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Milano in piazza tra sovranisti e antifascisti

Da una parte la manifestazion sovranista della Lega, in piazza Duomo a Milano. Dall’altra la contromanifestazione organizzata dai centri sociali. Milano così è scesa in piazza in un sabato caratterizzato da manifestazioni e cortei.

Il primo in piazza Duomo, dove il leader della Lega Salvini, che ha chiamato con se’ sul palco quelli che ha definito i “governatori piu’ amati dall’Italia”. Primo a intervenire il governatore lombardo Attilio Fontana che ha salutato i partecipanti per “l’appoggio che ci fate sentire giorno dopo giorno”. “Lotteremo fino alla fine, non ci faremo spaventare da niente” ha aggiunto.

E’ partito dal Parco Sempione di Milano, invece, il corteo antisovranista organizzato da centri sociali, Non una di meno e antifascisti, in risposta a quello promosso dal leader della Lega, Matteo Salvini in piazza Duomo. Ad aprire il corteo un finto gonfalone con lo stemma della citta’ di Milano, decorato con le coperte termiche utilizzate per il soccorso in mare, e uno striscione con la scritta: “Gran Gala del futuro: salviamo il pianeta estinguiamo il fascismo”. Sono diverse centinaia le persone che hanno sfilato verso piazza Castello, accompagnate da musica e balli.

In testa al corteo gli antisovranisti hanno posto un finto gonfalone con lo stemma dello scudo di Milano, realizzato con le coperte termiche usate per salvare i migranti in mare; il fucsia e’ stato usato al posto del rosso, colore simbolo della croce della citta’, ed e’ stato realizzato con una stoffa fucsia che rappresenta le donne di ‘Non una di Meno’. Fa parte della contromanifestazione anche un flash mob realizzato con delle barchette di carta che ricordano la vicinanza ai migranti che attraversano il Mediterraneo. Di fronte alla grande fontana del Castello sono stati accesi dei fumogeni di diversi colori a rappresentare la bandiera arcobaleno. Presenti fra le altre anche le bandiere della Sinistra e del Partito Comunista italiano.

“Questi sul palco sono i peggiori nemici dell’Italia”. Cosi’ Carlo Calenda in piazza Duomo. “Non mi preoccupano le persone in piazza ma quelli sul palco. Sono rappresentati di partiti che si prendono i fondi europei, si rubano i posti di lavoro con delocalizzazioni, non ci danno una mano sui migranti, e alcuni sono negazionisti, una cosa brutta che non appartiene alla cultura italiana”, ha aggiunto.

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