Economia e Finanza

PENSI ALLA CRESCITA. LA FLAT TAX? CONTEMPORANEAMENTE BISOGNA TAGLIARE ALTRE SPESE

“In nessun altro Paese europeo c’e’ un governo che gode del sostegno dell’elettorato e del Parlamento solido come in Italia. La maggioranza ha un grande capitale politico, e quindi una grande responsabilita’, che deve mettere al servizio della crescita”. E’ quasi un appello quello del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che in un’intervista a Repubblica, pero’, smentisce le tensioni quotidiane: “Partecipando all’attivita’ di governo non si vive quello che si legge sui giornali. Nessuno mai, in Consiglio dei ministri, e’ venuto a dirmi le cose che leggo”.

In nessun altro Paese europeo c’e’ un governo che gode del sostegno dell’elettorato e del Parlamento solido come in Italia. La maggioranza ha un grande capitale politico, e quindi una grande responsabilita’, che deve mettere al servizio della crescita.  Giovanni Tria, alla vigilia del Documento di economia e finanza, sente il bisogno di rivolgersi ad una maggioranza che appare divisa. Lo fa in una intervista a “la Repubblica”, dove però precisa: Nessuno mai, in Consiglio dei ministri, e’ venuto a dirmi le cose che leggo.

Capitolo dimissioni. “Mai pensate e mai minacciate, anche perche’ quando ci si dimette davvero lo si fa senza minacciarlo prima. L’unico motivo per cui potrei pensare alle dimissioni e’ per andare un po’ in vacanza. Ma, scherzi a parte, il mio posto – fino a quando sono utile – e’ stare al governo”. Salvini ha fatto la voce grossa: vuole la flat tax nel testo del Def. Tria chiarisce sotto questo riguardo che il Def sara’ essenzialmente a legislazione invariata, tranne l’impatto delle misure sulla crescita che sta varando il governo. 

“Gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal Def sono quelli entro cui si dovra’ operare”. Tutto il mondo rallenta, l’Italia pero’ e’ in recessione. Il ministro osserva che i Paesi piu’ colpiti in Europa, sono le due principali potenze manifatturiere, ossia Germania e Italia.  Alla base della crescita – dice- ci deve essere la stabilita’ finanziaria, quella sociale e quella politica. Su quella finanziaria stiamo lavorando con buoni risultati. L’accordo con la Commissione europea sulla manovra per il 2019 lo ha dimostrato: non abbiamo presentato una legge di Bilancio che mette a rischio la stabilita’ finanziaria. Ma il nostro debito la mette a rischio. “Il livello del debito e’ un peso per l’Italia, ma non un rischio per gli altri Paesi. E il Def punta ad una sua riduzione”. 

Per l’Italia Tria spera che questo 2019 sia soprattutto un anno in cui riprenda la fiducia nel Paese. Il problema – dice – non e’ una crescita allo 0,1 o allo 0,2 per cento per un anno, perche’ in fondo siamo un Paese ricco e con una forte capacita’ produttiva. Per metterla a frutto non dobbiamo essere pessimisti, non dobbiamo perdere la fiducia nel futuro. E se lo si accusa di somigliare un po’ troppo al Candido di Voltaire, convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili, replica che non pensa affatto che tutto va bene. Dico che dobbiamo lavorare perche’ vada meglio. E il mio lavoro, come ministro dell’Economia, e’ fare in modo che la sintesi politica sia non solo compatibile con i numeri del nostro bilancio, ma anche che configuri una politica economica coerente”, ha concluso Tria.

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