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Sbarco di immigrati dalla Mare Ionio a Lampedusa, la nave sequestrata  

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La nave Mare Ionio entra nel porto di Lampedusa scortata dalla GdF senza l’aurorizzazione del ministro dell’Interno. I pm aprono un fascicolo indagando sulla vicenda, si paventa reato di favoreggiamento

di Monica Montanaro

Già dalla mattina di ieri la nave Mare Ionio si aggirava al largo delle coste italiane per irrompere in uno dei porti italiani, in particolare quello di Lampedusa, contravvenendo al diniego secco e assoluto del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che sin dalla mattinata minacciava in tono autoritario: “In Italia con il mio permesso non mettono piede”. Il riferimento esplicito era diretto alla massa di migranti a bordo della Ong Mediterranea Saving Humans, che nella giornata di ieri aveva tratto in salvo 49 persone originarie di vaie aree dell’Africa, trasbordandole sulla propria imbarcazione mentre transitavano nei pressi delle coste della Libia, e assicurando loro la salvezza trasportandole verso la terra ferma, avvicinandosi in tal modo al porto di Lampedusa.

Nonostante durante la navigazione l’equipaggio della nave fosse stato intimato svariate volte dalla Guardia di Finanza di fermarsi e non proseguire la rotta verso le coste italiane, per tale insubordinazione rivoltagli gli uomini della GdF hanno scortato la nave Mare Ionio nelle adiacenze delle acque di territorialità italiana, appena la nave ha attraccato al porto di Lampedusa e fatto sbarcare i 49 migranti è stata immediatamente posta sotto sequestro dalla stessa Guardia di Finanza, poiché è stata diramata la direttiva emessa della procura di Agrigento, la quale ha aperto un’inchiesta sul caso in corso per la commissione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il giudice incaricato di indagare in merito alla vicenda della nave Mare Ionio è il procuratore Luigi Patronaggio, egli ha avviato un’indagine imputandola a carico di ignoti, profilando l’ipotesi a breve delle prime iscrizioni sul registro degli indagati.

Stavolta la magistratura ha agito tempestivamente, e diversamente dagli altri casi precedentemente avvenuti, come quello della nave Diciotti, scorgendo nell’azione unilaterale della Ong Mediterranea Saving Humans il compimento di varie ipotesi di reato, avendo agito, nell’espletamento delle funzioni della propria professione di volontariato e missionariato umanitario, in modo improprio ed inconsulto.

Il comunicato del Viminale riferisce che la nave battente bandiera italiana Mare ionio è stata sequestrata e trasferito il compito di appurare la verità sull’accaduto nelle mani dei giudici, i quali proseguiranno nelle indagini facendo i doverosi atti investigativi, e gli interrogatori ai componenti dell’equipaggio per risolvere l’enigma del comportamento indisciplinato rispetto all’ordine dell’autorità superiore del ministro in carica, della legge italiana, e delle forze preposte a garantire la sicurezza sul territorio dell’Italia.

Matteo Salvini dichiara per onorare al suo ruolo di ministro dell’Interno: “Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”. Lo stesso ministro Salvini acquisendo maggiore consapevolezza riguardo i casi di recidiva che numerosi si susseguono delle Ong che costantemente attraccano nei porti italiani e sbarcano o vengono impedite nel tentativo di introdurre illegalmente persone migranti sul suolo italiano, ha prontamente predisposto la redazione di una direttiva  che funga da deterrente per demotivare i soccorritori “abusivi”  che inficiano la “sicurezza dello Stato italiano” poiché incentivano “ l’ingresso illegale di immigrati sul territorio nazionale”. Salvini, inoltre, nella mattinata di ieri ha organizzato un tavolo di lavoro per disquisire e analizzare il modus operandi della nave Mare Ionio, dal quale ne è emerso un riscontro negativo riguardo l’operato del personale alto in grado dell’equipaggio della nave. Il ministro dell’Interno ha dichiarato in merito alla vicenda: “E’ certo che questa imbarcazione non abbia soccorso navi che rischiavano di affogare ma si sia inserita in un traffico di esseri umani, organizzato, programmato e concordato. Conto quindi che nelle prossime ore arrivi dall’autorità giudiziaria quello che consegue a chi viola la legge. Il primo reato commesso è di aver ignorato per due volte l’alt della Guardia di Finanza, poi sono passati di fronte a Malta senza dire nulla. Quello che parla a nome di questa nave è un pregiudicato dei centri sociali, il presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni. Hanno messo a rischio 50 vite, se le recuperi davanti alla Libia e invece di portarli lì, o in Tunisia o a Malta, li porti a Lampedusa che è più distante. Metti a rischio la tua vita e quella degli immigrati che dici di aver salvato per fare propaganda politica”.

Intanto dalla nave, il cui capitano, Pietro Marrone, si assumerà le responsabilità per aver ignorato l’intervento coattivo sia della Guardia Costiera libica sia della Guardia di Finanza italiana, affinché desistessero dall’impresa avventurosa, e altresì contravvenendo al divieto di fare ingresso nelle acque italiane, scendono i 49 migranti, di cui 12 sono minori, i quali hanno avuto la priorità nei soccorsi e nella discesa a terra, sono stati tutti condotti alla sede hotspot di riferimento per ottemperare le dovute ritualità di riconoscimento.

Le 48 persone migranti straniere sono state accolte, come è da consuetudine tra gli abitanti dell’isola di Lampedusa, con acclamazioni e gesti di benvenuto, e probabilmente ignari della sorte che li attende e dei risvolti futuri dell’inchiesta posta a carico dell’equipaggio della nave che filantropicamente ha prestato loro soccorso, hanno gioiosamente esultato al grido di “liberté, liberté”.

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