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Forza e coraggio di un emigrato di Canosa di Puglia: Michele Cirillo

Osservatorio Emigrazione Italiana

Storia Meravigliosa, Il “Molleggiato” di Canosa, Michele Cirillo

Nome:  Michele
Cognome:  Cirillo
Età:   56
Lavoro:   In proprio, Proprietario Pizzeria = Pizzaiolo
Nato in:  Italia
Cresciuto in: Italia
Formazione, Inizio lavoro  in: Germania

Altre Tappe
1950-1960

Nascita in Italia
1970-1980

Arrivo in Germania
1980-1990

Lavoro come lavapiatti
1986 Apertura della propria Pizzeria
1990-2000

4 Aborti di mia moglie
2000-2010

Diagnosticato cancro

Un abbozzo di Biografia:

Nella stazione centrale di Hannover soffiava un gelido vento. Dalla mia terra natia al Sud, Canosa, in principio di primavera, il treno mi aveva portato nel triste e grigio inverno tedesco. Era il 6 Febbraio 1981, ore 19:00. Non conoscevo neanche una parola di tedesco.

Diverso da come lo si possa immaginare, crescere in una famiglia di 14 figli, è tutt’altro che un Idillio, anche volendo vedere l’intera cosa con occhio romantico di una casa gremita di dolci fanciulli. I miei genitori, molto cattolici, accettavano ogni bambino come un dono di Dio. Quando poi andai a fare il militare, mi sembrava addirittura di stare in vacanza e non volevo più tornare indietro. La Germania sembrava anche a me come la “Terra Promessa”; qui avevano trovato fortuna e ricchezza già tanti dei miei connazionali. Da mia sorella maggiore presi in prestito 48.000 Lire. Un mio amico mi promise un lavoro, un’abitazione e voleva pagarmi 1.200 Marchi per questo – una somma sbalorditiva!

Quando poi arrivai alla stazione di Hannover e nessuna delle persone lì presenti parlava anche un po’ di italiano, mi sono sentito completamente perso.  L’amico che mi sarebbe dovuto venire a prendere, non venne. Mai prima di quel momento avevo sentito cosi tanto la mancanza dei miei 14 fratelli e sorelle. Il mio istinto: Vai via da qui, torna subito a casa! Ma come potevo sapere quando sarebbe passato il prossimo treno per tornare a casa, tra tutte queste persone, di cui non capivo una sola parola di quello che dicevano?

Ma all’improvviso una mano si pose sulla mia spalla: “Ciao Michele, fatto un buon viaggio? Scusa il ritardo,… “. Il resto delle parole scorsero via in un fiume di sollievo. Il suono della lingua italiana era come una dolce melodia nelle mie orecchie!

Da quel giorno lavorai al Ristorante “Da Tomi”, come lavapiatti. 14 ore al giorno. Un solo giorno a settimana ero libero…e questo per 4 anni. Nel frattempo imparai come si faceva una pizza veramente buona ed ero felicissimo che in questo modo stavo apprendendo un vero mestiere.

Con i miei risparmi nel 1986 riuscii ad aprire in una piccola cittadina ai piedi dell’Odenwald, a sud di Francoforte (dove nel frattempo la vita mi aveva trascinato) la MIA prima pizzeria. La chiamai “Piccola Italia (Klein-Italien)” e mi sembrava di possedere il mondo intero! Subito dopo comprai una gran bella macchina! Volevo fare lo spaccone, far vedere a tutti ciò che avevo raggiunto.

Ma il mio stile di vita e i soldi che guadagnavo non andavano molto d’accordo. Però intanto avevo imparato come si lavora e che gli sforzi e i sacrifici ripagano. Come fiore all’occhiello alla mia autonomia, accettai un lavoro presso un’agenzia di pulizie che puliva caserme americane. Volevo subito saldare i miei debiti. Non un bel lavoro, ma mi fece conoscere una collega italiana davvero molto carina: Claudia, mia moglie.

Neanche lei, però, riuscì a liberarmi “dal mio vizio”: Il canto.  Chi canta a lavoro, fa la pizza migliore- ne ero convinto! Cantavo tutte le canzoni italiane in voga, in particolar modo, però, i successi del mio grande idolo, Adriano Celentano. Quando anche i miei clienti iniziarono a pensare che le mie esibizioni tra sugo di pomodoro e farina erano da palcoscenico, osai il grande passo. La mia prima esibizione entusiasmò gli spettatori. Non imitavo Celentano, io ero Celentano! La miccia ormai era stata accesa, la base per la mia seconda carriera come “Pizzaiolo-cantante” era pronta.

La mia Pizzeria “Piccola Italia” ormai era conosciuta anche al di fuori dei confini della nostra piccola cittadina. Attraverso vari passaparola dei miei clienti ottenni addirittura una proposta per un’esibizione in Tv. Ne seguirono altre, ma culmine di tutto, vera ciliegina sulla torta,  fu la mia esibizione dal grande conduttore televisivo, Stefan Raab.

Dopo il nostro primo bambino, arrivarono anche i nostri gemelli, e anche se Claudia aveva avuto purtroppo vari aborti, volevamo avere lo stesso altri figli. Ma poi giunse qualcosa con cui non avevo fatto i conti, qualcosa con cui nessuno, in realtà, fa i conti. In seguito ad una visita medica, mi fu diagnosticato il cancro. Quindi la mia vita ora non doveva valere più niente?

Non poteva essere cosi! Lottai molto e i dottori dissero che le possibilità di guarire erano buone. Lottai per me, ma particolarmente per la mia famiglia. Che fine avrebbero fatto loro? Dieci mesi dopo, mi risvegliai da questo terribile incubo.

Da adesso in poi si poteva solo risalire. La conferma del dottore durante l’ultima delle innumerevoli visite fatte, fu per me l’Assoluzione! Ero guarito, potevo andare avanti con la mia vita, nutrire la mia famiglia e, soprattutto: CANTARE!

Carissimi de Il Corriere Nazionali e Team se vi serve ancora, sono a vostra disposizione

Distinti saluti  Michele Cirillo


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