Eventi&Spettacoli

Il ruolo della stampa nel promuovere la Cultura della Mediazione

L’evento organizzato dal Corriere Nazionale, dal Corriere di Puglia e Lucania, dal network “Radici” in collaborazione con l’A.N.G.P.L – Associazione Nazionale dei Giornalisti e Pubblicisti Liberi, il  CISEM – Centro di Alta Formazione e l’IKOS- Istituto di Comunicazione Olistico Sociale  in data 22 febbraio, alle ore 17,30, presso il CISEM di Bari in Via Lattanzio 21/25 sul tema:

”Il ruolo della stampa e dei media nel promuovere la Cultura della Mediazione Familiare quale preziosa relazione d’aiuto a sostegno della coppia in conflitto” 

si sta appalesando di grande interesse ed  attualità. In queste ultime settimane si è provveduto a far  pervenire via mail ai Mediatori familiari pugliesi sia il comunicato stampa nel quale venivano enucleati il programma dell’evento, le motivazioni per le quali si riteneva di organizzarlo sia l’invito a voler partecipare. Il feedback che ha fatto seguito è stato veramente sorprendente  oltre che inatteso; si è  potuto registrare, infatti, che molti Mediatori familiari sono sfiduciati, delusi e demotivati; stati d’animo che  scaturiscono dal fatto che sono ben poche le coppie in conflitto e in procinto di separarsi che chiedono il loro intervento; tale situazione ovviamente non fa decollare l’istituto della Mediazione familiare e tantomeno può rappresentare una sia pur minima fonte di reddito.

Una delle cause che non fa crescere la Mediazione viene attribuita alla scarsa conoscenza dell’esistenza di questa importante relazione d’aiuto alla quale la coppia può fare ricorso nei casi di conflittualità quale percorso alternativo alla disputa giudiziaria; occorre quindi lavorare intensamente utilizzando tutti i mezzi e le strade percorribili per diffondere ed affermare la cultura della Mediazione familiare. Vanno attivate e compulsate da parte delle Associazioni rappresentative dei Mediatori familiari e della Famiglie, ma dovrebbe essere un impegno prioritario di tutta la società civile, le iniziative necessarie affinchè  lo Stato ed il Parlamento provvedano, una volta per tutte e dopo decenni di tentennamenti e di comportamenti ondivaghi, contraddittori ed ipocriti, con la dovuta serietà ed impegno  a legiferare in materia introducendo nella nostra legislazione la Mediazione familiare, provvedendo a definirne gli obiettivi, gli ambiti di interventi, l’utilità sociale, le modalità attuative del relativo setting da affidare a Mediatori familiari  professionalizzati nel rispetto dei criteri stabiliti dal Forum Europeo sulla Mediazione familiare e le numerose risoluzione e deliberazioni che disciplinano compiutamente la predetta professione ( Tutte regolarmente recepite dal Parlamento italiano).

Tutto questo però non basta, il problema dei problemi che può sbloccare l’attuale situazione di impasse  ed offrire maggiori occasioni di interventi e di lavoro è rappresentato dalla necessità di rendere il ricorso alla Mediazione familiare obbligatorio nel caso di conflitti familiari subordinando il ricorso alla disputa giudiziaria solo nei casi in cui il Mediatore non sia riuscito nel corso delle fasi di pre e di mediazione ad elaborare le emozioni connesse al conflitto, a smussare le asprezze dello stesso, con la conseguenza che il tentativo di Mediazione familiare non ha portato a risultati  apprezzabili  o si è  concluso con un nulla di fatto. L’obbligatorietà del ricorso alla Mediazione familiare in quanto “justice douce”, compositiva, confidenziale, fiduciaria contribuirebbe a deflazionare il pesante contenzioso giudiziario, ad umanizzare e rendere più civile il divorzio, a  superare la logica  che vuole sempre un vincente ed un perdente, a ridimensionare gli inevitabili scontri conflittuali che  caratterizzano la lite giudiziaria  per lasciare uno spiraglio, anche piccolo, per poter tentare la ripresa del dialogo e del rapporto tra i separandi/confliggenti affinchè diventino autonomamente plenipotenziari delle scelte relative al loro futuro e soprattutto a quello deii loro figli (dai figli non ci si divorzia).

