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Pensioni: Fipac, misure deludenti

Necessario maggior dialogo con rappresentanze pensionati

“Ci aspettavamo da questo Governo provvedimenti più incisivi per i pensionati, sia per quanto concerne la revisione della Legge Fornero, che per le pensioni minime, dove auspicavamo si andasse ad intervenire. Invece, ad un anno di attività dell’Esecutivo, ci ritroviamo ad assistere all’ennesimo taglio della rivalutazione, che partirà dal prossimo 1° aprile ed a una platea di beneficiari della Pensione di cittadinanza decisamente ridotta rispetto a quanto si era prospettato: alcune stime parlano oggi di poco più di 100 mila beneficiari, contro i 500 mila annunciati”.

Così Sergio Ferrari, presidente della Fipac, Federazione dei pensionati del commercio Confesercenti, a margine della Giunta nazionale.

“I nostri pensionati sono tra quelli che pagano più tasse in assoluto in Europa”, aggiunge Ferrari. “Meglio sarebbe stata l’applicazione di uno schema di rivalutazione delle minime: ne avrebbe beneficiato un’ampia rosa di pensionati, quelli che fanno fatica a vivere con il loro assegno. Rileviamo, inoltre, la totale assenza, nei provvedimenti dell’Esecutivo, di misure in favore della salute e della assistenza, necessarie per garantire sicurezza e sostegno alle persone anziane e ai loro familiari”.

“Ciò che ci preoccupa maggiormente – conclude Ferrari – è l’assoluta mancanza di dialogo con i rappresentanti del Governo che non solo non hanno risposto alle nostre sollecitazioni, ma che non hanno mai aperto un tavolo di confronto con le rappresentanze dei pensionati. Riteniamo necessario un cambio di passo, nei contenuti e nel metodo, altrimenti non possiamo escludere una iniziativa di protesta che sarà concordata con le altre Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo”.


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