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AAI (Africa Attractiveness Index) – Il Marocco al primo posto

Estero

L’indice di attrattrattività dell’Africa AAI (Africa Attractiveness Index) emesso dagli analisti economici di Ernst & Young, il conosciutissimo network mondiale di revisione, posiziona il Marocco in testa ai paesi africani tra i più attrattivi in termini di investimenti diretti esteri (IDE) per l’anno 2017.

Il Marocco, stabilendosi in prima posizione nella classifica dei paesi più favorevoli agli affari, destituisce il Sud Africa, posizionandolo al terzo posto della classifica dietro al Kenya.

La quarta posizione spetta al Ghana davanti alla Tanzania quinta. Nessun altro paese del Nord Africa figura nelle Top-ten delle destinazioni africane più attrattive per gli investitori.

Nel 2016 il rapporto, classificava il Marocco come il secondo paese africano beneficiario degli investimenti diretti esteri con un aumento del 9,5% per gli investimenti di capitale e il 46% per i progetti.

Nel 2016 la Cina, è stato il paese che più ha investito in Africa, è quanto ha indicato il giornale economico americano Quartz che, precisa che la Cina, ha investito 36 miliardi di dollari nel continente, superando di gran lunga gli 11 miliardi di investimenti degli Emirati Arabi Uniti.

Tra i tre principali beneficiari degli investimenti cinesi in Africa, il Marocco detiene il secondo posto con 81 progetti cinesi di investimento diretti nel 2016, dietro il Sudafrica con 139, al terzo posto l’Egitto con 79 progetti IDE.

Nel maggio 2016, quindici convenzioni sono state sottoscritte  tra gruppi marocchini e cinesi a seguito della visita ufficiale del re del Marocco Mohammed VI in Cina.

Le convenzioni, hanno l’obiettivo di rinforzare la cooperazione bilaterale nei settori a forte potenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro e altro diversificato valore aggiunto, come l’automotive, il tessile e l’aeronautica (tre pilastri di accelerazione industriale di Moulay  Hafid Elalamy), ma anche il settore degli elettrodomestici e della logistica. L’obiettivo è anche quello di preparare il terreno in modo che le aziende cinesi diventano più prevalenti in Marocco.

Il rapporto rileva anche che il Marocco resta la destinazione preferita degli investitori francesi, con una partecipazione di 27,2  nei progetti IDE, seguito dal Sudafrica (12,4), la Costa  d’Avorio (12,4) e la Tunisia (8,6).

Secondo il rapporto di Ernst & Young, il Regno del Marocco ha guadagnato la fiducia degli investitori stranieri grazie alla sua stabilità politica che, ha saputo gestire e misurare la resistenza di ogni paese, contro le pressioni macroeconomiche, anche in base al peso degli investimenti diretti esteri (IDE) capitalizzando per il progresso nelle aree sensibili a lungo termine, come la governance, la diversificazione economica, le infrastrutture, le imprese e lo sviluppo umano.

Il Marocco di anno in anno è riuscito a migliorare la sua immagine di ambiente estremamente favorevole agli affari malgrado le «primavere arabe», passando da 5 progetti IDE nel 2014 a 14 nel 2016. Il Paese si presenta come un’ottimale base di esportazione per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.

Diversificazioni

Il Regno, occupa il primo posto in termini di investimenti nel settore dei trasporti e della logistica con 12 progetti IDE, quattro volte più che nel 2015 (3 progetti), seguito dal Sudafrica, dal Mozambico e dall’Egitto. Stessa cosa di può dire per quanto riguarda il settore automobilistico che ha registrato in Marocco un aumento dei progetti IDE del 6,5% dei progetti IDE nel 2016 rispetto al 2015, 14 progetti di investimenti esteri diretti, seguito da Sudafrica, Algeria, Tunisia e Nigeria.

Il documento segnala inoltre che gli investimenti marocchini all’estero sono diventati sempre più numerosi e importanti a partire dal 2016. Il Regno ha lanciato un totale di 17 progetti di investimenti intraregionali, il numero più altro da un decennio a questa parte.

Questa tendenza si inscrive in quelli che sono gli sforzi del Marocco di diversificare la sua economia ancora altamente dipendente dall’Europa.

La reintegrazione del Marocco nel gennaio 2017 nell’Unione africana, dopo un’assenza di più di 30 anni, ha orientano le Banche marocchine ad investire fortemente nei paesi africani in particolare del sud.

Luigi Palumbo

Redazione estera Area Mediterranea, Balcani e Paesi Arabi


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