Uno dei nodi conflittuali che occorre sciogliere è  quello relativo all’affidamento genitoriale perfetto di cui parla il sen. Pillon (che ha istituito il Family day) nel suo ddl n. 735 che, presentato nel mese di settembre del 2018 nella commissione Giustizia del Senato, sembrava destinato ad una rapida e facile  approvazione; lo stesso, purtroppo, è stato messo in discussione con posizioni rigide e con il rifiuto di qualsiasi iniziativa di dialogo e di confronto da parte di alcune  Associazioni e Movimenti social che hanno finito con il bloccarne l’iter legislativo. Peccato, era una buona occasione per risolvere con un solo colpo d’ala problemi annosi come l’introduzione nel nostro Ordinamento della Mediazione familiare e del Mediatore familiare.

Nonostante contrattempi, negligenze ed ottusità politiche non ci si deve fermare, occorre lavorare, continuare a lavorare con maggiore impegno rispetto al passato, organizzare eventi, convegni, forum, dibattiti allargati alla società civile, a parlarne e scrivere sui giornali  nella versione stampata ed in quella on line, istituire rubriche tematiche sulle quali scrivere, esprimere le proprie opinioni, formulare proposte, raccontare le proprie esperienze. Tutto può essere utile per risvegliare l’attenzione, produrre stimoli, infondere coraggio e determinazione per vincere una battaglia difficile, ma che può e deve essere vinta; una battaglia di civiltà, di empowerment culturale, una battaglia in definitiva di civiltà in difesa della famiglia e dei nostri figli.

All’incontro di venerdì 22 febbraio presso il CISEM – Centro di Alta Formazi0one hanno  assicurato la loro partecipazione il  Dott. Antonio PERAGINE, Giornalista, Direttore del Quotidiano Internazionale on line “Il Corriere Nazionale”, del “Corriere di Puglia e Lucania” e del Network “Radici”; Avv. Silvia ADDANTE, Mediatrice Familiare A.I.Me.F – Associazione Italiana Mediatori Familiari e Responsabile della  Formazione del CISEM-Centro Studi di Alta Formazione; Prof. Enrico PIERANGELI, Neurologo e Neurochirurgo, Membro della Società Italiana di Neurochirurgia (Le emozioni ed il loro rapporto con le nostre decisioni, il nostro comportamento e con l’empatia); Prof. Daniela POGGIOLINI, Presidente IKOS –Ageform, Formatrice, Psicologa, Trainer in PNLt, Direttore  della Scuola Europea di Mediazione familiare (Confliggere senza sconfiggere); Avv. Loredana LISO, Avvocato, Mediatrice Familiare A.I.Me.F. e Presidente Associazione “Help”; Prof. Canio TRIONE, Economista, Scrittore, Giornalista e Presidente del Comitato Tutela Utenti Bancari; Dott. Giacomo MARCARIO, Formatore, Scrittore, Esperto in Psicologia della Comunicazione, Direttore Generale dell’A.N.G.P.L., Comitato di Redazione de “Il Corriere Nazionale”; Avv. Enzo VARRICCHIO, Scrittore, Giornalista, Avvocato esperto in diritto di famiglia, Presidente del Centro studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio; Ing. Francesco CARIELLO, Esperto in Ingegneria Gestionale, già Parlamentare  del Movimento 5 Stelle, vice- presidente A.N.G.P.L.

Nel corso della serata sarà presentato il saggio: “La Mediazione familiare. La cultura del rispetto anche se l’amore non c’è più” di Giacomo MARCARIO  pubblicato dalla Casa Editrice ADDA.

