Secondo il ministro della difesa, il generale Sergei Shoigu, sono state pianificate 28 parate militari in altrettante città russe, con l’impiego di 140.000 individui che sono in stabile servizio, oltre 2.000 pezzi di attrezzature pesanti, 149 aeromobili, nonché navi e sottomarini. Solo a Mosca, sono stati impiegati oltre 10.000 soldati, alcuni in tenuta da combattimento, altri in uniformi addobbate d’oro, che imitavano i vecchi indumenti di guerra imperiali o stalinisti; nel complesso il 9 maggio, sulla Piazza Rossa di Mosca hanno marciato 28 colonne di soldati in servizio attivo, tra cui un battaglione di 210 donne con stivali con il tacco alto e gonne bianche corte e strette.

La sfilata comprendeva anche 106 pezzi di hardware militare pesante: carri armati, mitra, pistole, altre armature e missili di diversi tipi, tra cui i missili balistici intercontinentali terrestri mobili (ICBM), o forse manichini di missili, poggiati su lanciatori di nuova concezione. Era previsto un volo basso di 72 aeromobili: bombardieri strategici e tattici, caccia, aeromobili militari e vari elicotteri. Il numero dei 72 aeromobili a Mosca era un fatto simbolico: quest’anno scade in Europa, il 72° anniversario della vittoria contro la Germania nazista.

Il capo delle forze aerospaziali (VKS), il colonnello generale Viktor Bondarev, ha spiegato che “praticamente tutti i piloti che saranno presenti nella Piazza Rossa il 9 maggio sono stati decorati per i combattimenti in Siria. La loro prestazione provoca invidia all’estero. Dobbiamo mostrare il meglio che possiamo”. Ma, è capitato un imprevisto: l’8 maggio a Mosca si è abbattuta una tempesta di neve. Le autorità hanno utilizzato aerei speciali carichi di diversi composti chimici per dissolvere le nuvole e liberare i cieli per lo spettacolo, ma il tentativo è fallito: il 9 maggio a Mosca la giornata è stata fredda con nuvole basse e talvolta una pioggerellina. Lo spettacolo aereo, dopo che i velivoli erano già in aria e si stavano allineando per piroettare sopra il presidente Vladimir Putin – il più alto in grado sia militare che del governo – e le folle entusiaste, è stato bloccato all’ultimo momento. Secondo gli annunci ufficiali, lo spettacolo aereo è stato annullato per preoccupazioni di sicurezza: ampia copertura nuvolosa e cattiva visibilità. Tuttavia, l’ex capo della forza aerea, il generale dell’esercito (in pensione) Pyotr Deyneykin, ha sostenuto: “È stato un peccato, ma è stata una decisione giusta quella di non assumersi rischi inutili e di annullare i voli. Comunque la sfilata è stata un successo enorme, specialmente la marcia delle ragazze”.

Anche la parata di San Pietroburgo è stata colpita dalla sfortuna: anche qui, è capitato un imprevisto. In questo caso, la sfilata delle armi, missili, battaglioni di truppe e aeromobili sono avvenute secondo i piani, ma sul fiume Neva non sono apparse le dieci navi promesse – e nessuno ha dato una spiegazione. In Russia, dopo quella della Piazza Rossa a Mosca, la parata di San Pietroburgo è la seconda più grande: hanno partecipato oltre 4.000 soldati, circa 96 pezzi di armi pesanti e oltre 40 aeromobili. La marina militare, non potendo utilizzare le sue navi a Mosca, per mostrare i suoi mezzi di guerra usa tradizionalmente il fiume Neva.

Quest’anno, le autorità della città di San Pietroburgo hanno riferito d’aver preparato gli ormeggi per le navi e che alcune imbarcazioni da guerra erano arrivate a San Pietroburgo il 3 maggio. Ma il 6 maggio, apparentemente, sono arrivati degli altri ordini che hanno fatto muovere le forze navali già ormeggiate. Citando un membro del servizio navale anonimo, una famosa fonte di notizie locali, Fontanka, ha riferito che le navi da guerra sono state richiamate per imbarcare i missili che avevano parcheggiato prima di attraccare a San Pietroburgo. Le imbarcazioni militari, continua la fonte, sono state poi inviate in alto mare per contrastare la minaccia di un improvviso attacco missilistico americano.

Il giorno 4 maggio, il cacciatorpediniere statunitense, il Carney USS (DDG 64), presumibilmente carico di missili da crociera a lunga percorrenza, è entrato nel Mar Baltico e si è trasferito nella baia di Gdańsk, vicino all’enclave russa di Kaliningrad. Questo dispiegamento, ha apparentemente provocato il panico dei comandanti russi, tanto da obbligarli a mettere in mare tutti i mezzi pronti a combattere e a contrastare la minaccia. Altre fonti di informazione russe hanno tentato di conoscere il reale motivo e ottenere i chiarimenti ufficiali dell’improvvisa partenza delle navi, ma i tentativi sono stati vani: nessun commento ufficiale, se non una smentita che “la partenza delle navi non ha nessuna relazione con Carney USS”.

Il 7 aprile, i cacciatorpedinieri americani, USS Porter e USS Ross, hanno improvvisamente lanciato 60 missili da crociera Tomahawk (di cui uno non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo) sulla base aerea siriana di Shayrat, nella provincia di Homs. La forza aerea siriana precedentemente aveva utilizzato questa base per organizzare un attacco di armi chimiche alla città di Khan Sheikhoun. Le più moderne strutture VKS russe dispiegate in Siria, non solo non hanno bloccato l’attacco statunitense, ma sembra che abbiano anche avuto difficoltà ad intercettare l’arrivo dei missili da crociera americani.

La sfilata del 9 maggio sulla Piazza Rossa a Mosca, è il più importante annuale evento militare pubblico in Russia, ma dal punto di vista del personale militare russo, potrebbe essere inteso come potenzialmente il più pericoloso. Ogni anno, Putin, il primo ministro, Dmitry Medvedev (che, sotto la Costituzione russa, diventa presidente in carica se Putin è disabile), Shoigu, oltre a quasi tutti gli altri funzionari governativi e alti comandanti si trovano in un preciso momento tutti in un unico posto sotto una costante protezione; inoltre la loro presenza viene verificata costantemente con trasmissioni televisive live, visibili pubblicamente.

Così, ogni 9 maggio, la Russia rischia di essere totalmente “decapitata” – decimata della sua leadership militare / politica. Per fare questo, non è necessaria una bomba nucleare; ma con le armi ad alta precisione di oggi, sarebbero sufficienti una manciata di missili intelligenti e convenzionali da crociera. Così, quando la USS Carney improvvisamente “ha sbuffato” in una potenziale posizione di lancio, a circa 1.200 chilometri dalla Piazza Rossa, potrebbe esser scoppiato il panico tra tutti i capi supremi militari e non.

I pianificatori militari russi (ad esempio, il vice capo della principale direzione operativa, il tenente generale Viktor Poznikhir) stanno costantemente professando la minaccia di un attacco missilistico improvviso e furtivo contro la Russia, che potrebbe decapitare tutta la leadership e disattivare il suo potenziale strategico di dissuasione nucleare. L’alto comando russo, insieme alla comunità di intelligence, hanno costruito questo spaventoso scenario per “spaventare e obbligare” il Cremlino a mettere a disposizione sempre più fondi per “un massiccio riarmo nazionale”; ma ora sembra che i capi grossi del paese stiano proprio vivendo sotto quest’incubo.