Italiani nel mondo

Non ci siamo

Resta difficile evidenziare concreti riferimenti per lo status dei nostri Connazionali all’estero. Una politica, sempre più dispersiva, ci ha allontanato dal considerare un’oggettività che sembra aver smarrito la sua primaria importanza.

E’ un errore. Un grave errore non tener debito conto delle esigenze dei milioni di cittadini italiani che vivono stabilmente lontano dalla Penisola. Anche se le loro residenze geografiche sono lontane, molti dei loro problemi sono gli stessi di chi vive nel Bel Paese.

Con l’avvento della Quarta Generazione di Migranti, sono stati anche accantonati quei concetti di solidarietà che ci avevano accompagnato sino al tramonto del secolo scorso. Di fatto, però, le preoccupazioni degli italiani all’estero ci sono ancora tutte.

Tra l’altro, sono evidenti due aspetti da tenere in considerazione nei confronti dei Connazionali che vivono altrove. Il primo è rappresentato dai rapporti socio/politici con i Paesi ospiti. Il secondo, che sentiamo più nostro, è mostrato dai rapporti, sempre più sporadici, con la madre Patria. Anche sotto il profilo socio/politico.

Sotto questo profilo, non ci sono giustificazioni da accampare per un disinteresse che sì è accresciuto col passare del tempo e delle generazioni. La stessa rappresentatività (Com.It.Es. e CGIE) ha fatto il suo tempo. Secondo noi, bisognerebbe aggiornare questi organismi o, forse, sarebbe più ragionevole rinnovarli.

Giorgio Brignola

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