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Io mi innamoro

“Se ho tutta la fede per spostare le montagne, ma non ho l’amore, non ho niente” dice l’Apostolo Paolo.
Da dove viene l’amore, quel sentimento che introduce il caos nel sistema ordinato dell’individuo, quel qualcosa di imprevisto e non voluto da sconvolgere e rivoluzionare l’esistenza?
È come una forza cosmica primordiale che tende all’espansione, come centro di gravità cui l’essere umano aspira per identificarsi e diventare a sua volta centro di gravità degli altri per amare ed essere amati.
La passione amorosa, invece, è la chimica che ci sconvolge a livello biologico, che diventa attrazione per l’altro nella sua interezza di corpo e interiorità complessiva.
Nell’amore ci sentiamo investiti da una perturbazione, un’onda che si propaga e ci avvolge. Una sorta di magnetismo che ci spinge verso l’altro.
L’amore innanzitutto si patisce, ci porta fuori di noi, dal nostro io, dalla nostra lucidità razionale.
Per spiegare la dolcezza e la potenza di questo vento impetuoso che riesce a sconvolgere la nostra natura, si possono utilizzare esempi tangibili della vita quotidiana. Ma anche testi letterari e poetici dalla tradizione classica greca e latina, elementi della mitologia, dell’arte, della filosofia, della psicologia, dell’antropologia, del bagaglio culturale e spirituale presente nelle diverse religioni.
Il risultato è un viaggio affascinante alla scoperta del rapporto corpo-psiche-spirito, cioè tra eros (l’amore erotico), phìlia (l’amore psichico), agàpē (l’amore spirituale). Un viaggio per esaminare l’amore in tutte le sue declinazioni: dall’amore sensuale dei corpi a quello del puro sentimento, dall’amore per la natura e gli animali a quello della mistica e della spiritualità.
Il linguaggio esprime solo parzialmente l’essenza dell’amore. L’espressione “io amo” non rende giustizia alla passione amorosa, sottolinea più che altro l’aspetto dominante dell’ego.
La forma “io mi in-namoro” rende un po’ meglio l’idea: la preposizione “in” prima del verbo “amare” parla dell’ingresso in un luogo, oppure del sorgere di una forza in noi, indipendentemente dalla nostra volontà.
Soltanto la poesia con la sua capacità di “trasgressione della comunicazione”, riesce ad esprimere con pregnanza ciò che la rete grammaticale non riesce a cogliere nella sua interezza.
Basti pensare al principio su cui si regge il mondo, ossia la sintesi tra il logos, l’ordine delle cose, e il kaos, la casualità. I due elementi fondanti danno vita allo spirito vitale, Dio, da cui ogni cosa promana.
Nell’espressione “Io amo” l’amore è descritto come un’esplosione di energia che prima genera uno sconvolgimento (kaos) e poi un nuovo centro vitale (logos), attraverso il travaglio dei sensi e della sfera razionale ed emotiva (pathos), nell’intreccio della gioia con il dolore.
Attraverso l’amore, l’uomo partecipa al miracolo della creazione e fa esperienza della natura di Dio: eros introduce kaos nel sistema ordinato dell’individuo, spezza l’armonia e genera un livello evolutivo superiore.
“L’impulso erotico è il caos che bussa alla porta. Anzi, che la abbatte”.
La nostra volontà e la nostra intelligenza sono gli elementi attivi che gestiscono e orientano il sentimento d’amore. Che lo rendono capace di maturare in noi, come esperienza conoscitiva di noi stessi, ma anche della realtà dell’altro e del mondo intero. Che rivelano la componente altruistica dell’innamoramento: l’ego che si apre per fare spazio a qualcun altro.
L’amore può essere davvero il punto di vista privilegiato per guardare a tutta l’esistenza. La “guida per rinnovare in modo responsabile la fiducia nella vita”.
L’amore vero e puro, l’unica esperienza in grado di dare profonda autenticità al nostro essere al mondo.
Evelyn Zappimbulso

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