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Ucraina: una nazione (in)felice?

Estero

 di Bedris

Nella quinta relazione mondiale della felicità rilasciata dall’ONU due mesi fa, l’Ucraina è stata classificata 132° su 155 paesi, diventando lo stato europeo più infelice. Ma è veramente così?

Nella quinta relazione mondiale della felicità pubblicata due mesi fa dall’ONU, l’Ucraina è stata classificata 132° su 155 paesi, con un punteggio di 4.096 – la Norvegia, che occupa la prima posizione ha 7.537 punti. Nell’ultimo anno, l’Ucraina è scesa di 9 posti nella classifica della felicità, raggiungendo così il suo minimo storico. Oggi, l’Ucraina è diventata il paese più insoddisfatto d’Europa; ma da persona che vive all’interno del paese, posso chiedermi, siamo veramente così desolati? E, in caso affermativo, perché? Oppure, questo risultato è influenzato dalla metodologia della classificazione e della ricerca?

La Relazione sulla Felicità Mondiale è la più autorevole classifica internazionale che misura la felicità in tutto il mondo. La lista è stata pubblicata per la prima volta nel 2012, il 20 marzo, la Giornata Internazionale della Felicità.
La graduatoria include indici obiettivi – PIL pro capite e anni di vita sani – nonché i risultati di un sondaggio di opinione in cui i partecipanti rispondono ad una serie di domande sulla libera scelta, la benevolenza (determinata in base alla disponibilità di fare donazioni), il sostegno sociale (avere qualcuno su cui fare affidamento in tempi di difficoltà) e la fiducia (presenza o assenza di corruzione nei governi e negli affari). L’indagine di opinione è stata condotta dall’Istituto Gallup. In ognuno dei paesi presi in esame, ci sono stati mille intervistati. Gallup conduce tali indagini annualmente.

Tra i paesi europei, l’Ucraina è l’unica che si trova in fondo alla classifica. I paesi limitrofi sono classificati in posizioni più alte: la Russia è al 49° posto (5.963 punti); Polonia, 46° (5,973); Bielorussia, 67° (5.569); e la Moldavia, 55° (5.838).
La posizione dell’Ucraina non è sempre stata così bassa: prima del 2015, il paese occupava 40 posti più in alto. Tuttavia, la classifica ucraina ha mostrato per tre anni di fila una dinamica negativa. Nel 2012 e nel 2013, il Paese era tra i primi 100 più felici; ma a partire dal 2015 (nel 2014 la classifica non è stata pubblicata) il paese ha cominciato a scendere: al 111° posto nel 2015; 123° nel 2016; e 132° nel 2017 (Figura 1). Va notato che il numero dei paesi in cui la felicità è stata misurata è rimasta pressoché uguale.

I sociologi di Gallup però, hanno notato un fattore: negli ultimi tre anni la classifica dell’Ucraina ha raggiunto il suo minimo storico. Inoltre, secondo Gallup, l’Ucraina è nei primi cinque paesi, con le dinamiche di classifica riguardo la felicità, più negative degli ultimi 10 anni. Dopo aver confrontato i dati del sondaggio del 2005-2007 e 2013-2014, gli autori della relazione hanno concluso che l’indice di felicità dell’Ucraina è diminuito di 0,930 punti. Solo il Botswana, la Grecia, la Repubblica Centrafricana e il Venezuela hanno registrato maggiori diminuzioni.

Sociologi esperti hanno attribuito il deterioramento della posizione ucraina in questa speciale classifica ad una serie di fattori, di cui il primo è il peggioramento della situazione economica e la guerra in atto nel Donbas, e il secondo è costituito dalle maggiori richieste della società ucraina dopo la Rivoluzione della Dignità.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il PIL 2016 pro capite dell’Ucraina (in termini di parità di potere d’acquisto) ammonta a 8.305 dollari, con un aumento di 310 dollari dal livello del 2015, ma ancora tra i più bassi indici della regione (per esempio in Russia il PIL pro capite è di 26.490 dollari, in Polonia di 27.764 dollari, in Bielorussia di 18.000 dollari).

In secondo luogo, il posto ucraino nella classifica generale è stato influenzato dalla lunghezza di una vita sana. Si tratta di un indice, che misura il numero di anni in cui una persona può condurre una vita sana e attiva (da non confondere con l’aspettativa di vita media dalla nascita). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’aspettativa di vita media in Ucraina è di 64,1 anni, mentre in Polonia è 68,7; in Romania, 66,8; e nella Repubblica Ceca, 69.4. Nei paesi dell’Europa occidentale, questo parametro supera i 70 anni. Tuttavia, questi dati non riescono a spiegare la netta differenza tra l’indice di felicità dell’Ucraina e gli indici degli Stati ex-URSS. In particolare, in Bielorussia la durata media della vita sana è di 65,2 anni (nella classifica, la Bielorussia è 65 posti più in alto rispetto all’Ucraina); in Moldavia, 64,9 anni (77 posti più alti); in Russia, 63.4 anni (83 posti in più).

