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Capitozzatura di alberi

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Ed è questa assenza quasi totale di partecipazione e di coinvolgimento da parte della collettività che provoca che ancora oggi così facilmente e anche impunemente, si perpetrino abusi e ferocie. A Sora, come ricordato in altra nota, nel parco a Piazza Savona si osserva  che  le inferriate sono state messe in opera in modo tale che, col tempo, si sono conficcate nelle antiche piante, sfregiandole e deturpandole: i platani stanno sviluppandosi con le inferriate penetrate lungo una parte del tronco! Uno spettacolo che solamente in una società di barbari e di trogloditi ci si sarebbe potuto aspettare: animali e piante non sono degni di alcuna attenzione e riguardo, quindi possono essere fatti segno e oggetto anche della massima ferocia e perversione: deve spaventare che i cittadini che affollano il bel parco ogni giorno ma principalmente studenti e scolari e giovani, non abbiano visto e continuino a non vedere nulla!

E a Isola del Liri? Si è verificato mesi addietro l’episodio si può esser certi unico al mondo civile che la dis-amministrazione comunale -chissà per quale recondita finalità…-  ha abbattuto dodici nobili tigli secolari di almeno tre metri di circonferenza, un patrimonio impagabile, e la strage, a mio avviso delinquenziale, sarebbe stata totale se qualche membro del Consiglio Comunale non avesse contestato e qualche cittadino vero non si fosse legato ad un albero! Si osservi ora lo spettacolo per il quale non ci sono aggettivazioni in quanto come detto prima, spettacolo eccezionale unico al mondo: i restanti tigli sono stati capitozzati con l’intendimento di abbatterli quindi quelle splendide chiome una volta spettacolo consueto della città per anni e anni, sono scomparse per sempre: mai più, ammesso che sopravviveranno allo scempio perpetrato, i tigli riacquisteranno le loro chiome e i loro rami o daranno il loro profumo! Deve anche ora spaventare il fatto che i cittadini o una delle tante associazioni locali o gli studenti e i giovani non abbiano chiamato l’amministrazione a rispondere di tale misfatto a danno perpetuo della comunità e dell’ambiente e della vivibilità dignitosa, e a pagarne le conseguenze. Episodi di capitozzatura analoga ordinati e voluti questa volta dall’Amministrazione Provinciale si sono verificati ai poveri platani rimasti in piedi  nella strada Ponte Melfa-Casalvieri ad Atina qualche tempo addietro; capitozzature non so se dietro merito del Comune  o della Provincia, si rilevano anche ad antichi alberi di Arpino.

Ultimamente lungo la Casilina a Ceprano  si è registrato un episodio simile. Tale tratto di strada tra Arce e Ceprano una volta rigoglioso della presenza di querce secolari maestose come quello tra Arce ed Aquino e Cassino ora ha dato libero spazio a cementificazione di ogni genere e le antiche querce sono quasi tutte eliminate: tra breve i giovani non sapranno più sperimentare la visione di una antica pianta di alto fusto!

Michele Santulli


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