Per info e prenotazioni: mobile 3402587236    3397421201

E-mail: presidente.federestero@gmail.com; marcariogiacomo@virgilio.it; direttore@corrierepl.it; redazione@corrierepl.it

Giacomo Marcario

Comitato di Redazione de “ Il Corriere Nazionale”

COMUNICATO STAMPA

L’evento organizzato dal Corriere Nazionale, dal Corriere di Puglia e Lucania, dal network “Radici” in collaborazione con l’A.N.G.P.L – Associazione Nazionale dei Giornalisti e Pubblicisti Liberi, il  CISEM – Centro di Alta Formazione e l’IKOS- Istituto di Comunicazione Olistico Sociale  in data 22 febbraio, alle ore 17,30, presso il CISEM di Bari in Via Lattanzio 21/25 sul tema:

”Il ruolo della stampa e dei media nel promuovere la Cultura della Mediazione Familiare quale preziosa relazione d’aiuto a sostegno della coppia in conflitto”

 

si sta appalesando di grande interesse ed  attualità. In queste ultime settimane si è provveduto a far  pervenire via mail ai Mediatori familiari pugliesi sia il comunicato stampa nel quale venivano enucleati il programma dell’evento, le motivazioni per le quali si riteneva di organizzarlo sia l’invito a voler partecipare. Il feedback che ha fatto seguito è stato veramente sorprendente  oltre che inatteso; si è  potuto registrare, infatti, che molti Mediatori familiari sono sfiduciati, delusi e demotivati; stati d’animo che  scaturiscono dal fatto che sono ben poche le coppie in conflitto e in procinto di separarsi che chiedono il loro intervento; tale situazione ovviamente non fa decollare l’istituto della Mediazione familiare e tantomeno può rappresentare una sia pur minima fonte di reddito. Una delle cause che non fa crescere la Mediazione viene attribuita alla scarsa conoscenza dell’esistenza di questa importante relazione d’aiuto alla quale la coppia può fare ricorso nei casi di conflittualità quale percorso alternativo alla disputa giudiziaria; occorre quindi lavorare intensamente utilizzando tutti i mezzi e le strade percorribili per diffondere ed affermare la cultura della Mediazione familiare. Vanno attivate e compulsate da parte delle Associazioni rappresentative dei Mediatori familiari e della Famiglie, ma dovrebbe essere un impegno prioritario di tutta la società civile, le iniziative necessarie affinchè  lo Stato ed il Parlamento provvedano, una volta per tutte e dopo decenni di tentennamenti e di comportamenti ondivaghi, contraddittori ed ipocriti, con la dovuta serietà ed impegno  a legiferare in materia introducendo nella nostra legislazione la Mediazione familiare, provvedendo a definirne gli obiettivi, gli ambiti di interventi, l’utilità sociale, le modalità attuative del relativo setting da affidare a Mediatori familiari  professionalizzati nel rispetto dei criteri stabiliti dal Forum Europeo sulla Mediazione familiare e le numerose risoluzione e deliberazioni che disciplinano compiutamente la predetta professione ( Tutte regolarmente recepite dal Parlamento italiano). Tutto questo però non basta, il problema dei problemi che può sbloccare l’attuale situazione di impasse  ed offrire maggiori occasioni di interventi e di lavoro è rappresentato dalla necessità di rendere il ricorso alla Mediazione familiare obbligatorio nel caso di conflitti familiari subordinando il ricorso alla disputa giudiziaria solo nei casi in cui il Mediatore non sia riuscito nel corso delle fasi di pre e di mediazione ad elaborare le emozioni connesse al conflitto, a smussare le asprezze dello stesso, con la conseguenza che il tentativo di Mediazione familiare non ha portato a risultati  apprezzabili  o si è  concluso con un nulla di fatto. L’obbligatorietà del ricorso alla Mediazione familiare in quanto “justice douce”, compositiva, confidenziale, fiduciaria contribuirebbe a deflazionare il pesante contenzioso giudiziario, ad umanizzare e rendere più civile il divorzio, a  superare la logica  che vuole sempre un vincente ed un perdente, a ridimensionare gli inevitabili scontri conflittuali che  caratterizzano la lite giudiziaria  per lasciare uno spiraglio, anche piccolo, per poter tentare la ripresa del dialogo e del rapporto tra i separandi/confliggenti affinchè diventino autonomamente plenipotenziari delle scelte relative al loro futuro e soprattutto a quello deii loro figli (dai figli non ci si divorzia). Uno dei nodi conflittuali che occorre sciogliere è  quello relativo all’affidamento genitoriale perfetto di cui parla il sen. Pillon (che ha istituito il Family day) nel suo ddl n. 735 che, presentato nel mese di settembre del 2018 nella commissione Giustizia del Senato, sembrava destinato ad una rapida e facile  approvazione; lo stesso, purtroppo, è stato messo in discussione con posizioni rigide e con il rifiuto di qualsiasi iniziativa di dialogo e di confronto da parte di alcune  Associazioni e Movimenti social che hanno finito con il bloccarne l’iter legislativo. Peccato, era una buona occasione per risolvere con un solo colpo d’ala problemi annosi come l’introduzione nel nostro Ordinamento della Mediazione familiare e del Mediatore familiare. Nonostante contrattempi, negligenze ed ottusità politiche non ci si deve fermare, occorre lavorare, continuare a lavorare con maggiore impegno rispetto al passato, organizzare eventi, convegni, forum, dibattiti allargati alla società civile, a parlarne e scrivere sui giornali  nella versione stampata ed in quella on line, istituire rubriche tematiche sulle quali scrivere, esprimere le proprie opinioni, formulare proposte, raccontare le proprie esperienze. Tutto può essere utile per risvegliare l’attenzione, produrre stimoli, infondere coraggio e determinazione per vincere una battaglia difficile, ma che può e deve essere vinta; una battaglia di civiltà, di empowerment culturale, una battaglia in definitiva di civiltà in difesa della famiglia e dei nostri figli.

