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Italiani cacciano i rom della Raggi: bruciano camper e lei li ritira – video

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“Le operazioni saranno curate dalla Sala operativa sociale a partire da stamattina e si concluderanno in sette giorni”, si spiega in seguito alle proteste di ieri alla periferia est di Roma per l’arrivo di alcune famiglie rom in una struttura di Torre Maura.

Così, in nottata, la Raggi ha ceduto.

 

Dai 30 rivoltosi iniziali, si era arrivati in tarda sera a 300 nel quartiere Torre Maura, alla periferia est della Capitale. Un quartiere in rivolta contro l’arrivo degli zingari inviati dalla Raggi.

Cassonetti incendiati, insulti, gente – anche donne anziane – in strada e i panini per gli ospiti buttati per terra. Perché gli ospiti mica possono farsi da mangiare da soli!

A quanto si è potuto apprendere, nei giorni scorsi i residenti delle “case” – come comunemente vengono chiamate le palazzine della zona – hanno notato un via vai di pullman e blindati dal centro. Alcuni di loro si sono informati con i dipendenti e i precedenti ospiti della struttura – che accoglieva rifugiati e richiedenti asilo – e hanno appreso dell’arrivo delle famiglie rom, prima ospitate da un centro di via Toraldo, nel vicino quartiere di Torre Angela.

Martedì pomeriggio, quindi, è esplosa la protesta. Prima una trentina di persone è scesa in strada a protestare, poi con l’arrivo dei “rinforzi” alcuni contestatori hanno bloccato il traffico spostando dei cassonetti dei rifiuti in mezzo alla strada e dandogli fuoco. A quel punto il gruppo si è gonfiato fino a centinaia di residenti. Alcuni hanno gridato: “E gli date pure da mangiare? Dovete morire di fame!”. Altri: “Fate schifo, zozzoni!”.

Sul posto anche vari movimenti di destra – sul territorio, fra i più poveri della città, sono molto presenti, a differenza della sinistra, ormai ridotta ai quartieri radical chic – fra cui CasaPound. “Ho iniziato a ricevere messaggi sul telefonino dal primo pomeriggio – spiega ai giornalisti il segretario regionale, Mauro Antonini – appena abbiamo potuto siamo corsi a dare manforte a queste persone”.

“Raggi fogna de sta città”, ha intonato la folla, rispondendo alle rassicurazioni delle autorità.

Poi, in serata, un camper è stato dato alle fiamme. La rivolta romana è appena cominciata.

Ad intervenire sulla vicenda il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini.

«Quello che sta accadendo in queste ore nel quartiere Torre Maura a Roma ha dell’incredibile – ha dichiarato – Come al solito la sindaca Raggi scarica sulle periferie i mali di questa città. Chiediamo l’immediato intervento del prefetto affinché le 70 persone di etnia rom siano destinate altrove e non nel VI municipio che già conta numerosi accampamenti abusivi e il più grande campo attrezzato del centro Italia, Salone, dove la delinquenza è all’ordine del giorno e dove solo appena pochi giorni fa è stato sviluppato un incendio tossico».

Giannini ha poi sottolineato che «La Lega è solidale con i cittadini che stanno manifestando in questi momenti». «Il versante est della Capitale va ‘bonificatò al più presto e non arricchito di altri elementi di disturbo che rifiutano ogni tipo di integrazione e che sfuggono al controllo delle forze dell’ordine compiendo ogni sorta di reato» ha concluso.

Ehi, Salvini, ci sei?

Vogliamo i Rom senza cittadinanza fuori dall’Italia. Come lui aveva promesso. Gli altri, come lui ha detto, li dovremo tollerare. Per ora. Ma non certo in casa nostra: si guadagnino da vivere. Come tutti. Sennò, fuori dai coglioni.

La gente di Torre Maura ha mostrato la strada. Le autorità conoscono solo un linguaggio.

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