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Elenchi massoni/ Effetto valanga dai sequestri

Cronaca

Le domande delle Logge mondiali e il rischio di fuga dalle obbedienze

Roberto Galullo

La decisione della Commissione parlamentare antimafia di far sequestrare dalla Gdf gli elenchi dei massoni iscritti in Calabria e Sicilia alle quattro principali obbedienze, un effetto certamente l’ha avuto: porre una serie di quesiti sulla tenuta della fratellanza italiana.

Un cervello normodotato (ma ammetto di essere abbondantemente sotto la soglia minima di quoziente intellettivo ed è per questo che le mie stanche cervici chiedono asilo a questo umile e umido blog) si chiederebbe infatti: ma cosa sta passando per la testa dei vertici – innanzitutto – della Gran loggia unita d’Inghilterra, che viene testualmente definita sul sito della Glri (Grande oriente regolare d’Italia) «la madre delle massonerie mondiali»?

Già perché se fossi sua altezza il Duca di Kent e Gran Maestro della United Grand Lodge of England, principe George Nicholas Paul Patrick Edward, mi girerebbero abbondantemente le pubenda (seppur reali). «Poffarbacco ‘sti italiani – ragionerei io a voce alta magari in romanesco e senza pastrano anziché in inglese e con il grembiule – non puoi distrarti un attimo che combinano un casino. Prima, negli anni Ottanta lo scandalo P2, poi negli anni Novanta la procura di Palmi con la richiesta degli elenchi dei fratelli del Grande oriente e ora, che credevamo dalle parti di Londra di averla sfangata nel nuovo millennio, ecco che ’sti mangiaspaghetti ci rincasinano la vita addirittura con l’irruzione a gamba tesa della Commissione parlamentare antimafia! What do we do now?». Detto in romanesco: «che famo ‘mo?». In italiano: «Come ci comportiamo?».

Ma sempre il mio cervello sottodotato amplia lo spettro della stessa, identica domanda a tutte le altre logge mondiali in rapporti con le obbedienze italiane. Dall’Islanda al Burkina Faso la domanda che risuona sarà sempre la stessa: ma che succede ora nei Templi del Belpaese a seguito di questa prolungata attività della Commissione antimafia e delle indagini ad ampio spettro di alcune Procure?

Il Duca di Kant, in occasione della comunicazione trimestrale dell’8 dicembre del 1993, conferì il proprio ambito riconoscimento alla Glri, sottraendolo al Grande oriente d’Italia. La decisione dell’antico gruppo inglese venne seguita, poco dopo, anche dalla Gran loggia nazionale francese, dalla Gran loggia d’Irlanda e dalla Gran loggia di Scozia. Successivamente si schierarono al fianco del nuovo gruppo la Gran loggia dello Stato di Israele e la Gran loggia di Turchia. Poi è stata la volta del Grande oriente del Brasile, della Gran loggia del Camerun, della Gran loggia del Burkina Faso, della Gran loggia del Benin, della Gran loggia della Costa d’Avorio, della Gran loggia del Senegal, alla Gran loggia del Togo e di altre Grandi logge.

Già, perché prima il riconoscimento inglese apparteneva al Goi ma, come si legge testualmente sul suo sito, «nel 1990 fu eletto gran maestro Giuliano Di Bernardo che fu però espulso nel 1993 per alto tradimento a seguito della sua secessione che originò, con pochi seguaci, un’altra organizzazione massonica. Tutto fu in concomitanza con un’indagine sulla massoneria e presunte trame occulte, poi finita nel nulla e definitivamente archiviata nel 2000, condotta dall’allora procuratore della Repubblica di Palmi Agostino Cordova. Questi fattori minarono il grande lavoro di recupero del gran maestro Corona e imposero l’urgenza di avviare un nuovo corso della massoneria in Italia».

Ma il Goi – attenzione – non ha mai abbandonato l’idea di farsi riabbracciare dalla Loggia inglese e nel frattempo, per mostrare i muscoli, ricorda che è in relazioni di mutuo riconoscimento con 193 Grandi logge massoniche regolari nel mondo e partecipa ufficialmente alla Conferenza mondiale delle Grandi logge massoniche regolari, alle conferenze dei Grandi maestri del Nord America, ai meeting della confederazione massonica interamericana, alle conferenze e ai meeting dei Grandi segretari e dei Grandi maestri europei. Tie!

Per la prima volta dal 1993, un Gran maestro del Goi il 5 novembre 2007 varcò la soglia del Tempio della Gran loggia unita d’Inghilterra a Freemasons’Hall, in occasione del meeting speciale sui principi della regolarità massonica e sui riconoscimenti internazionali tra le Gran logge.

