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1600 stipati dove  ce  ne potrebbero stare 350

Emigrazione

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alle ore: 08:57

Certo meglio in terraferma ma il fenomeno è prevedibile non emergenziale

Anche  per l’accoglienza dei profughi ci si affida alla solidarietà dei singoli mentre lo stato è un disastro. Lamorgese arranca.

Ansa ci racconta che a oggi il 90% dei 145 mila profughi ucraini arrivati in Italia, di cui oltre 45 mila minori, vivono in abitazioni private e alberghi: solo 13 mila sono stati inseriti nel sistema di accoglienza ordinario . L’accoglienza,  senza capo né coda,  non è al centro del mainstream, del dibattito pubblico delle ultime settimane, preponderantemente superata da note vicende considerate, forse giustamente,  precipue e fondamentali nello scenario politico/sociale italico. Le  carenze  e gli insufficienti provvedimenti  nell’accoglimento  e asilo  di rifugiati e richiedenti asilo  e soprattutto nel trattamento che ricevono e a cui sono destinati senza alternativa, rischiano  di lasciare indietro migliaia di persone,  arrivate da noi in cerca di sicurezza e futuro. Un futuro insostenibile e  inaccettabile dato che,  purtroppo,  prevede non poche difficoltà anche per gli stanziali. Di buone intenzioni è lastricato  l’inferno. Non ci si può sempre soffermare sui buoni propositi, base del cosiddetto buonismo, ma occorre portarli a compimento. Molte buone intenzioni potrebbero così rimanere lettera morta. Come ormai  accade da oltre una decina danni.

Lo scenario  che abbiamo davanti  presenda forti   anomalie nella gestione della più grave emergenza migratoria in Europa della storia recente.

Gli italiani non sono razzisti come qualcuno afferma. a parte alcuni, forse, di natura fisiologica,  ma professano e testimoniano,  specie nei confronti dei profughi conclamati, quelli che scappano realmente dalla guerra come gli Ucraini, grande solidarietà. D’altro canto si hanno  sotto gli occhi e si evidenziano le carenze e la disorganizzazione  del  governo  e  di tutte le istituzioni che hanno scaricato  sui privati l’onere dell’assistenza, rimarcando tutti i limiti di un sistema di accoglienza continuamente al collasso, in emergenza.

Del resto questo è il Paese dell’emergenza,  della continua e perenne eccezionalità  che spesso diventa ordinarietà. Purtroppo.

Ma quella dei profughi è,  sì, emergenza  conclamata , a cui “Oxfam vuole rispondere con i suoi partner – Co&So Firenze, Refugees Welcome, FOCUS – Casa dei Diritti Sociali e la cooperativa Gea – attivando da  subito unità mobili che si muoveranno su Roma e in decine di città di Lazio, Toscana e Veneto per offrire un aiuto concreto a chi in fuga da Ucraina e altri paesi piegati da fame e crisi climatica, un tetto, servizi essenziali di integrazione. Le unità mobili di Oxfam si sposteranno nei quartieri delle città in auto, motorino o mezzi pubblici per individuare i casi di maggiore fragilità. Operatori legali e sociali, mediatori linguistici potranno dare indicazioni su come accedere a un medico, una scuola, ottenere un permesso di soggiorno, vaccinarsi. Basta dare uno sguardo ai numeri di fine giugno: 12.214 profughi ucraini nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) e 1.090 nel Sistema di accoglienza e integrazione (SAI)”.

Una realtà che riguarda  donne e bambini costretti a separarsi dal resto della famiglia. Con  i tanti minori non accompagnati. L’integrazione reale  risulta sempre più lontana. Tutti ora rischiano di restare tagliati fuori dalle opportunità di integrazione disponibili, senza un alloggio quando scadranno le convenzioni con gli alberghi o la disponibilità delle famiglie che li hanno accolti.

Intanto aumentano gli sbarchi, come ogni estate.  Per cui  non si può davvero parlare di emergenza, quantomeno  imprevista, ma di impreparazione e incompetanza totali. Nonchè di scelte politiche insane.

Sulle coste italiane attraverso il Mediterraneo, ne sono arrivati   16 mila solo tra maggio e giugno con  centinaia di morti e dispersi in mare. Un trend che potrebbe  avere una impennata  nel prossimo futuro, anche a causa   della crisi alimentare  presente in molti paesi poveri, soprattutto in Africa. Anche  gli arrivi dalla rotta balcanica verso l’Italia e l’Europa nn  si attenuano,  per lo stesso motivo. E le  persone in fuga  non sempre  vengono registrate al loro arrivo.  E non sempre vaccinate.

Ci sono    dunque  1600 migranti nel centro di Lampedusa, nell’hotspot  che può accoglierne 350. Il Ministero dell’Interno ne  annuncia , “entro domani”,  il trasferimento di 600 con precedenza ai più vulnerabili. Lamorgese  lunedì in Repubblica Ceca per dare un ulteriore slancio al piano di ricollocamento. Attendiamo con fiducia.

Ma Intanto assistiamo a condizioni disumane  di  persone, donne uomini, bambini,  sdraiate sui cartoni,  circondati da immondizia  che nessuno raccoglie in un caldo opprimente e oltre misura  che rischia di far scoppiare epidemie.

“I trasferimenti verso altri centri si sono bloccati – dice ad HuffPost Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa – perché le condizioni meteo del mare non li consentono”.

“Potrebbe essere la Libia, ma è l’Italia”

“C’è la solidarietà, non c’è l’accoglienza dei profughi ucraini in Italia”.

Carla Ceretelli

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