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“L’amore non conosce età e regole”: intervista a Giulio Perrone

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Dopo una grande attesa, il 14 Febbraio, nel giorno della Festa degli Innamorati, è uscito il nuovo romanzo dello scrittore ed editore romano Giulio Perrone, dal titolo “L’amore finché resta” edito da Harper Collins Italia.

L’Amore finché resta” è un libro piacevole che si legge in poco tempo grazie al suo stile di scrittura semplice e scorrevole e al tono tragicomico che non risparmia risate, col quale l’autore narra le vicende del protagonista Tommaso nel quale sarà facile per il lettore identificarsi. Tommaso è un quarantenne che dopo essersi adagiato nel lusso, dopo aver stipulato un rapporto di interesse con la fredda e cinica Lucrezia si ritrova improvvisamente solo e disoccupato. Per la prima volta Tommaso imparerà a contare su se stesso, a rimboccarsi le maniche, a non tradire le aspettative del padre defunto. Nonostante i suoi quarant’anni conoscerà per la prima volta l’amore e capirà cosa significa prendersi cura di qualcuno e soprattutto prendersi carico di alcune responsabilità da uomo adulto.

L’Amore finché resta” fa sorridere, riflettere, emozionare. Dona al lettore tanti spunti di riflessione sui rapporti sentimentali odierni, sul fenomeno dei social media, sull’amicizia, sul rapporto padre e figlio. Insegna che ciò che conta nella vita è essere coerenti con se stessi, liberi di esprimersi e di amare senza “se” e “ma” e senza regole che creano solo incomprensioni e limiti insuperabili.

Dell’ “amore a quarant’anni” e di altre tematiche interessanti abbiamo avuto la possibilità di conversare piacevolmente con lo scrittore romano Giulio Perrone, che dal 2005 ha anche fondato la sua omonima casa editrice, in questa esclusiva intervista.

Com’è nata l’idea di scrivere “L’Amore finché resta”?

L’idea è nata dalla voglia di analizzare e raccontare una condizione di svantaggio e di difficoltà che è appunto quella del protagonista Tommaso che, dopo aver affrontato la vita in maniera razionale a livello sentimentale con la moglie e le donne che frequenta ed essersi adagiato nel lusso, si ritrova improvvisamente a ripartire da zero contando solo su se stesso. Volevo raccontare di un uomo che impara a responsabilizzarsi, a riscattarsi prendendosi carico delle persone più care come il figlio Piero e la mamma Iole.

Tommaso è la testimonianza che l’amore non ha età. Lei cosa pensa dell’amore a quarant’anni?

L’amore non ha età. È giusto che in qualsiasi fase o momento della vita possa nascere un sentimento dalle caratteristiche peculiari e dinamiche differenti. Rispetto al sentimento adolescenziale che nasce più spontaneamente, a quarant’anni ci si ritrova a fare ragionamenti in base ai rapporti del passato. Anche nell’amore a quarant’anni c’è sempre il “fattore rischio”. Esso è legato alla paura di non essere contraccambiati, di soffrire,  di ancorarsi ad un’altra persona. Tommaso dimostra che anche a quarant’anni l’amore non si può razionalizzare perché sfugge inevitabilmente al suo controllo.

Tommaso elabora delle regole con le quali sfugge all’amore stesso. Ma le regole sono importanti o meno in una relazione amorosa?

Le regole di Tommaso sono sinonimo di una debolezza latente, della difficoltà che ha di interagire con le donne. Sono una forma di difesa. Sono dettate inevitabilmente dalla paura di lasciarsi andare ad un sentimento incontrollato.

Tommaso inventa la rubrica “Quello che le donne non dicono” che è la testimonianza dell’incomunicabilità diffusa tra i due sessi al giorno d’oggi. Secondo lei questa incomunicabilità da cosa è determinata?

Dipende innanzitutto dal modo diverso di essere e di pensare che differenzia l’uomo dalla donna. Ci sono modalità diverse di ragionamento che spesso creano delle inevitabili fratture nei rapporti con l’altro sesso. Credo che emergano inevitabilmente in una relazione ma possono essere superate nel momento in cui si decide di cominciare una storia d’amore seria e significativa che si ciba innanzitutto di comprensione e rispetto reciproca.

Tommaso diventa un youtuber. Il fenomeno mediatico dei youtubers è molto diffuso. Da comunicatore e scrittore cosa pensa di esso?

Anche se appartengo ad un’altra generazione è un fenomeno che vedo positivamente. Tommaso se ne lascia affascinare non per raggiungere il successo o guadagnare soldi come fanno la maggior parte dei youtubers odierni, ma per avvicinarsi al mondo del figlio che ne è fruitore, farsi bello davanti a lui, farsi accettare.

Quanto di Giulio Perrone è possibile rintracciare in “L’amore finché resta”?

Molto poco nella parte iniziale del libro in cui si racconta del matrimonio con Lucrezia e dei tradimenti connessi. Nella parte in cui si parla del rapporto con il padre e il tentativo di avvicinarsi al figlio ci sono parti che mi riguardano e che provengono dalla mia esperienza, dalla mia vita quotidiana, dal rapporto con mio figlio.

Tra i personaggi secondari del romanzo, c’è un personaggio a cui sei particolarmente legato e perché?

Un paio e sono due personaggi collaterali, due persone reali, uno è Roberto, il “collega di stadio” con il quale Tommaso instaura un’amicizia che solo un tifoso, un appassionato di stadio può comprendere. In quel contesto si creano rapporti con persone molte diverse da te ma che senti vicino grazie alla passione che vi accomuna. L’altro personaggio è il proprietario del bar, Gianni che è un amico che frequento.

Dalla lettura del suo libro emerge una riflessione: “Quando si deve intraprendere una scelta, bisogna valutare tutti i vantaggi di essa o lasciarsi andare all’istinto?”. C’ è una risposta?

Dipende dalla propria indole. Chi è istintivo di natura difficilmente riesce a valutare razionalmente ciò che gli accade. Dipende tutto anche dalle singole situazioni, dai contesti in cui si agisce. Nei contesti lavorativi, ad esempio, si tende ad essere più razionali e controllati. Invece quando si ha a che fare con i propri affetti e i figli, bisogna lasciarsi anche andare perché la ragione spesso limita e non consente di vivere il rapporto pienamente.

Quanto è cresciuto artisticamente Giulio Perrone da “Consigli pratici per uccidere mia suocera” a “L’amore finché resta”?

Sono due libri molto diversi. In “L’amore finché resta” utilizzo un tono tragicomico che alleggerisce un po’ le vicende difficili e di svantaggio che vive Tommaso. In questi anni ho acquisito più consapevolezza nella mia scrittura e questo è legato al percorso di crescita da scrittore che uno compie. È cambiato il mio modo di raccontare e pensare.

Perché il lettore de Il CorriereNazionale.net dovrebbe leggere “L’amore finché resta”?

Per trascorrere delle ore divertenti che fanno emergere molteplici spunti di riflessione. È lo scopo dei libri proprio quello di farci ragionare. Consentono di rintracciare in essi parti di noi stessi. Credo che molti troveranno frammenti della propria vita in questo romanzo.

Progetti futuri…

Attualmente sono impegnato nel tour di presentazione del romanzo. Qualche mese fa ho buttato giù qualche idea ma è solo in fase embrionale.

Mariangela Cutrone

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