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Donne, bambini, frittate 2021

Attualità & Cronaca

Pandemia non è solo Covid-19 con l’assembramento – concesso – delle varianti (una o diecimila?) ma un insieme di situazioni correlate all’emergenza sanitaria che acuiscono disagi sociali e problematiche le cui conseguenze non sono immediatamente visibili o atte a essere incasellate nelle statistiche giornaliere.

Concause negative sono l’instabilità economica e la paura di perdere il lavoro, il terrore di ammalarsi e le risposte esagerate per evitare il contagio, il martellamento dei media in toto (ignari delle loro colpe!), le difficoltà della didattica a distanza entrata nelle case annullando anche la privacy e lo svolgersi della normale routine quotidiana a cui spesso si è aggiunta l’impossibilità, per i nuclei numerosi, di sostenere le spese per avere a disposizione più PC.

Tali disagi assommati ai lockdown prolungati hanno condotto all’esplosione di comportamenti latenti o già in parte manifesti, laddove i rapporti tra coniugi non erano proprio idilliaci, con ripercussioni sia a livello fisico (in aumento le richieste al Pronto soccorso per le donne con fratture e lesioni e i tanti casi efferati di femminicidio) che psicologico (causati da maltrattamenti o, al contrario, trascuratezze e indifferenze).

Secondo i dati Istat aggiornati ad aprile 2021 sono diminuiti i reati comuni (dovuti all’isolamento) e gli omicidi mentre sono aumentati i femminicidi e il 90% degli aggressori rientra nel nucleo familiare.

Paraodosso è l’impossibilità delle case rifugio di accogliere donne bisognose di aiuto, per evitare focolai di contagio.

Quindi per evitare il covid si muore di coltello, quando non si è smembrate o arse.

A ciò si aggiunge lo spettro di effetti devastanti sui minori.

Secondo “L’indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia” a cura della Fondazione CESVI tali condizioni sono emerse soprattutto nelle famiglie “a rischio” in cui è aumentata la conflittualità tra i coniugi con un incremento della violenza contro le donne e la conseguente violenza assistita subita dai minori.

Evidente la mancanza di piani organizzativi, da parte dello Stato o delle realtà territoriali, a tutela di categorie che subiscono il danno e la beffa a causa della carenza di progettualità preventive e servizi sociali adeguati a contrastare il fenomeno allarmante, se non aberrante, essenzialmente sottostimato. Ciò che non viene recepito nell’immediato appare sempre di secondaria importanza.

Difficile credere alla mancanza di disponibilità economiche quando si ricorre all’esercito, alla marina, ai fanti, ai paracadutisti e alla cavalleria per presidiare il bar “da Peppe” in contrada vattelapesca con trecento anime tra abitanti gechi e zanzare, piuttosto viene da pensare al pressapochismo, alla non conoscenza del fenomeno o alla scarsa considerazione di chi altro non deve fare che starsene rintanato in casa, penalizzandolo in doppia misura quando le pareti domestiche non sono propriamente quelle del Mulino Bianco.

A dimostrazione lo stesso Cesvi ci mostra i dati in AUMENTO a causa del lockdown secondo cui il 60/70% dei bambini tra i 2 /14 anni ha subìto maltrattamenti proprio in casa con conseguenze preoccupanti soprattutto a livello emotivo.

Ciò è consequenziale a un peggioramento delle condizioni degli individui in generale per cui il 43% con problemi della salute mentale, sviscerati in diverse modalità (tanti i casi di suicidio passati in silenzio. Casualità? O sempre mancanza di coscienza morale, oltre che civile e professionale degli addetti all’informazione?)

Quindi il burnout genitoriale preoccupante è senza dubbio la causa principale del maltrattamento dei bambini che nell’ultimo anno sono andati incontro un forte stress, con sbalzi d’umore che vanno dalla completa apatia a episodi di aggressività, astenia, rifiuto del cibo o al contrario appagamento con un’alimentazione eccessiva, maggiormente dannosa se aggiungiamo la sedentarietà e l’inattività prolungata.

Le figure professionali addette sono già oberate di richieste ma si teme che il fenomeno emergerà in tutta la sua crudezza a pandemia conclusa con conseguenze visibili a breve e lungo termine e ci si aspetta una recrudescenza di disagi comportamentali con squilibri psico-fisici – ansia, depressioni, ricadute a livello cognitivo e mentale – le cui ripercussioni, oltre a interessare direttamente l’individuo coinvolto, avranno risvolti negativi sulla intera collettività.

Le donne, i bambini, le famiglie, le generazioni future ringraziano.

Le vittime di femminicidio, i morti per suicidio, astenuti giustificati.

I disoccupati presenti e futuri avranno il beneficio delle brioches.

Ha più colpe un virus o un ignavo?

È nato prima l’uovo o la gallina?

Intanto la frittata è servita per chi è convinto che sia meglio un uovo oggi che la gallina domani

Maria Teresa Infante

Redazione Corriere Nazionale


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