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Ponte Morandi, interdetta la ditta demolitrice per presunti legami con la Camorra

Notificata un’iterdittiva antimafia a una delle ditte sub-appaltatrici che si occupa di demolizione e bonifica di materiale ferroso

Il prefetto Fiamma Spena ha emesso un’iterdittiva antimafia e notificata dalla Dia di Genova nei confronti dell’impresa Tecnodem s.r.l. Unipersonale con sede a Napoli. Nell’interdittiva si legge che la ditta è “ritenuta permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso”.

L’amministratrice e socio unico dell’impresa è Consiglia Marigliano, la quale, secondo gli inquirenti, sarebbe “una persona priva di titoli o esperienze del settore”, oltre che consuocera di Ferdinando Varlese, pluripregiudicato di Napoli ma domiciliato a Rapallo, che risulta dipendente della società insieme ai figli e a una nipote. Nel 1986 la Corte di Appello di Napoli ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di Varlese per associazione a delinquere. Tra gli imputati in quel processo vi erano affiliati al clan “Misso-Mazzarella-Sarno”. Un’altra sentenza rilevante a carico di Varlese è quella del 2006 emessa dalla Corte di Appello di Napoli per estorsione tentata in concorso con l’aggravante mafiosa, secondo la Dia, nel reato si evincono in modo circostanziato i legami di Varlese con il clan D’Amico.

Per tali motivi la struttura commissariale per la demolizione e ricostruzione di Ponte Morandi ha risolto il contratto con la ditta Tecnodem.

Francesca Moretti

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