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Il bilancio dell’Eurozona e la manovra italiana

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L’esecutivo italiano conferma alla Commissione europea gli obiettivi di finanza pubblica contenuti nella Nadef, in questo modo può scattare la procedura di infrazione.  Bisognerebbe evidenziare che il problema non è l’Italia che viola il Fiscal Compact, il problema è il Fiscal Compact; il problema è l’estremismo mercantilista Made in Germany, attuato con mercato unico e euro, insostenibile impianto di deflazione e di svalutazione del lavoro.

In questo quadro  la proposta del cosiddetto ‘bilancio dell’eurozona’, in discussione a Bruxelles, dotato di risorse insignificanti sul piano macroeconomico, sarebbe un pannicello caldo su ferite sempre più gravi.

La proposta è inserita nel quadro descritto nella Dichiarazione di Meseberg, firmata a Giugno scorso dalla Cancelliera Merkel e dal Presidente Macron, nella quale è prevista, per la prima volta in forma ufficiale, la possibilità di ristrutturazione dei debiti sovrani. È un passaggio estremamente pericoloso, un consapevole fattore di aggravamento dello spread per noi, ma non soltanto per noi. In sintesi, la proposta Franco-Tedesca fa gli interessi Franco-Tedeschi e aggrava il contesto economico e finanziario per l’Italia. Il governo deve bloccarla.

Sulla manovra italiana , però, rimangono ancora alcune perplessità. Qualche giorno fa, agli studenti in piazza, la Ministra Lezzi e qualche parlamentare del M5S hanno detto che ‘hanno ragione’. Allora governo e maggioranza utilizzino il DDL Bilancio per dare risposte effettive: abbiamo presentato un emendamento per spostare su investimenti in edilizia scolastica le risorse allocate sugli incentivi ambientalmente più dannosi. Sarebbe auspicabile un impegno maggiore per le retribuzioni del personale della scuola (docente e non) e per Università e ricerca.

Sulle pensioni è ora di scoprire le carte: quali interventi si intendono finanziare? Sulla quota 100 questo è  il mio intervento a L’aria che tira.

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