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Mobilità docenti 2019

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani vuole evidenziare i dati negativi che attualmente si registrano in Italia inerenti all’andamento demografico: calo delle nascite; aumento dell’indice di vecchiaia; trasferimenti verso il Nord (previsione di 1,1 milioni di individui in meno che si sposteranno verso il Nord nel periodo 2020 – 2065). L’ISTAT ha segnalato che “Nel Mezzogiorno ci sarà la riduzione più rilevante della quota di giovani fino a 14 anni di età: da circa il 14% nel 2017 all’11% nel 2065, con la possibilità di scendere anche sotto il 9 per cento. Mentre al Centro e al Nord si dovrebbe restare comunque intorno al 10-15 per cento”.

Attualmente, dalle previsioni sui trasferimenti, scarse saranno le possibilità per un docente di poter rientrare nella sua città di residenza (alcune classi di concorso come l’A046 – discipline giuridiche ed economiche continueranno a far registrare tassi nulli). Tale situazione è dovuta da un lato alle basse quote fissate a tale tipologia di mobilità, dal momento che solo il 50% dei posti vacanti e disponibili sono assegnati ai trasferimenti, con una ripartizione del triennio così suddivisa: 2019-20: 40 % ai trasferimenti interprovinciali e 10% ai passaggi; 2020-21: 30% ai trasferimenti interprovinciali e 20% ai passaggi; 2021/22: 25% ai trasferimenti interprovinciali e 25% ai passaggi; dall’altra alla riduzione delle fasce giovani e del trasferimento delle famiglie nelle città del Settentrione.

È una vera e propria emergenza sociale che cresce anno dopo anno causando la disgregazione delle famiglie oltre a una emorragia di risorse economiche e umane di gravissima entità. Finora al di là dei proclami e parole di circostanze non stiamo assistendo a niente di concreto: alcuni cittadini continuano a vedere ignorate le proprie istanze.

Il Coordinamento chiede a tutti i soggetti che hanno siglato l’accordo di mobilità di essere chiari nei confronti degli insegnanti in questione e di farsi carico realmente delle speranze, delle aspettative, di tutti coloro che credono nel proprio lavoro con profonda abnegazione e sentono di essere stati dimenticati. Invitiamo il MIUR ad avviare un monitoraggio atto a programmare i tempi di rientro per le classi di concorso al più presto possibile, in modo da definire con certezza le soluzioni più adeguate.

Prof. Romano Pesavento

Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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