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Migranti, no di Francia e Spagna ad aprire i porti

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LA COMMISSIONE UE ANNUNCIA ‘NUOVE MISURE CONCRETE’ 

No di Francia e Spagna alla richiesta italiana di aprire i loro porti agli sbarchi dei migranti. Macron torna a sottolineare la differenza tra ‘rifugiati politici’ e ‘migranti economici’, ‘senza abbandonare l’indispensabile mantenimento delle nostre frontiere’. L’Onu non prevede cali del flusso di rifugiati. La Commissione europea, dopo il vertice di Parigi, prepara ‘nuove misure concrete’ per l’incontro dei ministri dell’Interno di giovedi’ a Tallin: codice di condotta per le Ong, sostegno alla Guardia costiera libica, aiuti all’Oim e all’Unhcr.

Non ci saranno sbarchi in Francia e Spagna di migranti trasportati dalle navi delle Organizzazioni non governative (Ong). In precedenza l’Italia aveva chiesto una gestione collegiale delle attivita’ di ricerca e salvataggio, per alleviare la pressione sulla penisola. Larga parte delle operazioni di salvataggio hanno luogo nell’area di ricerca e salvataggio maltese, anche se i migranti vengono sbarcati in Italia per via di un tacito accordo tra i due paesi. L’Italia ha quindi spinto per un cambiamento di questo automatismo, non necessariamente per effettuare gli sbarchi a Malta ma potenzialmente in altri paesi stati membri Ue che si affacciano sul Mediterraneo. A quanto si apprende, Spagna e Francia non accoglieranno pero’ le navi delle Ong come misura di solidarieta’ all’Italia.

Il 30 luglio la Commissione aveva presentato delle stime sul 2016, secondo cui i migranti salvati e trasportati dalle Ong, l’anno scorso, hanno rappresentato solamente il 22 per cento del totale. A quanto si apprende, la percentuale sarebbe tuttavia salita quest’anno al 35-40 per cento, diventando ben piu’ significativa (quasi il doppio). Nell’incontro di ieri a Parigi tra Francia, Italia e Germania, si e’ deciso che verranno definite delle regole di condotta per le Ong. Il documento verra’ elaborato e presentato dall’Italia. Le Ong dovrebbero consentire l’accesso sulle imbarcazioni ai funzionari. Le navi dovranno anche tenere acceso il dispositivo di identificazione in mare. A quanto si apprende, in futuro Malta potrebbe assumere un ruolo maggiore coordinando le attivita’ di ricerca e salvataggio. Ritorna anche l’idea di creare un’area di ricerca e salvataggio della Tunisia.

Del resto, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ribadito nel suo discorso a Versailles che per fronteggiare l’emergenza Migranti bisogna “accogliere i rifugiati politici che corrono un rischio reale, perche’ fa parte dei nostri valori, senza pero’ confonderli con i Migranti economici e senza abbandonare l’indispensabile mantenimento delle nostre frontiere”. Quanto al codice di condotta per le Ong che l’Italia sta mettendo a punto, servira’ a “migliorare il coordinamento delle operazioni condotte nel Mediterraneo per l’attivita’ di ricerca e soccorso da parte di tutti gli attori coinvolti”, ha detto Bertaud: “La situazione nel Mediterraneo e’ governata dal diritto internazionale. Un codice di condotta e’ solo una forma di spiegazione piu’ dettagliata di come applicare questo diritto”. Uno degli elementi – a quanto si apprende a Bruxelles – potrebbe essere il divieto per le navi delle Ong a trasferire Migranti salvati al largo della Libia sulle imbarcazioni che partecipano alla missione Ue Sophia. Piu’ in generale, la dichiarazione congiunta pubblicata dopo l’incontro a Parigi tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania e il commissario responsabile per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, prevede quattro punti: oltre al codice di condotta per le Ong redatto dall’Italia, “un sostegno rafforzato per la guardia costiera libica, un aumento degli sforzi sui rimpatri e un’accelerazione dei ricollocamenti”, ha spiegato la portavoce.


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