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Fazio in diretta: “Io non mi muovo per due anni”

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di Antonella Nesi

Io sto qua due anni, non mi muovo“. Così Fabio Fazio è intervenuto ieri sera, durante la puntata di ‘Che tempo che fa’, sulle voci circolate nelle settimane scorse di un possibile trasferimento (o cancellazione) del suo programma da Rai1. Tutto è nato durante il monologo settimanale di Luciana Littizzetto che ha deciso di dedicare un passaggio al fatto che l’attore di ‘Capitan Findus’ è passato a fare un’altra pubblicità: “Per te – ha detto ad un certo punto Lucianina rivolta a Fazio – è una bellissima notizia, perché vista l’aria che tira, s’è liberato il posto da capitano, l’occhio da merluzzo ce l’hai…”. A quel punto Fazio è intervenuto piuttosto perentorio: “Io sto qua due anni, non mi muovo. Non mi muovo, due anni”, ha ripetuto.

Nel giorno in cui Claudio Bisio denuncia in un’intervista il “clima pesante” che si respira in Rai, le parole di Fabio Fazio in diretta sembrano volergli dare ragione (anche se sono state pronunciate prima). Quella che è stata fatta da Fazio come una battuta in risposta alla comica in realtà sembra chiarire in modo inequivocabile le intenzioni del conduttore, che spesso negli ultimi mesi è diventato oggetto di attacchi sul suo compenso e sulla scelta degli ospiti del suo programma anche da parte di esponenti di governo (in particolare del vicepremier Matteo Salvini).

Dal punto di vista aziendale, invece, Fazio rientra più semplicemente tra quei conduttori su cui l’ad della Rai, Fabrizio Salini, ha annunciato di voler imprimere un contenimento dei costi contrattuali. La battuta di ieri di Fazio sembra essere un monito sul fatto che non cederà facilmente ad eventuali tentativi di spostamento o cancellazione del suo programma, per cui ha un contratto fino alla stagione 2020-2021 legato alla messa in onda su Rai1. Contratto che prevederebbe anche, in caso di spostamento su altra rete o cancellazione, una penale consistente a carico della Rai. Quello che invece è più probabile è che il conduttore possa sedersi ad un tavolo con Salini per discutere del suo cachet, sul quale però ha sempre chiarito che si tratta (tra compenso del conduttore e costo della trasmissione) di cifre ampiamente coperte dalla pubblicità che il programma è in grado di attirare.

Nelle recenti interviste rilasciate a Sanremo, Salini aveva messo i cosiddetti ‘supercachet’ tra le priorità da affrontare dopo il piano industriale. Una “riflessione sui compensi” e sul “contenimento dei costi” è necessaria, aveva detto l’amministratore delegato Rai rispondendo a chi gli chiedeva se, dopo aver applicato la politica di contenimento dei costi anche ai cachet dei conduttori sanremesi, intendesse estenderla anche ad altri conduttori, come Fabio Fazio e Bruno Vespa. “Credo che la Rai debba assolutamente intraprendere questo percorso, all’interno di un piano industriale che vedrà l’ottimizzazione dei contenuti e dei prodotti e quindi un utilizzo ancora più virtuoso della nostra offerta. All’interno di questo percorso sicuramente deve entrare la valorizzazione di giovani talenti e questo passa anche attraverso una riflessione sui compensi. Una Rai più plurale e più aperta deve intraprendere questa strada”, aveva detto Salini.

Un’azione sollecitata anche dal fronte politico del governo giallo-verde, con Salvini che aveva detto, fra le altre cose: “Fazio può continuare a fare le sue interviste, ma con qualche quattrino in meno”. Mentre Luigi Di Maio aveva ammesso in commissione di Vigilanza l’esistenza di un “caso Fazio” in Rai (“quella delle retribuzioni, fa parte delle sensibilizzazioni che abbiamo trasmesso al management della Rai”), chiarendo però appunto che la faccenda era di competenza dell’ad Salini.

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