L’agenzia di stampa AdnKronos, interamente ripresa da Erasmo notizie, (anno VIII, numero 19-20, 15-30 novembre 2007, pagine 2, 3 e 4), scriverà testualmente: «Disgelo tra il Grande oriente d’Italia, la più importante obbedienza massonica del Paese, e la Gran Loggia d’Inghilterra. Dopo 14 anni il Goi è infatti tornato a Londra: una svolta storica che segna l’avvio di un processo per ristabilire, dopo gli stessi anni di interruzione, le relazioni tra le due obbedienze. Soddisfatto Raffi(Gustavo Raffi, all’epoca Gran maestro, ndr), che all’Adnkronos ha riferito: “Nel mio intervento ho ricordato il ruolo storico che il Goi svolge da 200 anni e sottolineato come il Grande Oriente, che in questo momento è in piena fase di espansione, abbia riconquistato a pieno il suo prestigio, rivolgendosi soprattutto ai giovani e facendo leva sui valori della tradizione. E per quanto riguarda, poi, la questione dei riconoscimenti internazionali, tengo a dire che a Londra non sono andato a svolgere una difesa. Nel mio intervento ho ribadito che noi ci opponiamo a ogni operazione che voglia violare il principio dell’unicità delle Gran logge sul suolo nazionale (giurisdizione esclusiva, ndr). Una tale modificazione aprirebbe uno scenario di anarchia imprevedibile, le cui conseguenze sarebbero esiziali. Il Grande oriente d’Italia si è già tempo adoperato e con successo in un processo di normalizzazione della situazione, riaccogliendo molti fratelli che si erano perduti in una diaspora apertasi alcuni anni or sono, mediante processi di regolarizzazione di singoli e con essi di intere logge, purché regolari (…)”.E’ in aumento il numero degli iscritti, che hanno superato il tetto dei 19 mila in tutt’Italia, e di quanti, per dirla in gergo, bussano alle porte del tempio. Con l’età media degli iscritti che è in continua discesa. Indice di una palese sintonia con le nuove generazioni, che ritrovano nelle logge un ambiente di armonia e di crescita spirituale”.

Un vero e proprio esercito che comincia a fare invidia alle altre obbedienze europee. Di qui il ramoscello d’ulivo teso da Londra?

“Oggi noi ci siamo guadagnati stima e rispetto – spiegò il Gran Maestro – e gli attacchi gratuiti, peraltro inevitabili, sono sempre meno efficaci, poiché trovano ampie e circostanziate risposte, non solo da parte nostra ma dalle stesse istituzioni dello Stato. Non si dimentichi, inoltre, il ruolo che noi abbiamo avuto presso la Corte di Strasburgo nel far sanzionare, con sentenze, leggi illiberali che miravano a perseguitare gli appartenenti alle istituzioni liberomuratorie del nostro Paese. Si rammenti che se noi avessimo perso queste cause, le conseguenze di tale rovescio si sarebbero sentite anche presso altre obbedienze, visto che di tanto in tanto altre nazioni sono a loro volta attraversate da sentimenti ostili alla Libera muratoria”».

Questa domanda su cosa sta attraversando la testa dei vertici innanzitutto del Duca di Kent e a raffica di tutti gli altri Gran maestri in giro per il globo terracqueo, ne trascina – a modesto avviso di questo umile e umido blog – un’altra: quanti fratelli stanno lasciando o lasceranno le obbedienze sotto la lente della Commissione parlamentare antimafia e di diverse procure italiane, a partire da Palermo, Reggio Calabria e Catanzaro?

Già perché se al Duca vorticano (presumibilmente) le pubenda reali, ai fratelli la qualunque roteano quelle plebee. Non deve essere facile stare sotto i riflettori con le premesse scritte nero su bianco da Rosy Bindi, non solo in Calabria e Sicilia interessate dal sequestro degli elenchi ma anche nelle altre regioni i cui iscritti temono che, prima o poi, arriverà anche il loro turno.  E si sa che i massoni – checché dicano di vivere alla luce del sole – preferiscono non esporsi e tenersi al riparo perfino dai venticelli. Figuriamoci dalle bufere.

Ed allora il quesito ne trascina uno ulteriore: chi deciderà di mollare dove andrà? La risposta è che, verosimilmente, resterà a bagnomaria a guardare (per un po)  gli eventi. Inoltre, quali “profili” decideranno di uscire dalle obbedienze?

Comunque la pensiate, cari lettori, il danno, a parere di questo umile e umido blog, appare enorme.

Alla prossima settimana con nuove (ed esclusive) puntate della telenovela “Massoni in Commissione” (spero che mi sia consentito di sdrammatizzare senza, ovviamente, alcuna intenzione di mancare di rispetto a nessuno!)

r.galullo@ilsole24ore.com


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