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Siamo come ci pensiamo

Arte, Cultura & Società

(Intervista, di Fedele Boffoli, a Rocco Berloco)

Rocco Berloco, nato il 29/06/1967, a Bari, dove, tra il capoluogo pugliese e sua provincia, vive e opera, laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Medicina Generale, ha lavorato come medico di Pronto Soccorso, ora Medico di Medicina Generale. Interessato alla Medicina Olistica (diplomato in Omeopatia, Omotossicologia e Terapie Integrate) ha praticato: Floriterapia, Medicina Ayurvedica e Kinesiologia Applicata. Particolarmente orientato all’aspetto psichico della Scienza Medica, ha conseguito master in Programmazione Neurolinguistica (P.N.L.), Ipnosi Medica e Regressiva, non trascurando, attraverso Yoga e Qi Gong, gli aspetti più fisici della persona. Docente AMIF (Associazione Medica Italiana di Floriterapia), ideatore e conduttore di “Corsi di Benessere Totale”, è autore di più pubblicazioni e relatore in corsi e conferenze nell’ambito della Medicina Olistica; da anni ha tradotto le sue conoscenze, in un particolare approccio alla malattia e alla salute denominato Medicina Energo Spirituale; ha elaborato la Terapia Energo Emozionale, un processo di rimodulazione e ristrutturazione emozionale, basato sulla sinergia tra Psicoterapia, Floriterapia, Kinesiologia Applicata e Medicina Tradizionale Cinese. La sua ultima pubblicazione è “Liberaci dal Nostro Pane Quotidiano” (Ed. Laruffa, pag. 256 euro 20,00, ce ne parla)?

Liberaci dal Nostro Pane Quotidiano” è la consapevole presa di coscienza che un Uomo ad un tratto della propria Evoluzione fa sua, senza remore, senza vergogna, senza pudore, così… semplicemente. E’ il tentativo di fermarsi un attimo a riflettere e guardare con occhi nuovi i fantasmi che popolano i nostri incubi, è lo sforzo smisurato di comprendere le nostre debolezze e tendere la mano ai nostri “sabotatori interiori” accettandoli, senza pregiudizio. Ecco quindi che comincia il Viaggio, il Viaggio della Consapevolezza, e si parte dalla Paura: quel tormento profondo, che incatena i nostri giorni in un Limbo popolato di ombre che danzano macabre in una notte eterna. E lì che incontro i “miei personaggi”, quelli che la mattina vanno in ufficio e poi tra un aperitivo ed un attacco di panico, vengono da me a fare terapia… le loro storie, le loro sconfitte, la loro scommessa: una strada priva di farmaci, seguendo le orme di Samuel Hahnemann (omeopatia) ed Edward Bach (floriterapia). E il Viaggio continua… Continua con quella che io chiamo “Ecoalimentazione”. Per comprendere perché ci ammaliamo oggi che abbiamo una dieta ricca, fatta di prodotti che un tempo erano sulla tavola di pochi. Per capire che uccide più subdolamente e crudelmente un “piatto pieno” che una “ciotola vuota” e conoscere perché anche donne affamate e denutrite oggi mettono al mondo una generazione di futuri obesi! Per spiegare quello che per anni ci hanno tenuto nascosto e nessuno ci ha raccontato, per entrare nel carrello della spesa e fare chiarezza, una chiarezza che possa allungarci la vita, e in buona salute! E il Viaggio continua… continua con quella che è l’ultima scommessa: una vecchiaia libera da badanti e pannoloni. E trovare il treno giusto, quello che vada oltre la “demenza”, per ritornare ad una coesione antica, dove essere anziani significa essere totem di esperienza e saggezza, imparando da chi questo treno lo ha preso. Passando da Okinawa a Vilcabamba, attraversando insegnamenti perduti e sapienza imperitura, con l’occhio attento e critico del ricercatore che scandaglia l’epidemiologia di un popolo e le abitudine alimentari di una regione. E il Viaggio continua… continua attraverso il demone più grande di tutti i tempi, quello che s’insinua profondo e scava voragini che aleggiano tra il tormento e l’estasi. Il Viaggio continua con quello che comunemente chiamiamo “sesso”, ma contiene una molteplicità di sfumature. Dall’innamoramento all’orgasmo, passando attraverso l’attaccamento, il tradimento e la fine dell’amore. Perché ci si innamora? E perché proprio di quella persona? Esistono dei meccanismi biologici che determinano in qualche modo i nostri comportamenti? Geni ed ormoni possono fare di un uomo un seduttore o un padre di famiglia? E perché le donne della nostra specie hanno due manifestazioni quasi esclusive tra tutti gli esseri viventi, ovvero l’ovulazione non manifesta e la menopausa? E il Viaggio continua… continua con l’ultima stazione, forse quella più importante, quella dove troviamo attraverso la rivisitazione di studi antropologici e ritrovamenti archeologici, un Tempo in cui la Donna era Dea. La società del Paleolitico e del Neolitico vede sviluppare civiltà matriarcali, dove regna la pace e l’uguaglianza. Non ci sono guerre, non ci sono soprusi, ma solo un fiorire di arti e culture. Ma poi arriva il Maschio-Padre-Padrone e impone la Legge della Spada, e da quel momento la Storia diventa una Storia Altra: insegna l’odio, la violenza, la prevaricazione. E tutto sarà sommerso da una nebbia fittissima, che nasconderà le tracce di una conoscenza antica attraverso un revisionismo continuo. Ma forse è arrivato il Tempo di tornare a ritroso a quel Giardino incantato, all’Albero della Conoscenza, e “partire di nuovo da lì…” semplicemente da un Uomo e una Donna!…