All’incontro di venerdì 22 febbraio presso il CISEM – Centro di Alta Formazi0one hanno  assicurato la loro partecipazione il  Dott. Antonio PERAGINE, Giornalista, Direttore del Quotidiano Internazionale on line “Il Corriere Nazionale”, del “Corriere di Puglia e Lucania” e del Network “Radici”; Avv. Silvia ADDANTE, Mediatrice Familiare A.I.Me.F – Associazione Italiana Mediatori Familiari e Responsabile della  Formazione del CISEM-Centro Studi di Alta Formazione; Prof. Enrico PIERANGELI, Neurologo e Neurochirurgo, Membro della Società Italiana di Neurochirurgia (Le emozioni ed il loro rapporto con le nostre decisioni, il nostro comportamento e con l’empatia); Prof. Daniela POGGIOLINI, Presidente IKOS –Ageform, Formatrice, Psicologa, Trainer in PNLt, Direttore  della Scuola Europea di Mediazione familiare (Confliggere senza sconfiggere); Avv. Loredana LISO, Avvocato, Mediatrice Familiare A.I.Me.F. e Presidente Associazione “Help”; Prof. Canio TRIONE, Economista, Scrittore, Giornalista e Presidente del Comitato Tutela Utenti Bancari; Dott. Giacomo MARCARIO, Formatore, Scrittore, Esperto in Psicologia della Comunicazione, Direttore Generale dell’A.N.G.P.L., Comitato di Redazione de “Il Corriere Nazionale”; Avv. Enzo VARRICCHIO, Scrittore, Giornalista, Avvocato esperto in diritto di famiglia, Presidente del Centro studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio; Ing. Francesco CARIELLO, Esperto in Ingegneria Gestionale, già Parlamentare  del Movimento 5 Stelle, vice- presidente A.N.G.P.L.

Nel corso della serata sarà presentato il saggio: “La Mediazione familiare. La cultura del rispetto anche se l’amore non c’è più” di Giacomo MARCARIO  pubblicato dalla Casa Editrice ADDA.

