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Concessione agli allevatori sardi: il prezzo del latte a 74 centesimi al litro

Raggiunto l’accordo sul prezzo del latte tra pastori e industriali, dopo settimane convulse di proteste e atti di contestazione

di Monica Montanaro

Oggi a Sassari si è svolto un incontro bilaterale tra gli industriali del settore caseario, incentrati prevalentemente sulla produzione del prodotto pecorino, e i rappresentanti dei pastori sardi, conclusosi con esito positivo, poiché è stato raggiunto l’agognato accordo, grazie a un compromesso che ha portato a cedere sul prezzo, dagli iniziali 72 ai 74 centesimi concordati, assegnando cosicché a tale cifra il prezzo del latte. Dopo ore di discussione ed acceso confronto tra la delegazione della rappresentanza dei pastori e gli industriali è stato finalmente firmato l’accordo con decorrenza dal mese corrente, i quali auspicano fortemente di raggiungere in avvenire la soglia di 1 euro al litro, con l’ausilio delle sovvenzioni pubbliche e i rincari del prezzo del formaggio.

Il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha annunciato entusiasta e soddisfatto l’esito dell’accordo raggiunto e le modalità di realizzazione. Il ministro ha esordito dicendo: “E’ la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi”. E ha aggiunto: “Posso assicurare che quello di oggi è solo l’inizio. Andiamo avanti e ci mettiamo a disposizione, lavorando in modo serio sull’organizzazione dell’intera filiera e il rilancio del settore come ho sempre promesso”.

I punti principali su cui poggia l’accordo svicolano su più modalità di effettuazione. Si è pattuito che per l’intero anno corrente il sistema di pagamento sarà equiparato tra cooperative ed industrie private. Ma dal mese di aprile scatterà il monitoraggio periodico costante per verificare l’andamento dei prezzi dei formaggi con marchio Dop, è previsto l’adeguamento del prezzo di acconto del latte ovino.

E’ stato stabilito, inoltre, nello stesso accordo che nel mese di novembre verrà effettuato il conguaglio calcolandolo  sul prezzo medio di mercato dei tre pecorini di alta qualità con relativo marchio di attestazione, assestato nell’arco temporale tra novembre 2018 e ottobre 2019.

L’accordo include anche un piano di programmazione delle quote di formaggio e latte, e conseguenti azioni di penalità per coloro i quali non si atterranno scrupolosamente a tale piano. In tal modo ad ogni tipologia di formaggio verranno assegnate specifiche quote latte, inoltre i pastori avranno la prerogativa di scegliere di vendere il proprio latte all’azienda di trasformazione a lui più congeniale o propizia.

Anche le istituzioni di livello più alto hanno apportato il proprio contributo decisivo alla buona riuscita dell’accordo tra i pastori sardi e gli industriali. Difatti il governo in carica ha approvato un decreto il cui contenuto concerne lo stanziamento di 24 milioni come azione di investimento per risollevare e supportare la filiera dell’allevamento ovino e della trasformazione. Tali risorse economiche sono state predestinate in quote ripartite di cui: 14 milioni sono destinati all’acquisto del formaggio eccedente; 10 milioni investiti in favore del rianimo del circuito della filiera ovina; inoltre sono previsti altri 5 milioni aggiudicati per l’abbattimento degli interessi sostenuti dagli allevatori per i mutui agrari.

La regione Sardegna ha manifestato solidarietà per le situazione di forte sofferenza in cui versa la categoria dei pastori e il settore affine della pastorizia, per far fronte a tale disagio ha elargito a supporto di tale problematica regionale il cospicuo contributo economico consistente in 18 milioni di euro, destinati al ritiro del formaggio invenduto che ha pregiudicato e concorso negli ultimi mesi all’abbassamento dei prezzi del prodotto caseario.

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha prontamente  manifestato il suo pieno appagamento per l’intesa conseguita, e ha dichiarato ai media: “Ringrazio tutti quelli che hanno permesso di arrivare a questo risultato positivo. Conto di tornare presto in Sardegna  per festeggiare con i pastori, sempre pronto ad intervenire qualora ce ne fosse bisogno”.

Finalmente la terra arcaica e selvaggia di Sardegna potrà ritrovare pace, i cuori dei pastori sardi rasserenarsi e gli animi rincuorarsi per il cessato perseguimento degli atti vandalici a causa dei quali è andato distrutto e perso per settimane tutto il prodotto del lavoro con impegno e zelo guadagnato.

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