E’ molto interessante che un medico, come lei, con formazione, di base, occidentale, riconosca nelle antiche medicine tradizionali d’Oriente (indiana, cinese…) particolari valenze terapeutiche, tanto da integrarle, in maniera complementare, alla nostra medicina convenzionale…

Ho sempre cercato di fuggire dall’“etichette” che servono solo a catalogare, a generalizzare, a creare in fondo divisioni. Anche quando lavoravo nell’ambito dell’emergenza ho sempre pensato che la Medicina fosse UNA, e che non si potesse parlare di chimica, allopatica, naturale, alternativa, complementare. La Medicina deve essere in Funzione dell’UOMO, e solo in tale ottica essere adoperata. Funzione del Medico di questa Nuova Era è quella di selezionare la strategia terapeutica più adeguata senza dare connotazioni, che a volte possono diventare anche ideologiche. Noi dobbiamo solo aiutare le Persone… e magari regalare loro anche qualche sorriso!

Nella nostra medicina, talvolta, si ha l’impressione che non si ponga la giusta attenzione a tutti i livelli dell’essere; la terapia, ad esempio, è, spesso, rivolta a curare gli effetti più localizzati e fisici della patologia manifesta, spesso, senza indagare i pregressi malesseri psichici o di altri organi non, apparentemente, interessati, quali, eventuali, cause da porre in relazione…

La nostra visione in effetti sta diventando sempre più meccanicista ed ultra specializzata e questo a volte rischia di farci perdere la visione d’insieme e ci allontana sempre più da quello che deve essere il centro della nostra attività, ovvero l’Uomo. Ci perdiamo alla ricerca del sintomo, del dato di laboratorio, dell’esame strumentale più dirimente, e magari non ci facciamo le domande essenziali: perché questa persona sta soffrendo? Cosa ci vuole comunicare questo sintomo? Da cosa eventualmente lo vuole difendere? Pensiamo al dolore acuto, per esempio. Questo è una vera e propria difesa che il nostro organismo mette in atto, in quanto si va a strutturare un sistema di segnalazione, che ci mette in guardia quando stiamo per compiere qualcosa che potrebbe danneggiare ulteriormente il corpo: in un arto fratturato il movimento potrebbe far sì che un moncone osseo reciderebbe qualche grosso vaso determinando un’emorragia; il dolore ci induce all’immobilità, ovvero alla posizione più “ecologica” per la nostra salute. Non solo. Sforziamoci di interpretare il sintomo come un led luminoso che si accende per comunicarci che l’intero Sistema Uomo è in crisi, non solo un organo. Che senso ha quindi bloccare quel sintomo? È come quando nel cruscotto della nostra auto si accende la spia del “rosso”. Che facciamo spacchiamo il cruscotto per non vederla o ci fermiamo a riempire il serbatoio di carburante?