Per info e prenotazioni: mobile 3402587236    3397421201

E-mail: presidente.federestero@gmail.com; marcariogiacomo@virgilio.it; direttore@corrierepl.it; redazione@corrierepl.it

Giacomo Marcario

Comitato di Redazione de “ Il Corriere Nazionale”

COMUNICATO STAMPA

L’evento organizzato dal Corriere Nazionale, dal Corriere di Puglia e Lucania, dal network “Radici” in collaborazione con l’A.N.G.P.L – Associazione Nazionale dei Giornalisti e Pubblicisti Liberi, il  CISEM – Centro di Alta Formazione e l’IKOS- Istituto di Comunicazione Olistico Sociale  in data 22 febbraio, alle ore 17,30, presso il CISEM di Bari in Via Lattanzio 21/25 sul tema:

”Il ruolo della stampa e dei media nel promuovere la Cultura della Mediazione Familiare quale preziosa relazione d’aiuto a sostegno della coppia in conflitto”

 

si sta appalesando di grande interesse ed  attualità. In queste ultime settimane si è provveduto a far  pervenire via mail ai Mediatori familiari pugliesi sia il comunicato stampa nel quale venivano enucleati il programma dell’evento, le motivazioni per le quali si riteneva di organizzarlo sia l’invito a voler partecipare. Il feedback che ha fatto seguito è stato veramente sorprendente  oltre che inatteso; si è  potuto registrare, infatti, che molti Mediatori familiari sono sfiduciati, delusi e demotivati; stati d’animo che  scaturiscono dal fatto che sono ben poche le coppie in conflitto e in procinto di separarsi che chiedono il loro intervento; tale situazione ovviamente non fa decollare l’istituto della Mediazione familiare e tantomeno può rappresentare una sia pur minima fonte di reddito. Una delle cause che non fa crescere la Mediazione viene attribuita alla scarsa conoscenza dell’esistenza di questa importante relazione d’aiuto alla quale la coppia può fare ricorso nei casi di conflittualità quale percorso alternativo alla disputa giudiziaria; occorre quindi lavorare intensamente utilizzando tutti i mezzi e le strade percorribili per diffondere ed affermare la cultura della Mediazione familiare. Vanno attivate e compulsate da parte delle Associazioni rappresentative dei Mediatori familiari e della Famiglie, ma dovrebbe essere un impegno prioritario di tutta la società civile, le iniziative necessarie affinchè  lo Stato ed il Parlamento provvedano, una volta per tutte e dopo decenni di tentennamenti e di comportamenti ondivaghi, contraddittori ed ipocriti, con la dovuta serietà ed impegno  a legiferare in materia introducendo nella nostra legislazione la Mediazione familiare, provvedendo a definirne gli obiettivi, gli ambiti di interventi, l’utilità sociale, le modalità attuative del relativo setting da affidare a Mediatori familiari  professionalizzati nel rispetto dei criteri stabiliti dal Forum Europeo sulla Mediazione familiare e le numerose risoluzione e deliberazioni che disciplinano compiutamente la predetta professione ( Tutte regolarmente recepite dal Parlamento italiano). Tutto questo però non basta, il problema dei problemi che può sbloccare l’attuale situazione di impasse  ed offrire maggiori occasioni di interventi e di lavoro è rappresentato dalla necessità di rendere il ricorso alla Mediazione familiare obbligatorio nel caso di conflitti familiari subordinando il ricorso alla disputa giudiziaria solo nei casi in cui il Mediatore non sia riuscito nel corso delle fasi di pre e di mediazione ad elaborare le emozioni connesse al conflitto, a smussare le asprezze dello stesso, con la conseguenza che il tentativo di Mediazione familiare non ha portato a risultati  apprezzabili  o si è  concluso con un nulla di fatto. L’obbligatorietà del ricorso alla Mediazione familiare in quanto “justice douce”, compositiva, confidenziale, fiduciaria contribuirebbe a deflazionare il pesante contenzioso giudiziario, ad umanizzare e rendere più civile il divorzio, a  superare la logica  che vuole sempre un vincente ed un perdente, a ridimensionare gli inevitabili scontri conflittuali che  caratterizzano la lite giudiziaria  per lasciare uno spiraglio, anche piccolo, per poter tentare la ripresa del dialogo e del rapporto tra i separandi/confliggenti affinchè diventino autonomamente plenipotenziari delle scelte relative al loro futuro e soprattutto a quello deii loro figli (dai figli non ci si divorzia). Uno dei nodi conflittuali che occorre sciogliere è  quello relativo all’affidamento genitoriale perfetto di cui parla il sen. Pillon (che ha istituito il Family day) nel suo ddl n. 735 che, presentato nel mese di settembre del 2018 nella commissione Giustizia del Senato, sembrava destinato ad una rapida e facile  approvazione; lo stesso, purtroppo, è stato messo in discussione con posizioni rigide e con il rifiuto di qualsiasi iniziativa di dialogo e di confronto da parte di alcune  Associazioni e Movimenti social che hanno finito con il bloccarne l’iter legislativo. Peccato, era una buona occasione per risolvere con un solo colpo d’ala problemi annosi come l’introduzione nel nostro Ordinamento della Mediazione familiare e del Mediatore familiare. Nonostante contrattempi, negligenze ed ottusità politiche non ci si deve fermare, occorre lavorare, continuare a lavorare con maggiore impegno rispetto al passato, organizzare eventi, convegni, forum, dibattiti allargati alla società civile, a parlarne e scrivere sui giornali  nella versione stampata ed in quella on line, istituire rubriche tematiche sulle quali scrivere, esprimere le proprie opinioni, formulare proposte, raccontare le proprie esperienze. Tutto può essere utile per risvegliare l’attenzione, produrre stimoli, infondere coraggio e determinazione per vincere una battaglia difficile, ma che può e deve essere vinta; una battaglia di civiltà, di empowerment culturale, una battaglia in definitiva di civiltà in difesa della famiglia e dei nostri figli.

