Un nuovo sondaggio dell’Istituto repubblicano internazionale (IRI) rivela che la stragrande maggioranza degli ucraini confida che la regione del Donbas rimanga parte dell’Ucraina.

Il 10 maggio, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, e il ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin, si sono incontrati separatamente nello studio ovale del presidente Donald J. Trump, che in seguito ha twitterato il suo desiderio che i due paesi dovrebbero puntare alla pace.
La maggior parte delle persone è desiderosa di vedere la fine di questa guerra, in cui sono state perse più di 10.000 vite e ci sono oltre 1,7 milioni di sfollati interni: dagli anni ’90 è il conflitto più mortale e più distruttivo d’Europa. Con le voci che si susseguono che l’amministrazione Trump prevede di riavviare il processo di pace in Ucraina, stanno nascendo come i funghi le proposte di come dovrebbe essere strutturato un duraturo accordo di pace.

Un nuovo sondaggio dell’Istituto repubblicano internazionale (IRI) ha suggerito che qualsiasi accordo che prevede di cedere “passivamente” e definitivamente parte del territorio ucraino rischia d’incontrare una dura opposizione del paese. Il sondaggio – che si è concentrato sulle questioni legate al conflitto e contiene molte versioni e aspettative dei residenti dei territori controllati dall’Ucraina nel Donbas – rivela che una stragrande maggioranza degli ucraini crede che la regione del Donbas debba rimanere parte dell’Ucraina. Infatti, l’80% a livello nazionale e il 73% nella zona del Donbas controllata dall’Ucraina, pensano che le aree controllate dai separatisti debbano restare legate all’Ucraina.

Mentre alcuni stanno suggerendo che il reintegro delle aree controllate dai separatisti del Donbas nell’Ucraina orientale manchi di sostegno politico o che faccia fallire l’Ucraina, i dati dell’IRI confutano completamente la nozione che la regione occupata possa essere utilizzata come un chip di contrattazione nei negoziati. In poche parole, gli ucraini non accettano la divisione del loro paese. Infatti, solo il 6 per cento a livello nazionale e il quattro per cento nel Donbas, credono che queste aree debbano essere separate dall’Ucraina o diventare parte della Russia.
La coerenza dell’opinione pubblica sul futuro del Donbas, sia nel campione nazionale, che nell’esempio dei residenti del Donbas, sottolinea l’importante visione di una futura Ucraina unita.

Gli ucraini, oltre alle loro preoccupazioni per la guerra nel Donbas, hanno individuato come i tre temi più difficili che il paese deve affrontare, la corruzione all’interno degli organi statali, la disoccupazione e l’inflazione.

Il desiderio di migliorare l’economia è senza dubbio il risultato di una crisi economica prolungata, e, anche se l’economia sta finalmente cominciando lentamente a crescere, i dati IRI dimostrano che questi miglioramenti a livello familiare ancora non si percepiscono. Detto questo, il rilancio dell’economia ucraina rappresenta sia una sfida, che un’opportunità. La sfida è piuttosto evidente, ma l’opportunità un po’ meno: è l’occasione per unire gli ucraini dietro ad un coerente programma di ricostruzione e di indivisibilità del loro paese. Mentre il 72% dei residenti del Donbas citano la creazione di posti di lavoro e i miglioramenti economici come i migliori modi per mantenere il Donbas legato all’Ucraina, ci deve essere un chiaro desiderio del governo d’affrontare questi problemi e tenere a mente che ciò è quello che unisce l’Ucraina.

Quando i responsabili politici analizzeranno il conflitto in corso in Ucraina per stabilire un piano di pace duraturo, sarà fondamentale che tengano presenti questi dati perché è imperativo che i desideri del popolo di preservare l’integrità territoriale, siano considerati come fondamentali.

Si proceda alle riforme considerate mature e necessarie, come tutti stanno auspicando; lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e quella sintesi – così comprensiva e limpida – dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione sancisce. Rendiamo così omaggio a coloro che combatterono e stanno lottando, caddero e si stanno misurando sognando un’Ucraina libera, prospera e solidale, non più fatalmente lacerata, capace di rinnovare e rafforzare le basi della sua unità.