L’alimentazione e il giusto movimento sono alla base di un corretto e sano stile di vita, cosa consiglia per migliorare?

L’alimentazione è fondamentale. Immagini che almeno tre volte al giorno mangiamo qualcosa, e questo equivale a poco meno di millecento pasti l’anno che se moltiplichiamo per 75/80 anni di vita media di ognuno di noi fanno un numero enorme. Questo significa che portare più attenzione a quel “carburante” con il quale alimentiamo il nostro organismo deve diventare un’attività automatica. Troppo spesso quando faccio l’anamnesi ai bambini che seguo mi rendo conto che vengono posteggiati avanti al televisore, o alla playstation con una merendina tra le mani o con un sacchetto di patatine. Per non parlare di molte mense scolastiche, non tutte per fortuna. La famiglia e la scuola devono agire sinergicamente per dare degli “imprinting” nuovi ai piccoli, e questa operazione deve essere effettuata con la supervisione di un medico. Oggi dovremmo ripensare alla figura del Medico e vederla più come un “Health & Wellness Coach” (Coach della Salute e del Benessere) che come un mero prescrittore di farmaci, schiacciato dalle tante note ministeriali a cui attenersi prostrandosi muto e cieco alla farmaco-economia. Personalmente a tutte le persone che seguo (non mi piace parlare di pazienti, ma di persone) consiglio un’alimentazione personalizzata, attività fisica e tenere l’indice di massa corporea (BMI) tra il 18 e il 24, ovvero in quella categoria definita “normopeso”. Per dare rapide e sommarie indicazioni consiglio di ridurre considerevolmente le proteine animali e di privilegiare molto le verdure, con un occhio particolare alle crucifere. Poi legumi, cereali integrali, frutta, semi oleaginosi, olio d’oliva extravergine spremuto a freddo, senza dimenticare un elemento essenziale, che è poi il segreto della vita e che rappresenta i due terzi del nostro organismo: l’acqua!

Si percepisce la sua filosofia operativa come un qualcosa che va al di là di una scontata retorica professionale, tanto per cominciare un approccio, appassionato, empatico, critico e, nel contempo, aperto e inclusivo; sono gli ingredienti che lei ritiene adeguati per una giusta Medicina? Quali i suoi prossimi impegni?

Nei prossimi mesi continuerò con i miei seminari sull’alimentazione consapevole ed ecologica, sulla riprogrammazione emozionale, sulla neuroplasticità e la meccanica quantistica, ma anche quelli di floriterapia, di omeopatia e di fitoterapia. Ancora presenterò il nuovo libro un po’ in giro per l’Italia e mi concentrerò come sempre su due grandi temi: il disagio psichico, che si può trattare, modulare e guarire con un approccio olistico e l’oncologia integrata, ovvero una visione nuova del malato neoplastico, che gli consenta una qualità di vita migliore, attraverso l’implementazione dell’omeopatia, della floriterapia, della fitoterapia, di una corretta alimentazione e della gestione delle emozioni con la chemio e radio terapia. Per concludere credo che noi medici dobbiamo avere un unico imperativo categorico che è quello di creare una Medicina a Misura d’Uomo… una Medicina che ci avvicini a chi soffre, che lo riesca a comprendere e ad aiutare… una Medicina fatta di Sorrisi, di Perdono e di Amore!

Fedele Eugenio Boffoli

 

 


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