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La rivolta degli anarchici a Torino, ritorsione per uno sgombero

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Corteo dei manifestanti dei centri sociali, inalberati per lo sgombero di un edificio da loro occupato, degenera in guerriglia urbana

di Monica Montanaro

Oggi la città di Torino è stata messa a ferro e fuoco dal corteo degli anarchici organizzato in segno di ritorsione per l’azione coercitiva dello sgombero dell’edificio sede dell’ex Asilo sito in via Alessandria occupato da componenti dei centri sociali sin dal 1995, e per l’arresto di 6 soggetti a seguito della loro comportamento eversivo tenuto durante l’esecuzione dell’operazione che la polizia ha effettuato nella giornata dello scorso giovedì.

Nel pomeriggio si sono dati appuntamento gruppi di persone accomunate da un’ideologia anarchica, raggiungendo complessivamente il numero di circa 500 componenti che hanno manifestato inscenando una vera protesta e dando vita ad un corteo partito da Piazza Castello in Torino. Nel giro di breve tempo tale corteo, a cui partecipavano fazioni di anarchici appartenenti ai nuclei di Milano, Trento, Pinerolo, Rovereto, Ivrea, e una sparuta minoranza, circa trenta persone, in rappresentanza del centro sociale di Askatasuna, ha assunto una linea di contestazione decisamente più violenta ed esacerbata dando luogo ad una guerriglia urbana.

La reazione dei manifestanti è degenerata e si è incanalata in atteggiamenti e azioni sovversive: bombe carta, lanci di petardi, devastazione del decoro urbano, cassonetti dati in fiamme, ecc., stimolando prontamente la risposta securitaria della polizia consistita nell’utilizzo dell’idrante e nel lancio dei lacrimogeni sulla massa esagitata.

Le forze del ordine hanno posto nello stato di fermo 12 persone reputate responsabili degli incidenti avvenuti durante il corteo,  le azioni sobillatrici hanno causato il ferimento di quattro persone di cui uno in gravi condizioni.

La rabbia convulsa delle frange anarchiche è esplosa sfociando in atti criminali e teppistici, come l’imbrattamento dei muri strutturali della caserma dei carabinieri collocata in via Giulia di Barolo, il danneggiamento di varie auto parcheggiate nelle strade da essi percorse.

Il flusso intrapreso dal corteo è proseguito dirigendosi verso corso San Maurizio puntando in direzione Porta Palazzo, giunto sul ponte di corso Regio Parco si è innalzato il livello di tensione, qui i manifestanti hanno mostrato il carattere e il grado di ribellione della protesta attraverso il lancio di pietre e grossi petardi e l’incendio di cassonetti, tale scempio ha visto la reazione tempestiva della polizia attraverso l’ausilio di lacrimogeni e idranti finalizzata ad ostracizzare il sommovimento tumultuoso della folla accanita.

Inoltre per rincarare la portata delle azioni violente, i tenaci anarchici occultati da cappucci e caschi hanno colpito la vetrata della sede di Smat infrangendola completamente, e hanno preso di mira un autobus transitante in corso Regina Margherita con all’interno diversi passeggeri, i quali intimoriti dopo la rottura dei vetri del mezzo causata dagli stessi manifestanti inferociti, sono fuggiti immediatamente, mentre l’autista è stato condotto al pronto soccorso per ricevere assistenza medica.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni sconcertate e allibite dei leader politici, in primis quella del ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale ha sbottato caustico: “Per questi criminali la pacchia è finita” reclamando a scopo riparatorio “la galera per questi infami”. Commentando ulteriormente: “Torino ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali, tutto il mio supporto ai torinesi e alle forze dell’ordine”, auspicando che “ridotti quasi a zero gli sbarchi, adesso si chiudono i centri sociali frequentati da criminali”.

La ferma condanna del sindaco di Torino, Chiara Appendino, per i disordini fomentati nella sua città, esplicitata in tale affermazione: “Quanto sta accadendo in queste ore non può essere confuso in alcun modo con l’esercizio della democrazia: gli episodi di violenza perpetrati da alcuni manifestanti oggi a Torino sono di una gravità inaudita”. la Appendino ha espresso  “piena solidarietà alle persone rimaste coinvolte e sostegno alle forze di polizia che stanno operando a tutela della città”.

Nella scala gerarchica politica segue il parere del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che non ha mancato di rilasciare il suo commento in merito all’evento disastroso avvenuto nel capoluogo: “Sono atti gravi che non possono trovare alcuna giustificazione. Il mio ringraziamento e la mia vicinanza alle forze dell’ordine che hanno contenuto le intollerabili violenze compiute nel centro città da gruppi di anarchici”.

In ultima analisi si può affermare che un corteo costituito da alcune diverse centinaia di manifestanti, giunti anche da zone esterne alla città di Torino, si sono assembrati  riuscendo in autonomia e in dispregio delle leggi vigenti nel territorio dello Stato italiano a prendere in ostaggio e ad isolare una larga area della città estesa dal centro storico fino a Porta Palazzo.

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