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“Non auguro a nessuno – nemmeno al mio peggiore nemico – di vivere mai cio’ che la Lalla e io stiamo vivendo. Tuttavia ci prepariamo a una lunga vicenda giudiziaria consapevoli di un fatto: la verita’ prima o poi verra’ fuori”. Lo scrive in un post su dice in un post su Facebook Tiziano Renzi. “I giornali sono pieni solo delle ricostruzioni dell’accusa. Queste ricostruzioni sono false”, dice. Sulla vicenda interviene l’Associazione nazionale magistrati: “Riteniamo sia inammissibile parlare di ‘giustizia ad orologeria’: l’azione della magistratura non e’ mai rivolta a una contingenza politica o a favorire o danneggiare una parte politica. Ogni giorno la magistratura emette migliaia di provvedimenti e non e’ accettabile parlare di interventi orientati, mediaticamente pilotati o aventi finalita’ politiche”.

Ecco il post pubblicato su Facebook da Tiziano Renzi: ‘Un semplice messaggio su Facebook, visto che mi è consentito, per ringraziare tutte le persone che hanno fatto sentire in queste ore la loro vicinanza. Non auguro a nessuno – nemmeno al mio peggiore nemico – di vivere mai ciò che la Lalla e io stiamo vivendo. Tuttavia ci prepariamo a una lunga vicenda giudiziaria consapevoli di un fatto: la verità prima o poi verrà fuori.
Voglio che sia chiaro una cosa: i giornali sono pieni solo delle ricostruzioni dell’accusa.
Io affermo qui (e purtroppo per il momento posso solo qui) che queste ricostruzioni sono FALSE. Come erano false le vicende del passato dalle quali siamo sempre usciti assolti. A tutti chiedo solo una cosa: aspettate i processi. Aspettate e vedremo chi ha ragione.
Il massacro mediatico di questi giorni è incredibile. Ed è un incubo non potersi difendere. Vorrei urlare il mio sdegno e invece sono chiuso in casa come un criminale.
Posso solo dire questo: aspettate il processo. E vedrete. Qualcuno vuole fare il processo sui media. Io affronterò il processo nelle aule dei tribunali da cittadino massacrato preventivamente sui media ma da cittadino incensurato che rivendica con forza la propria innocenza. Non abbiamo fatto mai fatture false, non siamo amministratori di fatto, non abbiamo fatto bancarotta, non abbiamo lavoratori in nero.
Noi non stiamo scappando: chiediamo solo di essere giudicati.
Quando arriveremo a sentenza, vedremo quali titoloni ci saranno sui giornali. L’avviso di garanzia apre i giornali per settimane, la notizia di archiviazione va nei trafiletti: ci sono già passato più volte.
Per adesso vi dico grazie. E stacco Facebook finché non uscirò di qui.
A tutti quelli che commentano dico: noi siamo persone oneste e non abbiamo commesso nessuno dei reati di cui ci accusano. Che si possa massacrare qualcuno sui giornali senza dare spazio mai alle ragioni della difesa e alle evidenti contraddizioni dell’accusa è semplicemente ingiusto. Grazie a chi sta pregando per noi, perché per noi è il regalo più grande.
E grazie a don Giovanni Nerbini

L’interrogatorio di garanzia di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, che si terrà lunedì prossimo, non avrà luogo al palazzo di giustizia. L’avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, ha fatto sapere che è stato scelto, con l’accordo anche della Procura di Firenze, un luogo alternativo alla stanza del gip del Tribunale, Angela Fantechi, al fine di evitare ‘assalti mediatici’. Anche in passato sempre per TizianoRenzi erano stati scelti luoghi diversi dal palazzo di giustizia di Firenze per gli interrogatori, anche se, nell’inchiesta per false fatture il cui processo inizierà il prossimo 4 marzo, Renzi senior alla fine decise di non farsi ascoltare.

I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli lasceranno la loro casa nella campagna di Rignano sull’Arno (Firenze) e si trasferiranno in un’altra abitazione dove continueranno a scontare gli arresti domiciliari. Renzi senior e la moglie hanno chiesto, tramite il loro legale, l’avvocato Federico Bagattini, e ottenuto dal gip del Tribunale di Firenze, Angela Fantechi, un cambio nel domicilio in cui stanno scontando gli arresti domiciliari. La coppia si trasferirà a casa di una delle figlie. Non è stato precisato però se andranno ad abitare in casa della figlia Matilde o in quella di Benedetta. Tra le motivazioni anche quelle famigliari e di allentare la pressione di ‘assalto mediatico’ sulla loro residenza nella campagna fiorentina.

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