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Trump a Roma con la ‘Bestia’. video

Cronaca

Donald Trump (Afp)

L’auto presidenziale, alias ‘Cadillac One’, più che a una vettura somiglia a un blindatissimo rifugio su quattro ruote. Una berlina nera, scrive il ‘Daily Mail’, che fa parte di una flotta di 12 auto dal costo di un milione e mezzo di dollari ciascuna, realizzata appositamente per gli inquilini della Casa Bianca. La ‘Bestia’ è il probabilmente il veicolo più sicuro al mondo, paragonabile a un carrarmato: il parabrezza anteriore è in grado di resistere ai proiettili, la carrozzeria è rinforzata e blindata con placche spesse 20 centimetri fatte di acciaio, titanio, alluminio e ceramica.

I finestrini sono realizzati in vetro antisfondamento e composti da cinque strati in policarbonato e l’unico che può essere aperto è quello del conducente. Tra le dotazioni dell’auto figurano anche delle scorte di ossigeno, in caso di attacco chimico, e delle sacche di sangue con lo stesso gruppo sanguigno del presidente, qualora ci fosse bisogno di una trasfusione di emergenza.

Sparare alle gomme della ‘Bestia’ non servirebbe a nulla perché gli pneumatici Kevlar sono rinforzati in modo da poter sfrecciare anche se a terra. Nella griglia anteriore del veicolo, inoltre, sono custodite delle pistole che possono essere utilizzate per difendersi in caso di attacco e il mezzo è dotato di lancia lacrimogeni. All’interno dell’auto, fabbricata da General Motors, ci sono anche telecamere a infrarossi e un sistema antincendio.

La ‘Bestia’ è guidata da uomini selezionati e addestrati dai sevizi segreti statunitensi, e non è l’unico mezzo ad alta tecnologia che fa parte della flotta presidenziale. Sull’auto è piazzata un’antenna che consente la comunicazione in tempo reale con Washington e con il Pentagono in caso di emergenza o grave crisi e a viaggiare con Trump c’è anche la ‘Nuclear Football’, una valigetta che contiene le istruzioni in caso di attacco militare.

E se è vero che la supercar è in grado di ‘disinnescare’ a distanza qualsiasi minaccia, in passato non sono comunque mancati piccoli incidenti di percorso. Una delle poche volte in cui la ‘bestia’ è finita al tappeto è stato nel 2013, durante un viaggio in Israele, quando un autista fece rifornimento sbagliando carburante. L’errore mise in allarme i servizi segreti che cercarono repentinamente un veicolo adatto a trasportare il presidente Obama a Tel Aviv. Il personale di Obama aveva studiato ogni imprevisto con la ‘Bestia’, comprando generatori e attrezzature di backup, in modo da scongiurare malfunzionamenti. Quello che non avevano previsto, però, era di dover fare i conti con un errore umano.


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