Teatro

“Cda della Scala dica no ai sauditi”, monito da Strasburgo

L’approccio al tempio milanese della lirica è solo un tassello della campagna che i sauditi stanno conducendo in giro per il mondo per rifarsi un’immagine, dopo il brutale omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, fatto a pezzi nel consolato saudita di Istanbul: “Il principe ereditario Mohammed Bin Salman – continua Panzeri – sta girando il mondo, cercando di acquisire il consenso attraverso accordi in cui mette a disposizione ingenti risorse finanziarie, cercando in qualche modo di far dimenticare l’affare Khashoggi e la situazione che oggi abbiamo presente dal punto di vista dei diritti umani. Ma, al di là dell’operazione che sta facendo l’Arabia Saudita, Milano nell’immaginario collettivo, anche dopo la manifestazione di sabato scorso, non è solo città medaglia d’oro della Resistenza, ma è la città dei diritti. A maggior ragione – sottolinea – il tema dei diritti umani dovrebbe essere presente”.

Per Panzeri “le motivazioni addotte dal sovrintendente Alexander Pereira sono per certi versi risibili: ‘Se non danno a noi i soldi, vanno da un’altra parte'”. Ma in questo caso “la questione non è semplicemente finanziaria o commerciale”. E comunque, osserva, “generalmente quando si fanno accordi” commerciali “a livello Ue si inseriscono delle condizionalità. In questo caso – conclude – non è un problema di natura commerciale, ma che si stava facendo un’intesa con un Paese che non rispetta i diritti umani”, come l’Arabia Saudita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE