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Perché è importante votare domenica 26 maggio

A pochissimi giorni dalle elezioni europee ci si pone una domanda: è così importante andare a votare? La risposta è si. Ma non solo per l’atto in sé del voto, che ricordo sia un diritto e un dovere civico, ma per decidere collettivamente quale sarà la prossima idea di Europa.

Al di là delle declinazioni che il discorso politico intorno al concetto di Unione Europea sta assumendo nel dibattito pubblico, è necessario esprimere una preferenza perché siamo inseriti in un contesto extranazionale ormai da più di sessant’anni. Solitamente queste votazioni sono classificate come elezioni di second’ordine, poiché sono percepite dal cittadino come meno rilevanti e questo si traduce in una minore affluenza. Decidere di manifestare una propria idea comporta un costo, non monetario, ma in termini di risorse cognitive e di tempo impiegato per la scelta di una propria alternativa che si concretizzerà nell’atto effettivo di recarsi alle urne.

Il problema nasce quando manca la percezione di essere, prima che cittadini della propria nazione, cittadini europei. Questo fattore è rilevante nello spingere l’individuo a votare poiché comprenderebbe che esprimere una preferenza per l’elezione del Parlamento europeo ha lo stesso valore di quello nazionale. Purtroppo la campagna di delegittimazione delle istituzioni europee ha giocato un ruolo importante, facendo registrare un calo costante dell’affluenza, sintomatico di questa disillusione. L’Europarlamento è infatti l’unica istituzione Ue eletta direttamente dai cittadini, perciò le elezioni sono necessarie per selezionare i 73 europarlamentari che si faranno portavoce delle istanze della cittadinanza italiana. L’astensione, in una situazione storica come quella odierna, deve essere combattuta perché questa domenica 26 maggio ognuno deve rispondere ad una domanda di fondo: qual è la mia idea di Europa?

Al di là delle proprie opinioni politiche, questo appuntamento elettorale si prospetta una delle principali prove per l’Unione Europea. In particolar modo, bisogna esprimere un’opinione che farà mutare gli equilibri politici su cui da sempre si è retta questa istituzione, mettendo dunque in discussione l’attuale assetto e la sua natura. Il rafforzamento di forze sovraniste negli stati nazionali, se confermato anche a livello europeo, causerà delle importanti conseguenze. Prescindendo infatti da giudizi di valore, se l’intero assetto politico si sta spostando verso quest’asse, ne consegue un totale ripensamento derivato dalla scelta della maggior parte della cittadinanza europea. Un discorso analogo vale per una preferenza di tipo europeista che, se in qualche modo conferma lo status quo, allo stesso tempo, si contrappone alle tendenze sovraniste di molti paesi.

“Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile” (David Foster Wallace).

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