All’incontro di venerdì 22 febbraio presso il CISEM – Centro di Alta Formazi0one hanno  assicurato la loro partecipazione il  Dott. Antonio PERAGINE, Giornalista, Direttore del Quotidiano Internazionale on line “Il Corriere Nazionale”, del “Corriere di Puglia e Lucania” e del Network “Radici”; Avv. Silvia ADDANTE, Mediatrice Familiare A.I.Me.F – Associazione Italiana Mediatori Familiari e Responsabile della  Formazione del CISEM-Centro Studi di Alta Formazione; Prof. Enrico PIERANGELI, Neurologo e Neurochirurgo, Membro della Società Italiana di Neurochirurgia (Le emozioni ed il loro rapporto con le nostre decisioni, il nostro comportamento e con l’empatia); Prof. Daniela POGGIOLINI, Presidente IKOS –Ageform, Formatrice, Psicologa, Trainer in PNLt, Direttore  della Scuola Europea di Mediazione familiare (Confliggere senza sconfiggere); Avv. Loredana LISO, Avvocato, Mediatrice Familiare A.I.Me.F. e Presidente Associazione “Help”; Prof. Canio TRIONE, Economista, Scrittore, Giornalista e Presidente del Comitato Tutela Utenti Bancari; Dott. Giacomo MARCARIO, Formatore, Scrittore, Esperto in Psicologia della Comunicazione, Direttore Generale dell’A.N.G.P.L., Comitato di Redazione de “Il Corriere Nazionale”; Avv. Enzo VARRICCHIO, Scrittore, Giornalista, Avvocato esperto in diritto di famiglia, Presidente del Centro studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio; Ing. Francesco CARIELLO, Esperto in Ingegneria Gestionale, già Parlamentare  del Movimento 5 Stelle, vice- presidente A.N.G.P.L.

Nel corso della serata sarà presentato il saggio: “La Mediazione familiare. La cultura del rispetto anche se l’amore non c’è più” di Giacomo MARCARIO  pubblicato dalla Casa Editrice ADDA.

Per info e prenotazioni: mobile 3402587236    3397421201

E-mail: presidente.federestero@gmail.com; marcariogiacomo@virgilio.it; direttore@corrierepl.it; redazione@corrierepl.it

Giacomo Marcario

Comitato di Redazione de “ Il Corriere Nazionale”

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