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Il risveglio dei giganti di Mont’e Prama a Pechino

Arte, Cultura & Società

“Si tratta di un’ulteriore, preziosa occasione per promuovere la Sardegna in Cina”, ha affermato Ettore Sequi, ambasciatore d’Italia in Cina, ad apertura della conferenza. “Il grande pubblico cinese è sempre più interessato alla Sardegna, alla sua cultura e ai suoi prodotti, soprattutto dopo l’importante visita del novembre 2016 svolta dal presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping”.
Nel marzo 1974, Yang Zhifa a Lington (Xi’an, Cina) e Sisinnio Poddi a Mont’e Prama, due contadini l’uno distante dall’altro 8500 chilometri, riportarono alla luce due tra i più importanti siti archeologici del mondo, destinati a fare riscrivere i testi della storia dell’arte. Benché diversissime per numero, materiali ed epoche di appartenenza, le statue di Xi’an e di Mont’e Prama sono espressione di due periodi storici che il destino ha voluto accomunare nella straordinaria qualità artistica e nelle modalità del ritrovamento.

Se lo schieramento di oltre diecimila soldati d’argilla a Xi’an è rimasto nascosto dal 210 a.C., i cinquanta (per ora) giganti di arenaria, custodi di altrettante tombe in Sardegna, hanno riposato sotto terra per oltre tremila anni. Scolpiti nel IX secolo a.C., furono poi distrutti in oltre 5000 frammenti dalla furia di successivi invasori che conquistarono l’isola. È grazie alla paziente opera dei restauratori che oggi possiamo ammirarli nei musei di Cabras e Cagliari.
Le statue rappresentano differenti figure di “eroi”: gli arcieri con l’arco, i guerrieri che si proteggono con uno scudo circolare, i pugilatori con un guanto armato. I giganti vengono rappresentati con dei tratti stilizzati e fortemente simbolici. Gli occhi, in particolare, sono composti da due cerchi concentrici di forte impatto visivo.


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