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Somalia, ministro ucciso dalla scorta di un politico

Estero

Abdullahi Sheikh Abas aveva 31 anni e guidava il ministero dei Lavori Pubblici. Una pattuglia di militari lo ha scambiato per un terrorista e ha aperto il fuoco. Colpi d’arma da fuoco mentre stava guidando nei pressi del palazzo presidenziale

Abbas Sheikh Siraji

LORENZO SIMONCELLI
CITTÀ DEL CAPO (SUDAFRICA) – Il Ministro dei Lavori pubblici della Somalia, Abbas Sheikh Siraji, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalle guardie del corpo ufficiali del Difensore civico del Paese. L’omicidio è avvenuto mentre il 31enne Siraji, il più giovane membro del neo-eletto governo somalo, stava guidando nei pressi del palazzo presidenziale della capitale somala Mogadiscio.

I quattro esecutori sono stati immediatamente arrestati. Il giovane ministro aveva preso l’incarico lo scorso 21 marzo dopo un passato difficile dato che, a soli 7 anni, era stato costretto a lasciare la Somalia in piena guerra civile ed aveva vissuto fino a 18 anni nel campo di rifugiati di Dadaab in Kenya, considerato ancora oggi il più grande al mondo dove vivono circa 250mila somali. Siraji era un idolo per i giovani che lo consideravano un modello da seguire, di successo, nonostante le tante avversità affrontate.

Un evento che rischia di far implodere nuovamente il processo di dialogo e pacificazione che la Somalia aveva intrapreso con l’elezione a febbraio del nuovo Presidente Mohamed Farmajo che, dopo l’episodio di ieri sera, dovrà guardarsi non più solo dai jihadisti di Al-Shabaab ma anche dai nemici interni che, forse, aveva sottovalutato.


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