aprire per un massimo di 26 domeniche su 52 e di 4 festività su 12, riportando la decisione sui giorni alle Regioni, che potranno scegliere in base alle esigenze del territorio. “Il testo segna un passo avanti rispetto ai disegni di legge precedenti, eccessivamente restrittivi. Anche se bisogna tenere conto che il problema principale non sono gli orari ma la frenata dei consumi”, commenta Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti. “La revisione allo studio comunque non prevede l’interruzione del servizio ai consumatori: la bozza infatti esclude dall’obbligo di chiusura domenicale tutte le attività dei centri storici, a prescindere dalla dimensione, e tutti i negozi sotto i 150 metri quadri e, nelle città con più di 10mila abitanti, sotto i 250 metri quadri. Oltre 400mila negozi in tutta Italia che potranno dunque restare aperti la domenica“, conclude.

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