Tuttavia, negli ultimi 15 anni la vita sana degli ucraini è aumentata di quattro anni – da 60,4 nel 2000 a 64,1 ad oggi. Pertanto, l’indice di felicità dell’Ucraina non può essere influenzato dalle dinamiche della durata della vita sana.
Parlando di criteri soggettivi, gli indici più bassi sono stati quelli che hanno riflesso la libera scelta nella vita e la percezione della corruzione: quest’ultimo indice indica che gli ucraini non si fidano né del loro governo, né degli affari. Però, il livello di benevolenza (generosità) degli ucraini è elevato.

Cosa misura veramente la classifica?
Abbiamo coinvolto dei sociologi per capire come leggere la classifica della felicità dell’ONU. Yevhen Golovakha, il vice direttore per la ricerca presso l’istituto di sociologia NASU, afferma che la classifica della felicità dell’ONU non riesca a riflettere il livello di felicità: “Questa classifica della felicità rivela uno stato di cose in un paese, piuttosto che come la gente si sente davvero. Si riferisce principalmente ai prerequisiti della felicità”, sostiene Golovakha.

Secondo i sociologi ucraini, nella maggior parte dei paesi del mondo l’elenco dei fattori che hanno la più grande influenza sulla felicità, è sovrastato da quelli relativi alla vita privata di un individuo: la famiglia, la salute, la fiducia nel futuro, la posizione finanziaria, il lavoro e i bambini. L’Ucraina non fa eccezione, a parte il Donbas, dove la sicurezza è in primo luogo. C’è tuttavia una caratteristica più specifica: a differenza degli Stati Uniti, del Canada e di altri paesi “felici”, in Ucraina la propria posizione finanziaria influenza la percezione della felicità in modo proporzionale.

“Finché il livello materiale è molto basso e la gente si concentra sul miglioramento del loro benessere, il livello di felicità è in aumento (parallelamente all’aumento del tenore di vita); ma una volta che i bisogni fondamentali sono stati soddisfatti, diventare ancora più benestanti non porta ad una maggiore felicità”, spiega Iryna Bekeshkina, la responsabile della Fondazione Iniziative Democratiche di Ilko Kucheriv.
Yevhen Golovakha attribuisce la diminuzione della posizione di felicità dell’Ucraina al deterioramento della situazione economica e delle opinioni pessimistiche sul futuro. “Anche se gli indici economici oggettivi sono migliorati, le persone non sempre si sentono meglio. Pertanto, ciò rivela la loro mancanza di fiducia nel futuro”, sottolinea il sociologo.
Volodymyr Paniotto, direttore generale dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, aggiunge che la diminuzione del livello di felicità è dovuto in parte ai mass media. Secondo Paniotto, “le lotte politiche, le guerre d’informazione e i media liberi fanno percepire alla gente una situazione peggiore di quello che è in realtà”.

Volodymyr Paniotto nota inoltre, che l’indice di felicità molto basso dell’Ucraina è principalmente correlato non tanto a ragioni economiche dirette, quanto al modo in cui la gente percepisce la situazione economica e politica. “Una tale grande differenza deriva da parametri soggettivi – soddisfazione con la vita in generale e aspetti diversi della felicità, che può essere interpretata come una frazione – dove soddisfare alcune o altre esigenze è il numeratore e il livello di aspirazioni il suo denominatore – Quindi, questo è un indice specifico”.

Ancora di più, il sociologo ritiene che alcuni dei componenti del rating Internazionale della Felicità siano molto controversi. A esempio, se confrontiamo l’indice di scelta libera dell’Ucraina con quello della Federazione russa, Paniotto afferma che l’alto punteggio russo è certamente sbagliato: “È semplicemente ridicolo che la libertà di scelta sia tre volte superiore in Russia [che in Ucraina – nota dell’editore] – sottolinea il sociologo – Se l’avessimo misurato durante i tempi di Stalin sarebbe stato ancora più alto. In una società senza canali televisivi dell’opposizione, le persone sono sicure che tutto va bene con la loro libertà. Anche se qualsiasi osservatore [esterno] può vedere che tipo di libertà esiste”.
La situazione con la fiducia nel governo è molto simile, conferma Paniotto: “In Russia, la fiducia del pubblico nei governi è più alta perché praticamente non esistono mezzi di opposizione”.

I sociologi internazionali hanno messo in discussione anche se questa classifica debba essere ritenuta idonea a dare una misura della felicità; tuttavia, Gallup insiste che la classifica può essere utilizzata per valutare contemporaneamente la felicità e la soddisfazione della vita. Secondo Jon Clifton, amministratore delegato di Gallup World Poll, tutto dipende dal modo in cui si percepisce la felicità. Se la felicità si basa sulla valutazione dello standard di vita su una scala da 0-10, i residenti della Scandinavia verranno considerati i più felici; ma se la felicità è interpretata come emozioni esposte verso l’esterno, sorrisi e risate, i più felici saranno quelli che vivono in America Latina.

