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Libia “L’Italia ha sbagliato a non considerare Haftar un interlocutore”

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Libia, Frattini: “L’Italia ha sbagliato a non considerare da subito Haftar un interlocutore. Una volta il capo del governo ad interim dopo la caduta di Gheddafi mi disse: la Libia è stata unita solo sotto lo scettro del re Idris e del dittatore Gheddafi. Quando ero ministro il nostro governo era riluttante alla guerra contro Gheddafi non per simpatia personale, ma perché non c’era un piano per il futuro. I francesi ci dissero: intanto bisogna fermare le stragi, poi si vedrà. Non vedo rischi di una nuova emergenza migranti, quando c’è una guerra civile è impossibile per i trafficanti organizzare i flussi. Il mio timore è che moltissimi migranti scompariranno, nel senso che saranno uccisi”

Franco Frattini, Presidente della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale, già Ministro degli esteri del governo Berlusconi, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla situazione in Libia. “Una volta il capo del governo ad interim dopo la caduta di Gheddafi mi disse: la Libia è stata unita solo sotto lo scettro del re Idris e del dittatore del Gheddafi –ha affermato Frattini-. La Libia rischia una partizione in due, se non in tre. Se non si conosce la logica tribale della Libia i problemi non si affrontano correttamente. La riluttanza dell’Italia nel 2011, quando io ero ministro, non era dovuta alla simpatia personale per Gheddafi ma al fatto che non ci fosse un progetto di costruzione di uno Stato per il dopo Gheddafi. Quando chiedemmo ai francesi quale fosse il piano per il dopo Gheddafi ci dissero: noi intanto dobbiamo fermare le stragi, poi si vedrà. Era impensabile che i libici potessero costruire una democrazia da soli. Per quello che riguarda la situazione di oggi c’è stato un errore, anche dell’Italia, di capire troppo tardi che Haftar è un interlocutore con cui bisognava fare i conti dall’inizio. Avremmo dovuto considerarlo un interlocutore al pari di Sarraj. I francesi, a modo loro, hanno detto che sono loro gli interlocutori di Haftar, ma questo può diventare un boomerang perché se Haftar fa una strage in Libia diventerebbe un grande problema per la Francia davanti alla Comunità internazionale. Manca quello che c’era nel 2010, un gruppo di contatto tra Italia, Francia, Usa e Paesi Arabi per monitorare la situazione e confrontarsi”.

Possibile nuova emergenza migranti. “Non vedo questa possibilità –ha dichiarato Frattini-. Quando scoppia una guerra civile del tutti contro tutti e le strade sono pattugliate da militari che sparano, è impossibile per i trafficanti organizzare i flussi migratori. Qualunque cosa si muova è oggetto di attacchi e distruzione. Il mio timore è che moltissimi migranti scompariranno, nel senso che saranno uccisi”.

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