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Politici che non lasciano in pace neppure i morti

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ROMA –  Nel palazzo dove abito ci sono i locali delle cantine. Si trovano al di sotto del primo piano. Ma c’è la maniera di scendere ancora più in basso. Più sotto, infatti, c’è un sotterraneo dove sono ubicate le tubazioni fognarie. Ecco, ieri sera una delle trasmissioni televisive dedicate alla politica, a mio parere è scesa in quel sotterraneo.  Non la guardo più, giacché trasmissione chiassosa, gli invitati alzano la voce e parlano in due o tre contemporaneamente.

Alla gente piace il chiasso, perché il chiasso impedisce di pensare, di ragionare. Ci sono capitato passando da un canale all’altro e ho assistito ad una scena disgustosa. Almeno per me, che sono arrossito al posto di chi forse neppure sa che cosa significhi arrossire, vergognarsi Dico almeno per me, giacché i presenti sembravano divertiti, ed anche il conduttore molto soddisfatto, sempre soddisfatto quando si fa chiasso. Questa, perlomeno, la mia impressione.  La scena: un signore che non  sto a nominare, giacché mi dà fastidio scrivere il nome, prende la parola e definisce i settecentomila migranti irregolari presenti nel nostro paese, “settecentomila spacciatori”.

Lo interrompe immediatamente Piero Sansonetti, facendogli notare l’errore. Non lo avesse mai fatto. Il signore, rendendosi conto della corbelleria pronunciata, anziché chiedere scusa per lo sbaglio, aggredisce verbalmente l’interlocutore. Ma questo è niente. E’ un trucco vecchio come il cucco: hai torto? Alzi la voce, cambi argomento, e cerchi in tutte le maniere  di azzittire l’interlocutore, di non farlo parlare. Questo è niente. La cosa schifosa, la cosa che mi ha disgustato, è il mezzo cui è ricorso: ha fatto il nome di due persone morte tragicamente.

Si è inventato la commozione. Sansonetti si sarebbe commosso per i migranti definiti tutti spacciatori, anziché commuoversi per una ragazza violentata dieci volte e un’altra ragazza fatta a pezzi. Adesso capite perché ho parlato del sotterraneo con le tubazioni fognarie nel mio palazzo. Più in basso è impossibile andare. I morti vanno lasciati riposare in pace.

Renato Pierri

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