Le indagini effettuate dai sociologi ucraini rivelano un quadro radicalmente diverso. In particolare, secondo la classifica della felicità pubblicata annualmente dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv (KIIS), il 54% degli ucraini si considera felice (sì, 23%; più probabilmente sì che no, 31%), mentre il 19% pensa di essere infelice (sì, 11%; più probabilmente si che no, 8%). In Ucraina, a differenza della classifica mondiale, i partecipanti avevano solo una domanda da rispondere: “Pensi di essere una persona felice?”

KIIS sta misurando la felicità dal 2001. Durante i 17 anni il numero degli ucraini felici è aumentato dal 38% al 54%. La figura attuale non è tuttavia un record: nel 2010 il 65% degli intervistati ucraini ha dichiarato di essere felice. Tra il 2011 e il 2014, il livello di felicità è sceso del 5 per cento e poi ha continuato a diminuire gradualmente fino al 54%.

Volodymyr Paniotto attribuisce la diminuzione del livello di felicità post-2014 alla liberalizzazione dei mass media, alla crescente critica dei media e ad un crescente livello di aspettative sociali che non vengono soddisfatte a causa della mancanza di riforme. “Uno dei fattori principali della diminuzione della felicità è la maggiore libertà dei media: porta a critiche più pesanti e ad alti livelli di aspirazioni e aspettative. D’altra parte, se non ci sono riforme veloci, o se si evolvono lentamente, le persone assumono un atteggiamento più critico nei confronti del governo”, osserva il ricercatore.

La diminuzione del livello di felicità può anche essere legata ai crescenti livelli di povertà e stress. Eppure, questo era rilevante per il 2015, mentre nel 2016 questi parametri si sono allineati. “Se la situazione economica e militare si stabilizza, la situazione sociale del paese migliorerà gradualmente”, prevede Paniotto.
Il 23 marzo Gallup ha pubblicato un’altra indagine, che ha individuato i paesi in cui i residenti sono più e meno soddisfatti della loro vita. Come si è scoperto, la soddisfazione con la vita in Ucraina è ancora inferiore di quella del livello di felicità. Gli ucraini sono stati classificati al terzo posto tra i paesi i cui residenti sono meno soddisfatti della loro vita. Quindi, i ricercatori hanno scoperto che il 41% della popolazione ucraina soffre, il 50% sta cercando di sopravvivere e solo il 9% si sente bene. Secondo Gallup, la percentuale di coloro che soffrono è “la più alta che Gallup ha registrato negli stati post-sovietici”. Il livello di insoddisfazione con la vita è più elevato solo ad Haiti (43%) e nel Sud Sudan (47%).

Nell’ambito di questo sondaggio (che Gallup conduce annualmente nella maggior parte dei paesi del mondo), i partecipanti devono valutare la loro attuale situazione su una scala da 1 a 10, con 1 che rappresenta la peggiore situazione (sofferenza) e 10 essere la migliore (fiorente).
Vorremmo anche ricordare alcune altre importanti conclusioni di tale indagine. In primo luogo, una solida maggioranza degli ucraini (57%) crede che la loro vita stia peggiorando. In secondo luogo, quasi la metà della popolazione del paese (46%) dice che talvolta non dispongono di denaro sufficiente per il cibo e per soddisfare le esigenze fondamentali. Questa è la figura più alta che Gallup ha registrato da sempre in Ucraina e una delle più elevate in tutta Europa.

L’unica posizione in cui l’Ucraina ha un posto decente è l’indice Happy Planet. Nel 2016, l’Ucraina è stata settantesima tra 140 paesi, ottenendo 26,4 punti di un massimo possibile di 50.
L’indice misura quattro parametri: aspettativa di vita, benessere, disuguaglianza e impronta ecologica. In particolare, l’Ucraina è stata classificata all’ottavo posto con una speranza di vita media (70,3 anni), 82 nel benessere (5 punti su 10), 49 nella disuguaglianza (17% ) e 76 nell’impronta ecologica (2,6 ettari pro capite). L’obiettivo principale dell’indice è quello di identificare in che modo la gente utilizza le risorse naturali per procurarsi una vita felice. La metodologia specifica dell’indice è il motivo per cui i posti migliori della classifica sono occupati da Costa Rica, Messico e Colombia, mentre i paesi meno felici sono Togo, Lussemburgo (basso indice ecologico) e Ciad.

A giudicare dai suddetti indici, si può affermare che i cittadini ucraini sono felici e infelici allo stesso tempo. Molto dipende dal modo in cui è valutata la felicità, dalla situazione economica, dagli atteggiamenti soggettivi, ecc. Il parametro della felicità non può essere misurato con precisione. Tuttavia, nonostante le carenze delle valutazioni citate nella relazione dell’ONU, questi risultati non devono essere respinti, poiché raccontano molto del parere della popolazione sullo stato di cose di un paese.


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