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“Easy Rider” (Dennis Hopper,1969)

Cinema

Grande successo di pubblico, simbolo della controcultura hippy e film emblematico della New Hollywood. Prodotto da Peter Fonda e diretto dall’attore Dennis Hopper amico di James Dean e anche attore al suo fianco in “Gioventù bruciata” e “Il gigante” del 1955.

Hopper, qui, è al suo esordio da regista, dotato di una personalità eccentrica, poliedrica e anticonformista, passerà alla storia del cinema oltre che per aver diretto questo film anche per le opere successive come il delirante e caotico “Fuga da Hollywood”(1971) e il bellissimo“Colors-Colori di guerra” del 1988.

“Easy Rider” in realtà fu scritto anche con Peter Fonda, Jack Nicholson, Harry Jaglom e Bob Rafelson, tutta gente che ha plasmato il nuovo cinema americano appunto definito New Hollywood ovvero il New American Cinema che decreta la fine della Hollywood classica e sancisce la rinascita del nuovo cinema americano dalle ceneri del vecchio cinema che vedrà tra i protagonisti molti giovani autori: Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Brian De Palma, Bob Rafelson, Terrence Malick, George Lucas, Stephen Spielberg, Peter Bogdanovich, Jerry Schatzberg, Arthur Penn, Robert Altman, Robert De Niro, Jack Nicholson, Dennis Hopper, Monte Hellman, William Friedkin, Mike Nichols, Dustin Hoffman, Sam Peckinpah, Hal Ashby, Faye Dunaway…la maggior parte di questi nomi, scoperti e prodotti dal  mitico Roger Corman.

Ritornando al film “Easy Rider”, Hopper dichiarò di essersi ispirato sia ai film “motociclistici” di Roger Corman ma anche al film di Dino Risi “Il sorpasso” che in America uscì col titolo “Easy Life”. Infatti si tratta di un road movie e i protagonisti, interpretati da Dennis Hopper e Peter Fonda, non sono due cowboy a cavallo ma due motociclisti su due chopper che intraprendono un viaggio sia fisico che lisergico verso il carnevale di New Orleans…con un tragico finale.

Emerge il disagio non solo narrativo ma anche reale dei protagonisti, continuamente osteggiati dalla società. Il loro vagabondare, sarà costellato da svariate avventure e conoscenze tra le quali un avvocato alcolizzato molto originale, interpretato da un giovane Jack Nicholson, candidato per la prima volta nella sua carriera, all’oscar come attore non protagonista.

Il film presenta una struttura ed un’estetica improvvisata e disordinata ed è proprio questo aspetto che lo caratterizza per originalità, le riprese furono effetuate in 16 mm poi gonfiate a 35.

Emblematica risulteranno alcune scene come quella allucinata del cimitero, un esempio incredibile di cinema lisergico davvero pregevole e visionario, oppure, bellissime e poetiche tutte le scene in motocicletta supportate da una colonna sonora leggendaria: Steppenwolf, Jimi Hendrix e Byrds.

È triste morire senza aver visto “Easy Rider”!

Lino Aulenti


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