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“Bevete più latte/ il latte fa bene… “. Sicuro?

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Bisognava bollirlo il latte, una volta.  Bolliva, la schiuma saliva, saliva, e fuoriusciva dal pentolino. E arrivava la sgridata. Ma sì, perché mamma aveva tante cose da sbrigare e al latte doveva stare attento uno di noi, ma si sa, i ragazzi fanno presto a distrarsi. Lo andavo a prendere dal contadino appena fuori città, all’inizio della Foce, la strada profumata di boschi che portava a Massa. Sento ancora l’odore della stalla, del fieno, l’odore della mucca. Una mucca vera. Oggi sembrano finte le mucche, finto il latte, non c’è bisogno di bollirlo, non contiene batteri, contiene solo farmaci e pesticidi. E anche per questo da un po’ di tempo ho smesso di consumare latte. E dire che col latte ci sono cresciuto e alla bell’età d’ottantatré anni (quasi eh!) non ho grossi malanni.  Mangio anche meno dolci, sebbene ogni tanto mi è difficile rinunciare ad un buon cornetto e, in questo periodo, ad un bignè fritto o ad una zeppola carica di crema. Te le mangi con gli occhi le zeppole guarnite di crema pasticcera e amarene sciroppate! Faranno male al fisico, ma fanno bene allo spirito, ne sono certo. Ogni tanto, però, le mangio, giuro, ogni tanto. “Bevete più latte/ il latte fa bene/ il latte conviene/ a tutte le età!/ Bevete più latte/ prodotto italiano/ rimedio sovrano/ di tutte le età… “, così, il coretto nell’episodio “Le tentazioni del dottor Antonio” di Fellini, uno dei quattro atti del film “Boccaccio 70”. Ma non la pensa davvero così Maria Rosa Di Fazio: “C’è una spiegazione assolutamente scientifica. O meglio, biochimica. Che parte da una premessa: il prodotto dalla mucca e quindi caricato dei suoi ormoni della crescita, della caseina e di tutto il resto che non ci fa bene, ha un forte potere acidificante, così come lo zucchero. Di conseguenza, l’abitudine a una quotidiana assunzione di latte e derivati innesca uno stato infiammatorio che il nostro sistema immunitario provvede diligentemente a tamponare. Come? Con un intenso prelievo di osseina (detta anche osteina), cioè di calcio buono. Dove va a prenderla? Lo dice già la parola stessa, “osseina”: lo va infatti a prendere proprio dalle ossa, indebolendole. Da qui l’osteoporosi, come provato appunto dalle statistiche epidemiologiche e da studi scientifici come quelli appena menzionati. Ce ne sono ovviamente altri di studi, tenuti ben in ombra, ma tutti concordi nel mettere appunto ai primi posti nella classifica dell’osteoporosi proprio i Paesi che sono da sempre consumatori di latte, latticini, gelati, yogurt, cioccolato al latte e formaggi. Esiste insomma calcio e calcio. Quello buono che fa davvero bene alle ossa, lo possiamo assumere soprattutto dalle verdure, in primis a foglia verde… Basta chiedersi che cosa mangiano le mucche allevate in modo sano – e cioè libere, al pascolo – per produrre latte. Mangiano appunto erba” (“Sconfiggere il male” Mind Edizioni, pag. 123). Una ragione in più per non consumare latte, sebbene alla mia età… Il latte (della mamma, se possibile) fa bene ai bambini piccoli che devono crescere, così come il latte della mucca fa bene ai vitellini.

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