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La dieta

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Quando le faccende economiche non quadrano, la soluzione è sempre la stessa. In pratica, ci saranno altri sacrifici per gli italiani. Insomma, nuove imposizioni fiscali, dirette e indirette, finiranno per stremare il Paese. Il deprezzamento dei redditi da lavoro dipendente e da pensione è una realtà che è possibile riscontrare quotidianamente.

In Italia, per la carità, di “fame” non si muore. Ma la strada dell’indigenza è stata ulteriormente spianata. Tutto considerato, i generi alimentari di base hanno ancora un mercato popolare. E’ il “resto” che costa di più. Dato che non si vive di solo pane, sono certe piccole cose del quotidiano, alle quali c’eravamo abituati, a farsi proibitive. Il contenimento della spesa non è, però, la cura migliore. Se manca la liquidità, è difficile fare delle previsioni per il futuro e non solo per quello immediato. Non possiamo neppure prendercela col Parlamento. C’è una maggioranza politica che coordina le “regole” di vita nazionale.

I sacrifici, sia chiaro, non assicurano per nulla la ripresa economica. Fiaccano, semmai, gli sforzi per tirare avanti. Non sappiamo se tutti ce la faremo. Lo speriamo; ma non basta. L’Unione Europea non è un contenitore “vuoto”. Ma lo sono le nostre tasche. Non tanto per il superfluo, quanto per il necessario. Il 2019 resta un anno d’incertezze. D’economia spicciola non è neppure il caso di scrivere. Insomma, il Paese è ancora in “dieta”. Vedremo con quali benefici. Sempre che, poi, siano resi operativi tutti i contenuti del “Contratto di Governo” Di Maio/Salvini che il Parlamento dovrebbe ratificare.

Giorgio Brignola

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