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Manovra: Pd, dal 2018 addio a monete da 1-2 centesimi

Cronaca

​Addio, a partire dal primo gennaio 2018, alle monete da 1 e 2 centesimi. E’ quanto propone un emendamento del Pd alla manovra-bis (primo firmatario Boccadutri), in cui si specifica che il risparmio derivante dallo stop al conio e’ destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il primo settembre 2017, – si legge – si stabiliscono le modalita’ attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”. Oltre un terzo degli emendamenti alla manovra non passa il vaglio di ammissibilita’, mentre arrivano da tutti i gruppi come emendamenti alla manovra le proposte per sostituire i voucher, tra cui quella di un libretto di famiglia.

Dall’addio alle monete da 1-2 cent nel 2018, alle tante proposte per i nuovi voucher tra cui il Libretto Famiglia per sostituire i buoni lavoro aboliti dal governo. Sono alcune delle proposte di modifica alla manovrina. Gli emendamenti dichiarati inammissibili dalla Commissione Bilancio della Camera sono circa 900, mentre le proposte presentate in totale erano 2.517 ma circa un terzo sono state stoppate per estraneita’ di materia. Nel dettaglio un emendamento presentato dal Pd, a prima firma Sergio Boccadutri, prevede lo stop al conio di monete da 1 e 2 centesimi a partire dal 2018. La proposta affida a un decreto del Ministro dell’economia, da adottarsi entro il primo settembre 2017, “le modalita’ attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”.

Sempre un emendamento del Pd propone di istituire un ‘libretto’ per i piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap, l’insegnamento privato supplementare, i piccoli lavori di giardinaggio, nonche’ di pulizia e manutenzione dell’abitazione, la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, organizzate da soggetti non aventi finalita’ di lucro o da Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. I compensi non potranno superare i 5.000 euro nel corso di un anno e, fermo restando tale limite complessivo, le attivita’ occasionali possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 1.500 euro. Ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalita’ dei prestatori, non puo’ corrispondere compensi di importo complessivamente superiore a 7.500 euro. La retribuzione oraria e’ fissata in 12 euro.

Ma sono molte le proposte per sostituire i voucher appena soppressi dal governo. Un emendamento presentato dalla Lega, a prima firma del deputato Roberto Simonetti, introduce la card per il lavoro saltuario e temporaneo, che e’ nominativa e viene rilasciata dagli uffici postali, e su cui possono essere accreditati compensi per attivita’ lavorative temporanee, svolte anche in favore di piu’ committenti, non superiori a 7.000 euro nel corso di un anno solare. Possono richiederla i disoccupati da oltre un anno; le casalinghe e i pensionati; i giovani di eta’ inferiore a 25 anni che frequentano l’Universita’ o un qualsiasi istituto scolastico, i disabili e i soggetti in comunita’ di recupero.
Poi ci sono i Cheque orari proposti dal Movimento Cinque Stelle, per prestazioni di lavoro accessorio il cui valore nominale e’ fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attivita’ lavorative e delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali. Anche Ap propone di introdurre i coupon di lavoro orari, numerati progressivamente e datati, per prestazioni di lavoro occasionale. Un emendamento del Pd a prima firma di Bruno Bossio prevede il rinvio dell’estensione dello split payment dal 1 luglio 2017 al 1 gennaio 2018.

Un’altra proposta di modifica presentata dal deputato pd, Antonio Misiani, chiede invece che le disposizioni si applichino alle operazioni per le quali e’ emessa fattura non a partire dal 1 luglio 2017, come previsto dal decreto, ma dal quarto mese successivo alla pubblicazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. Infine un emendamento presentato da Scelta Civica-Ala, a prima firma Enrico Zanetti, chiede di riaprire i termini per la rottamazione delle cartelle esattoriali in modo da dare la possibilita’ a quei debitori che non abbiano chiesto di avvalersi della definizione agevolata entro il 21 aprile 2017 di farlo entro il 31 ottobre 2017. Entro il 31 dicembre 2017, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonche’ quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza. Per il 2018, la scadenza delle singole rate e’ fissata nei mesi di febbraio, aprile e giugno e per il 2019 nei mesi di gennaio e giugno.

Non passano invece le proposte di modifica per applicare l’aliquota Iva al 4% per i prodotti sostituivi del pane e i prodotti dell’infanzia, da pannolini ai biberon. Non passa anche il vaglio delle ammissibilita’, la proposta di modifica allaManovra per attrarre fiscalmente i pensionati stranieri in Italia. L’emendamento presentato da Enrico Zanetti e Giulio Cesare Sottanelli di Scelta Civica-Ala prevedeva di tassare con un’aliquota agevolata al 10%, per 15 anni, i redditi da pensione erogati da soggetti esteri di chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia e che non sia stato residente fiscalmente nel nostro Paese per un periodo di 9 anni nei 10 precedenti a quello in cui avviene il trasferimento.

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